Sul Ventasso

Alla fine è andata bene, anche se speravo in un crono migliore. Andiamo con ordine: arrivo a Busana sabato pomeriggio, fa un gran caldo, meno che in pianura dove si superavano i 35° ma anche qui non scherza. Mollo le borse e corro a ritirare il pettorale assieme a Gualtiero che mi spiega il percorso con dovizia di particolari. il depliant che ci dànno con il profilo altimetrico è devastante, l’altimetria che pensavo essere sui 1500 di dislivello in realtà si rivela essere sui 1900: non sembra tanto per chi è pratico di queste corse, ma quei 400 metri vogliono dire che la corsa sarà molto più aspra di quanto avevo previsto. Ci si avvede subito che l’organizzazione è qualcosa di grandioso, nulla da invidiare a quella delle maratone più prestigiose. Reggono bene l’urto dei 355 iscritti, record precedente stracciato credo di un centinaio di unità: ma a differenza della classica maratona cittadina qui avverti l’impegno di un piccolo paese di montagna per la riuscita della manifestazione: penso che alla fine questa gente che sembra lavorare senza sosta alla fine sarà molto più stanca dei maratoneti, e quella che mi stupisce di più è che tutti sorridono, sono cortesi e gentili in una maniera che forse noi gente di città ormai non conosciamo più e perciò ci stupiamo di trovare.

Dopo il pasta-party, si va a nanna. Domenica, il gran giorno. Alle 8 è già un caldo terrificante, ci sarà da sudare.

1partenzaAlle 8,30 il via, prima con un giro nel paese ma poi ci inoltriamo nei fitti boschi dei dintorni. Il primo terzo di gara è molto mosso, con una bella salita centrale con vari tratti in asfalto.

3discesaTratto potenzialmente pericoloso perché si è freschi e invoglia a forzare. Qui corrono quasi tutti, salgo con il mio passo deciso ma non veloce cercando di non esagerare. Il secondo terzo di gara inizia con il famigerato “tirone”, circa 7Km di aspra ascesa continua tutta nel bosco, con un dislivello di oltre 750m. è praticamente impossibile correre, se non dei brevi tratti. Il tempo sembra non passare mai, la salita durerà circa un’ora, anche qui è fondamentale non esagerare ma tenersi freschi. Mi fermo per togliermi una scarpa, mi accorgo di avere una brutta vescica sanguinante a un tallone, maledizione si vede che in quel punto non mi ero coperto di vasellina. Fa un male cane a salire, ma stringo i denti.

5lagoSi arriva al 20°Km al punto più in alto, si scende al lago, si risale su un’altra vetta con una salita ancor più aspra. Intorno al 25° c’è una bella discesa estremamente tecnica e ripida, mi accorgo di superare tanta gente che sembra ferma rispetto a me, per fortuna mi fanno passare senza problemi. Inizia una brutta serie di saliscendi che ci accompagnerà fino al 38°. Vari tratti asfaltati, prati, boschi, continue variazioni di ritmo, ci sono pochi tratti all’ombra e ormai il sole è a picco e si patisce la sete. Queste continuo saliscendi mi stronca, in discesa sono OK ma nelle salite e nei falsipiani patisco parecchio, l’ombra della crisi patita ai Marsi comincia ad affiorare nella mia mente. Per fortuna ai ristori riesco a bere, gli zuccheri portati dietro mi aiutano a ritrovare energie. Il cartello agognato dei 35 che non sembrava arrivare mai mi rincuora e incremento un po’. Supero Gualtiero, in evidente crisi alimentare che non ce fa proprio a correre, lo accompagno per un po’ ma non è di un incoraggiamento che ha bisogno. La salita leggera ma lunga che c’è al 38°Km la corro tutta, sono praticamente l’unico che lo fa, stavolta per fortuna sono riuscito a gestirmi bene e recupero varie posizioni. Discesona finale, i piedi sono a pezzi e non riescono più a sopportare gli urti con i sassi di questo tratto, per fortuna so che questo tratto è breve, ecco siamo già in paese, ci siamo è finita e alzo le braccia. 8arrivo

Stavolta mi sono saputo gestire, forse potevo valere qualche minuto meno ma proprio un’inezia, il caldo ha tenuto alti i tempi di tutti. Mi stendo all’ombra a riposare prima di una meritata doccia e del pranzo offerto ai podisti che gusto chiacchierando con l’amico Gerardo. Quasi tutti si ritrovano vestiti con la bellissima maglietta del pacco gara, con il disegno dei bambini delle locali scuole elementari, proprio una maglietta carina e originale e devo dire molto apprezzata a giudicare da quanti la indossavano. Non resta che tornarsene a casa in mezzo all’esodo di rientro , con un 85° posto e un 5h12’ in saccoccia, che non è poi granché ma comunque mi regala soddisfazione e un bel senso di appagamento. Fino alla prossima sfida, si intende. Sfida trail, ovviamente.

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