Sulle conoscenze telematiche e sulla perdita di un amico

A chi frequenta newsgroup, forum, blog ecc da anni capita di fare vere conoscenze telematiche. E alcune di queste persone diventano più più o meno tuoi amici, spesso restando sul piano telematico con semplici scambi di mail o chattando, altre volte invece incontrandoli dal vivo e potendo così finalmente associare un volto una voce un corpo a certe parole. Come se poi la fisicità c’entrasse qualcosa con pensieri e parole… La comunicazione su Internet invece ha questa bellissima qualità, di poter giudicare non le persone ma quello che scrivono e quello che pensano, facendo cadere preconcetti o ritrosie. E in più ti può divertire, arrovellare, a immaginare come sia l’aspetto di una di queste persone.

Dopo magari associ un volto a un nickname, o semplicemente conosci meglio una persona, e magari scopri pure che ti eri immaginato tutt’altro. Fenomeni naturali nei rapporti umani tra blogger, frequentatori di forum mailing list e newsgroup. Però sovente la dimensione non-corporea di Internet ci porta a rimanere ancor più storditi davanti a certi eventi. Come è capitato a me con la scomparsa di Rusca. Una persona che conoscevo neanche tanto ma con cui ci eravamo scambiati tanti commenti, discussioni sullo sci, le montagne e la corsa, con cui si era creata quella familiarità per cui ci rammaricavamo entrambi di non poterci conoscere dal vivo. Così un giorno apprendi – sempre telematicamente – che Rusca non c’è più, scomparso in sella alla sua moto. Sei costretto ad associare una fisicità – mortale – a qualcosa che fino a un momento prima era rimasto incorporeo come le parole. Pensi che non lo conoscerai più, che deve essere un dolore grandissimo per la sua famiglia, che chissà magari avrebbe preferito morire su una vetta e non su una strada (che domande stupide vengono in mente in certi frangenti).

Forumisti di un gruppo di appassionati di montagna che ho rintracciato per saperne di più dicono che sua moglie alle esequie abbia chiesto agli amici di ricordarlo come sarebbe piaciuto a lui, dedicandogli una sciata in powder o una escursione in cima a una vetta. Dato che adorava sia la corsa che la montagna e mi stimava, ci ho pensato su. Sabato scorso ho approfittato della compagnia di un collega e ho affrontato il mio "monte", per cui nell’afa fiorentina con dei bei 34° armato di zaino idrico e bastoni sono partito e scarpinando e sudando dopo un paio di ore in mezzo ai sassi e ai boschi ho coperto un migliaio di metri di dislivello e sono arrivato in cima. Vetta piccola, nemmeno 900 metri, ma sopra di me c’era solo il cielo, e un pensiero all’amico Rusca è volato, dedicandogli questo mio piccolissimo traguardo. Ciao, Rusca, ti siano lievi la terra e la neve.

2 pensieri su “Sulle conoscenze telematiche e sulla perdita di un amico”

  1. belle parole!
    la morte di un “amico” telematico ci colpisce violentemente proprio perché lo scambio di idee/opinioni e commenti ci proietta vicinissimi. malgrado distanze e fisicità magari opposte e inconciliabili.
    una vicinanza che nella “realtà” tra sguardi, bocche chiuse e pregiudizi è inimmaginabile.

  2. Ciao corridore solitario. Al tuo amico Rusca sicuramente la terra e la neve sono lievi. E’ passato quasi un anno da quando hai scritto queste parole, e sicuramente ogni tanto il pensiero va ancora al tuo amico di byte… Come succede a tutti noi, quando un amico se ne va, lasciando volteggiare su di noi la propria carica positiva. Di sicuro Rusca è contento ogni volta che correndo pensi anche a lui.
    Corri………

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