“American Tabloid”, di James Ellroy

Ellroy è l’autore di capolavori del noir americano – genere che come si vede prediligo, accanto a quello italico – spesso trasposti al cinema, come l’immenso (film) LA Confidential. Questo dubito che lo vedrò sul grande schermo. Politicamente scorretto, l’avesse scritto un italiano si sarebbe detto "ecco un antiamericano". A partire dall’esordio, "l’America aveva perso la verginità già prima del viaggio di andata", facendo riferimento all’evento fondatore degli USA, lo sbarco dei Padri Pellegrini. Un libro che è una mazzata su certe vicende oscure dell’America, ma che ci riguardano ancora oggi che continuiamo a parlare della Cuba comunista o di chi ha ammazzato Kennedy. Mirabile per ricerca storica e capacità di congegnare l’intreccio narrativo, naturale che poi autori nostrani come De Cataldo e i Wu Ming lo ritengano quasi un modello di come si scrive un romanzo. Occorre segnalare i fantastici personaggi, impossibili da non adorare nella loro perversità , creati dalla mente di Ellroy, gli indimenticabili Ward Littel , Kemper Boyd e Pete Bondurant.

Da leggere, soppesare, sfogliare, risfogliare, e meditarci su.

Un mese fa

Dopo lunga assenza…

Un mese fa, ancora non tanto ripresomi dall’ecomaratona dei Marsi, corsi il primo della 100Km del Passatore. Caldo e afa, com’è quasi sempre nella prima parte. ecco quello che scrivevo dentro di me

Afa bestiale a Firenze. Salire a Fiesole era un calvario. Meno male dopo il caldo diminuiva ma era sempre elevato, ho sudato davvero copiasamente. E meno male doveva essere un allenamento…  Alla fine 32Km in 2h47, vabbè mi accontento, avevo completamente mollato di testa propria nel momento dove dovevo spingere. In gara non facevo altro che pensare come era umanamente possibile arrivare a Faenza … certe cose continuano a sfuggirmi… bisogna avere un coraggio e una determinazione da leoni. In compenso la mattina successiva defatigamento con una garetta di corsa in montagna di 10Km, quasi meglio di ieri come sensazioni. ma era molto più fresco.