Doppietta trail

(recupero vecchi post mai inviati)

In vista del Ventasso ho avuto l’intenzione di migliorare la mia "tenuta" sulla lunga durata. Ovvio che ai Marsi ho patito un po’ l’inesperienza, un po’ l’entusiasmo e la prima metà veloce, un po’ la carenza di iperlunghi. Naturalmente sarà quella stessa esperienza a fare da allenamento sulla distanza. E poi anche le 2h45 umidissime del passatore di fine maggio. Insomma, nel primo w.e. di giugno avevo come programma originario un lungo trail di 3h30 almeno, con diciamo 1200-1400 di dislivello. Da solo purtroppo. E dulcis in fundo, sabato temporali pioggia vento ecc 🙁 Cosa fare? Nel dubbio, sabato pomeriggio sono andato a esplorare una montagna in zona. La dirimpettaia del famoso "monte" della mia prima esperienza di vero allenamento trail lungo, dall’altra parte della valle dove c’è l’autostrada del sole. In vetta era coperta da nubi, però sono partito dal basso. Dotazione: Salomon d’ordinanza ai piedi, pantaloni lunghi invernali in previsione pioggia, maglia traspirante, zaino idrico, giubbino antivento, cappello, carta dei sentieri. Esploro qualche sentiero qua e là rimanendo sempre sul basso, il tempo è estremamente variabile. Non ho tanta voglia esplorativa, la montagna è brulla e mi piace poco, preferisco il bosco. La vetta è lontana e nebbiosa. Alla fine un po’ stanco e demotivato mi becco l’ultima pioggia e chiudo dopo 2h, circa18Km e +-550 di dislivello. Cena tutt’altro che frugale 🙂 . Errore lo so ma lo stomaco urlava. La mattina dopo mi sveglio prestino. Tempo grigio, ma decido di riprovarci. Stavolto però torno al "monte". Parto con una strada forestale molto bella in mezzo a pini e abeti, che mi porta dolcemente all’attacco finale alla vetta dal versante più duro. Dove in 1Km scarso si sale di oltre 250 metri tra rocce sterpi, fondo scivoloso e estremamente sconnesso. Corro pochissimo, se ci provo dopo poco mi fermo ansimante e col cuore in gola. Arrivo in cima, il vento ulula e fa paura, il cielo è coperto, fa bello freddo. Attacco subito a correre in discesa, terra fango, rocce bagnate, scivolo ogni tanto, falsopiano riattacco la salita alla vetta successiva, così più o meno per tutto l’allenamento. Per fortuna a farmi compagnia nella mattinata fredda c’erano comunque molti escursionisti e vari bikers. Continuo più o meno così tutta la mattina, dopo quasi 3 ore riprendo la discesa che mi porta all’auto. Meno male che alla fine la temperatura si era alzata, così che mi son bevuto tutto il contenuto dello zaino. Utilissimi i pantaloni a 3/4 di gamba, altrimenti i rovi mi avrebbero graffiato abbondantemente. Alla fine 3h8′, +-1100 di dislivello, circa 25Km. Che sommati al pomeriggio precedente fa un bel lavoro davvero per un fine settimana. Non so se la doppietta sarà utile ai fini dell’ecomaratona, della preparazione sulla lunga distanza, però alla fine di ieri ero bello cotto, sulle salite ripide ero costretto a camminare, però dove il terreno lo permetetva riuscivo a correre sia pur in modo non brillante. Diciamo che sono riuscito comunque, in presenza di pessimo meteo, a correre abbastanza. Gli scoiattoli che si arrampicavano sugli alberi, il capriolo che mi ha tagliato la strada nel folto del bosco, da soli han valso il prezzo del biglietto.

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