“Nelle mani giuste”, di G. De Cataldo

De Cataldo ci propone un po’ il seguito del suo celeberrimo e grandioso “Romanzo Criminale”. Lo fa spostandosi nel tempo di una decina di anni circa, fino ai primi anni ’90, periodo tormentato nella storia dell’Italia contemporanea. Non ci sono più i personaggi della Banda della Magliana, naturalmente. Ne restano altri, che si muovono però in ambienti totalmente nuovi, che nel precedente romanzo erano appena tratteggiati. Ambienti dell’alta finanza, della mafia, della politica. L’epoca di Mani Pulite, Tangentopoli, le stragi di mafia. Periodo scottante senza dubbio, per questo motivo si può dire tranquillamente che De Cataldo pure stavolta decide di sguazzare nel torbido e affrontare di petto quegli anni così terribilmente vicini a noi che sembrano quasi cronaca. Restano i bellissimi personaggi di Scialoja, di Patrizia, vero motore della vicenda, e su tutti aleggia il mito di un personaggio che non opera più ma che ancora riesce da morto a tessere tele, il Vecchio. Giocando su vari piani, su varie vicende, De Cataldo mostra quanto fu poco “governato” quel periodo, quanto in realtà fosse quasi un teatro preparatorio a nuovi poteri emergenti (quello di Berlusconi, quello della sinistra ex-PCI, mirabilmente rappresentati da Carù e Argenti), teatro scosso da una mafia che tentava un ultimo colpo di coda prima della fine dei propri capi Riina e Brusca. E nel racconto del vecchio democristiano si comprende che gli anni a venire non saranno affatto migliori (della serie: aridatece la DC).  Esemplare il racconto delle vicende delle stragi di Roma Milano e Firenze descritte direttamente dai dispositivi delle sentenze del processo di Firenze. In tutto questo, De Cataldo riesce ad essere capace di mischiare stili narrativi diversi, sia riportando le fredde descrizioni processuali dei fatti sia altrove descrivendo vividamente a caldo le emozioni di personaggi importanti come Maya o Valeria. Non solo narratona e romanziere, quindi, ma grande scrittore. Divertente il giochino cui viene sottoposto il lettore, quello di riconoscere dietro pseudonimi certi personaggi con chiari riferimenti a persone reali vive o morte (Carù-Ferrara, Donatoni-Gardini).

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