Allenamento top

Sotto la pioggia battente, un allenamento come ne ho fatti pochi in carriera. Ripetute di resistenza alla potenza intensiva,  10 x 1000 quasi al ritmo mezza maratona, recupero 1000 ritmo maratona o lievemente più lento. Seduta tipica del periodo specifico pre-maratona

Pensavo di farli sui 4’20 – 4’40, invece i 1000 veloci sono stati sui 4’12, i 1000 lenti sui 4’33. totale 20Km in 1h27’40", media 4’23". 

ma i segnali migliori sono:

– l’aver fatto la seconda metà più veloce (43’55 + 43’45 circa), cosa difficilissima in un allenamento del genere

– la grande regolarità: i 1000 più veloci sono stati tutti tra i 4’8 e i 4’14", quelli lenti tutti tra i 4’29 e i 4’38

– l’esser riuscito a fare un allenamento del genere con recupero altamente qualificato dopo un anno che non ne facevo! c’è poco da fare, nonostante i miei allenamenti trail resto un animale da pianura e da asfalto

– l’aver finito non spompato come spesso accade dopo una seduta del genere, e l’aver recuperato bene in poco tempo. e dire che domenica avevo pure tirato parecchio, invece muscolarmente ero brillante

però avrò bisogno di conferme nelle sedute successive.

ovviamente, ho preso parecchia pioggia e le scarpe sono da strizzare

La salita del fagiano

Oggi era la gara test che faccio sempre prima della maratona di firenze. Freschetto e umido, indosso la canotta. Buone sensazioni in partenza nonostante il medio di 1h24′ di venerdì e il defatigamento di 1h di ieri

Parto tranquillo (in genere qui partivo sempre a tutta…), affronto veloce la salita e soprattutto la lunghissima discesa inframmezzata da tratti in falsopiano o in salita vera e propria.

Tempo finale, 1h15′. 1 minuto più di un anno fa quando partii troppo forte. Ne deduco che, come intuito dalla gara del Chianti, la condizione non è granchè.

E che forse ho gareggiato troppo ( 6 gare tirate in 8 settimane). Ma mi diverto così 🙂

Pace, comunque credo di potercela fare a fare Firenze in meno di 3h15′. Va benissimo uguale 🙂

Però le prossime settimane mi alleno, gare nisba

Oggi era pieno di cacciatori, una gara bellissima tutta in campagna, io la adoro 🙂

Insomma a un certo punto a 20 metri dalla strada in salita in un prato un fagiano scoperto da un cane si è alzato in volo. Cacciatore a 10 metri scarso dalla preda. Sparo, podisti esterrefatti (eravamo vicinissimo)….e fagiano padellato in pieno. Ovazione e applausi dei runners in barba al cacciatore. Noi trailer sì che sappiamo cos’è la natura

(io comunque il fagiano lo adoro in tavola, però  facile cacciarlo coi cani, come se noi si corresse coi rollerblade)

Vista Google

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Altimetriahttp://img132.imageshack.us/img132/5199/montelupoaltimetriadc7.jpg

La fu maratona azzurra

Si dice che l'atletica italiana sia in declino, in crisi, senza fondi ecc ebbene, agli ultimi mondiali nonostante una classifica a punti (con i 
risultati dei finalisti) scarsa, tre medagliucce si sono prese una disciplina che mi pare nel dramma è invece la maratona.
ottobre 95, una mattina torno a casa da non so quale gara o allenamento e prima della doccia mi metto in tivvu. andava in onda la gara di
maratona più importante - per le prospettive del futuro che trasmetteva - della storia dell'atletica azzurra vinse goffi, secondo (o terzo?)
leone, quinto un baldini un pò deluso ma che sapeva già di essere destinato a tale distanza. tralascio altri atleti in gamba che si
cimentarono. non so neanche se i risultati citari sono giusti, ma cambia poco.
quei ragazzi erano miei coetanei, avevano 24 anni. un mondo di maratone davanti. sconfitte anche, ma pure vittorie e risultati
oggi, stessa gara. ha vinto un keniota, tra i primi goffi con un tempo sulle 2h12 o 2h14 non importa, prima donna la sicari in 2h35. baldini
correrà a NYC tra ua settimana. leone ritirato. la ferrara non c'era oggi. ma aveva corso a carpi una settimana fa. con
2h30', mica quisquilie, andrà alle olimpiadi anche il prossimo anno (e chi le toglie il posto?)
e il resto? e in questi 12 anni? il nulla, a quanto pare. si dice che il mezzofondo azzurro patisce la concorrenza delle gare su
strade. cazzate, se ci fosse tale concorrenza vedremmo frotte di giovani virgulti azzurri destreggiarsi sui 42 o almeno sui 21 (omettiamo
per pietà il risultato pessimo dei mondiali di mezza a udine) invece, il deserto
pochissimo anche in pista, dove si squalifica l'unico atleta appena decente perchè chissà quali ripicche politiche su questioni di
allenatori e simili
eppure gli allenatori e le competenze ci sono, il "popolo italiano" non ha perso l'abitudine allo sport di fatica perchè ciclismo sci di fondo
pattinaggio su ghiaccio canottaggio vanno più o meno sempre alla stessa maniera , con picchi e cali ma comunque siamo lì
la corsa su strada invece va. alla deriva

Sotto la pioggia

Ieri ero in ferie, ne ho approfittato per tornare a un allenamento serio sull’asfalto. L’obiettivo finale del 2007, la Firenze Maratho, non è poi così lontano e pertanto non è male ricominciare subito a darci sotto.

