“American Tabloid”, di James Ellroy

Ellroy è l’autore di capolavori del noir americano – genere che come si vede prediligo, accanto a quello italico – spesso trasposti al cinema, come l’immenso (film) LA Confidential. Questo dubito che lo vedrò sul grande schermo. Politicamente scorretto, l’avesse scritto un italiano si sarebbe detto "ecco un antiamericano". A partire dall’esordio, "l’America aveva perso la verginità già prima del viaggio di andata", facendo riferimento all’evento fondatore degli USA, lo sbarco dei Padri Pellegrini. Un libro che è una mazzata su certe vicende oscure dell’America, ma che ci riguardano ancora oggi che continuiamo a parlare della Cuba comunista o di chi ha ammazzato Kennedy. Mirabile per ricerca storica e capacità di congegnare l’intreccio narrativo, naturale che poi autori nostrani come De Cataldo e i Wu Ming lo ritengano quasi un modello di come si scrive un romanzo. Occorre segnalare i fantastici personaggi, impossibili da non adorare nella loro perversità , creati dalla mente di Ellroy, gli indimenticabili Ward Littel , Kemper Boyd e Pete Bondurant.

Da leggere, soppesare, sfogliare, risfogliare, e meditarci su.

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