Il passato è una terra straniera, di G. Carofiglio

Scrivo qualcosa sui tanti libri letti quest’estate. Inizio con questo del celebrato (e da me molto apprezzato) Gianrico Carofiglio (per gli ignoranti, http://it.wikipedia.org/wiki/Gianrico_Carofiglio)

Lo conoscevo per i libri legal-thriller sull’avvocato Guerrieri, questo l’avevo comprato per scommessa salvo scoprire che aveva vinto il Bancarella… dopo averlo letto. Un libro eccellente, scritto divinamente: una storia torbida, fumosa, di un giovane di buona famiglia e buoni studi di diritto che, conosciuto un amico baro con la passione delle carte e di una vita che è tutta una scommessa, si lascia prendere da una vita che prima riteneva lontana anni luce. A parte il tema classico, sul fatto che in ognuno di noi è presente un altro forse a noi sconosciuto capace di cose che riteniamo apparentemente lontane da noi, dicevo a parte ciò l’opera ti prende, ti appassiona, non si sa dove andrà a parare perchè da certe vicende che travolgono ci si può aspettare di tutto, dalla tragedia al ritorno alla normalità. Il protagonista scopre così un lato oscuro di sè stesso, ed è questa consapevole e desiderata estraniazione rispetto al proprio precedente essere che cattura il lettore. Il romanzo, dopo il suo zenit raggiunto col viaggio a Valencia, cala un pò nel finale forse, ma senza perdere il filo e senza sembrare raffazzonato. Opera magistrale , Carofiglio indubbiamente una gran penna. Consigliatissimo

5 pensieri su “Il passato è una terra straniera, di G. Carofiglio”

  1. oh, ho visto che hai messo il link 🙂

    comunque a me carofiglio non piace proprio per quella sua propensione a fare finali modesti e veloci e, anche un po’, scontati… che scriva bene siamo d’accordo, le storie prendono e si dipanano apparentemente da sole mentre il raccontato si aggroviglia sul personale del protagonista: questo mi piace. peccato che alla fine non si sveli, dove vuole chiudere, alcunché e la storia si banalizza.
    parlo dei legal baresi… questo non l’ho letto, ma se capita in biblioteca lo faccio. ciao

  2. io e te abbiamo troppi gusti in comune… 😛
    meno male che su qualcosa divergiamo. i finali della serie dell’avvocato Guerrieri per me sono ben congegnati, anche se forse sì non sono brillanti come il resto, con questo doppio piano narrativo – la vita personale dell’avvocato e quella professionale – che si intrecciano stimolandosi a vicenda. come detto in questo il calo del finale è ancor più sensibile

  3. che mi dici invece di b.akunin? lui mi pare perfetto in composizione, stile, coinvolgimento e finale, sempre stupefacente. però c’è sempre di mezzo la traduzione…

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