Sand in Taufers, SudTirol

A metà giugno la montagna altoatesina è favolosa, verdissima e pochissimo frequentata. I colori sono magnifici, coi rossi rododendri a far cornici a laghi e prati. Le montagne in questa zona che è la più settentrionale d’Italia sono maestose.

tures5

Da segnalare, a Falzes in Pusteria, un luogo da visitare assolutamente, l’officina delle erbe Bergila http://www.bergila.com/   .

tures6Si possono visitare il giardino delle erbe, tra cui rarissime Stelle Alpine e la distilleria di olio di pino mugo dove una guida spiega come dalle piante si possono ricavare tesori meravigliosi nel pieno rispetto della natura

Trail, quasi Sky (running)

La mia prima e per ora unica ecomaratona mi ha fatto comprendere come in questo genere di gare l’abitudine all’endurance, all’impegno organico prolungato, sia un fattore essenziale in vista di gare del genere, sedute "banali" di 2-3 ore potrebbero inadeguate. Mi urgeva quindi affrontare ben altro. Così sabato 16 giugno ne ho approfittato e mi son tolto uno sfizio. Recatomi quindi nell’alto appennino pistoiese-bolognese, ho affrontato un bel percorso tosto. Partenza quota 1300 circa, boschi. Clima fresco tanto da farmi optare per maglietta a mezza manica e pantacollant a 3/4 di gamba. Vento e nubi in quota, poco sole. Neanche condizioni ottimali, ma col caldo che picchia su questi monti col sole forse meglio così. Parto, supero il bosco su una pista bella morbida ma già ripida e raggiungo il crinale, lo spartiacque tirreno-adriatico che in questa zona è interamente Toscana e ancora basso sui 1600. Ora si tratta solo di seguire per ampia parte questo sentiero della GEA (grande escursione appenninica). Continui saliscendi, Passo della Nevaia Fonte dell’Uccelliera non c’è un’ anima e te credo siamo in mezzo alla nebbia e meno male non si vedono le montagne più alte avanti. Salite e discese ripidissime. Sul crinale il vento è fortissimo, ti sposta letteralmente c’è quasi da aver paura dati gli Orridi che vedi sotto di te basta poco e ci cadi. Dopo neanche tanto tempo sono in vetta al Corno alle Scale, quasi 2000m, però niente male. Il cielo si apre un pò, col sole è tutto più bello ma sempre ventosissimo urge indossare il gilet antivento, meditando quasi se indossare il kway. Pochissimi escursionisti. Riscendo sul versante Emiliano a 1500, risalgo al Lago Scaffaiolo a 1800 circa, fino a riscendere ancora alla Doganaccia di nuovo Toscana ancora 1500. Si torna indietro, con calma però. Le salite ripide rigorosamente camminate tutte, facilissimo andare oltre soglia se le si corrono anche lentamente. Torno sullo spartiacque, Monte Spigolino, Passo Strofinatoio, Monte Gennaio. Mi fa male il tallone sinistro, il terreno è veramente impervio, spesso tocca camminare anche in discesa per i numerosi sassi o il sentiero strettissimo. Rientro nel bosco, dove la discesa è più liscia scendo  veloce e con buona reattività, ne avrei ancora. Rieccomi all’auto, neanche tanto stanco, incredibile a dirsi. Luoghi bellissimi, da tornarci presto. Esito: 5 ore nette, stima distanza sui 31Km abbondanti, dislivello 1900m. Data la quota la durezza del percorso e del fondo, il fatto di aver corso sulle vette, direi più sky che trail. Sempre un’emozione.

PS

Percorso ed altimetria

Percorso da satellite

Altimetria

PS 2:

a metà salita in zona veramente sperduta senza un’anima ho avvistato un paio di animalotti pelosi che correvano, evidentemente infastiditi dalla mia presenza. Marmotte, direi, che non pensavo ci fossero nell’Appennino

Marmotta in appennino

Doppietta trail

(recupero vecchi post mai inviati)

In vista del Ventasso ho avuto l’intenzione di migliorare la mia "tenuta" sulla lunga durata. Ovvio che ai Marsi ho patito un po’ l’inesperienza, un po’ l’entusiasmo e la prima metà veloce, un po’ la carenza di iperlunghi. Naturalmente sarà quella stessa esperienza a fare da allenamento sulla distanza. E poi anche le 2h45 umidissime del passatore di fine maggio. Insomma, nel primo w.e. di giugno avevo come programma originario un lungo trail di 3h30 almeno, con diciamo 1200-1400 di dislivello. Da solo purtroppo. E dulcis in fundo, sabato temporali pioggia vento ecc 🙁 Cosa fare? Nel dubbio, sabato pomeriggio sono andato a esplorare una montagna in zona. La dirimpettaia del famoso "monte" della mia prima esperienza di vero allenamento trail lungo, dall’altra parte della valle dove c’è l’autostrada del sole. In vetta era coperta da nubi, però sono partito dal basso. Dotazione: Salomon d’ordinanza ai piedi, pantaloni lunghi invernali in previsione pioggia, maglia traspirante, zaino idrico, giubbino antivento, cappello, carta dei sentieri. Esploro qualche sentiero qua e là rimanendo sempre sul basso, il tempo è estremamente variabile. Non ho tanta voglia esplorativa, la montagna è brulla e mi piace poco, preferisco il bosco. La vetta è lontana e nebbiosa. Alla fine un po’ stanco e demotivato mi becco l’ultima pioggia e chiudo dopo 2h, circa18Km e +-550 di dislivello. Cena tutt’altro che frugale 🙂 . Errore lo so ma lo stomaco urlava. La mattina dopo mi sveglio prestino. Tempo grigio, ma decido di riprovarci. Stavolto però torno al "monte". Parto con una strada forestale molto bella in mezzo a pini e abeti, che mi porta dolcemente all’attacco finale alla vetta dal versante più duro. Dove in 1Km scarso si sale di oltre 250 metri tra rocce sterpi, fondo scivoloso e estremamente sconnesso. Corro pochissimo, se ci provo dopo poco mi fermo ansimante e col cuore in gola. Arrivo in cima, il vento ulula e fa paura, il cielo è coperto, fa bello freddo. Attacco subito a correre in discesa, terra fango, rocce bagnate, scivolo ogni tanto, falsopiano riattacco la salita alla vetta successiva, così più o meno per tutto l’allenamento. Per fortuna a farmi compagnia nella mattinata fredda c’erano comunque molti escursionisti e vari bikers. Continuo più o meno così tutta la mattina, dopo quasi 3 ore riprendo la discesa che mi porta all’auto. Meno male che alla fine la temperatura si era alzata, così che mi son bevuto tutto il contenuto dello zaino. Utilissimi i pantaloni a 3/4 di gamba, altrimenti i rovi mi avrebbero graffiato abbondantemente. Alla fine 3h8′, +-1100 di dislivello, circa 25Km. Che sommati al pomeriggio precedente fa un bel lavoro davvero per un fine settimana. Non so se la doppietta sarà utile ai fini dell’ecomaratona, della preparazione sulla lunga distanza, però alla fine di ieri ero bello cotto, sulle salite ripide ero costretto a camminare, però dove il terreno lo permetetva riuscivo a correre sia pur in modo non brillante. Diciamo che sono riuscito comunque, in presenza di pessimo meteo, a correre abbastanza. Gli scoiattoli che si arrampicavano sugli alberi, il capriolo che mi ha tagliato la strada nel folto del bosco, da soli han valso il prezzo del biglietto.