Tempo inclemente: umidità massima, freddo, pioggia a momenti battente. Non importa, ci si copre e si parte.

Farò parte del percorso della maratona del Mugello. I primi 5 Km sono più o meno piatti (in realtà solo lievissimi falsopiani), parto subito già bene e sono sui 4’45 di media. Segue una salita di 1Km e poi il lunghissimo falsopiano verso Luco. La pioggia smette ma fa sempre freddo. Passo al 10°, quasi in cima alla salita, in 48’20. Dopo qualche tratto vallonato inizia la discesa, anch’essa lieve. Il grosso dell’allenamento è fatto, spingo senza esagerare che domenica c’è gara (un’altra!). Ricomincia la pioggia, arriva al termine bagnato come un pulcino. Finale, 17,7Km in 1h24’15, 200m di dislivello, media 4’45" che non è male per un percorso non scorrevole. Finalmente riassoporo il faticoso sapore del medio.

Chissà perchè

Ci capisco poco del tempo fatto al Chianti. Vedendo la classifica ho preso troppi minuti da gente con cui in genere le eco le concludo. A parte questo, la classifica mi conferma un minimo senso di delusione.

Provo un pò ad analizzare il risultato:

– allenato lo ero, a settembre ho fatto 315Km (mese top del 2007), con molta qualità e molta quantità. forse ho fatto poco allenamento trail , ma d’altra parte non era un trail vero e proprio

– ho l’impressione di essere un filino più grasso ma la bilancia dice 73-74Kg e 12% di grasso come d’estate. però mi fido più dello specchio, e le vene del braccio sono meno in rilievo

– forse ultimamente ho tirato troppo? 2 mezze tirate nelle ultime 2 domeniche. eppure in partenza ero fresco e mi sentivo di volare

– il freddo mi ha dato fastidio nel senso che mi ha causato il mal di pancia.. e 2 minuti di sosta imprevista, e poi ripartito veloce per rifarmi, errore da principianti.

– troppi zuccheri? può darsi, e magari bevendo meno dato il freddo troppo sangue si è spostato verso stomaco e intestino

– siamo a fine stagione dopo un anno intenso, già 2000Km da gennaio, probabilmente i muscoli sono un pò logori e stanchi.

– calo di motivazioni nel finale? anche ma non c’entra perchè comunque ero voglioso di spingere. e se l’amico Sauro non mi avesse recuperato ci avrei messo anche di più. poi comunque ho finito benissimo e ne avevo ancora, ho recuperato subito. almeno questo è un ottimo segnale

– ah, ovviamente sono partito forte. c’è da dire che all’inizio il percorso era estremamente invitante, e c’erano delle belle discesine dove potevo esprimermi bene. sicuramente qualcosa ha inciso anche questo

– un fattore decisivo: io non sono adatto a trail con salite e discese brevissime e continui saliscendi. li soffro sempre questi tratti. mi sento più adatto a percorsi con salite lunghe e discese altrettanto, meglio se tecniche e dove è necessario buttarsi a capofitto

l’insieme di non so quali di questi fattori mi ha fatto perdere dai 5 ai 15′ rispetto a un tempo che sarebbe stato per me alla mia portata. è dura capire cosa ha inciso di più, sarebbe fondamentale in previsione dei trail del 2008.

Ecomaratona del Chianti

Giornata freddissima a Castelnuovo Berardenga per la prima edizione del Chianti. Alla partenza calzamaglie cappellini e maniche lunghe si sprecano, per fortuna un timido solicino attenua la sensazione di freddo acuita però dal vento che soffia in continuazione da nordest affaticando molto l’azione di corsa.Dalla partenza la corsa si dirige per la prima parte verso la zona delle crete, entrando da subito su strade bianche e viottoli di campo. I saliscendi si susseguono in continuazione ed è la costante di questa gara, sono salite sempre molto brevi ma generalmente spaccagambe se prese ad alto ritmo. Bellissimo il passaggio al 9° al cippo della collinetta di Montaperti, ricordo di una sanguinosa battaglia tra senesi e fiorentini ("lo strazio ed il grande scempio fece l’Arbia colorata in rosso").Da lì la gara ritorna a nord e comincia a dirigersi verso le più aspre terre del Chianti. Meravigliosa la scalinata che porta alla villa di Montegiachi al 16°Km. Il fondo è generalmente di strada bianca, peraltro molto regolare e con pochissima ghiaia. Rarissimi i passaggi un pò più tecnici nel sottobosco o per sentieri. Avvicinandosi alle colline più alte le salite cominciano a farsi sentire sempre di più. Villa a Sesta, piccolo paesino al 25°, ci introduce alla salita principale della gara che ci porta alla quota massima di 650metri. Qui si è già stanchi ed è molto difficile correre, per fortuna giunti in vetta comincia la discesa – per niente impegnativa nè a livello tecnico nè a livello muscolare. A San Gusmè si dimentica la stanchezza, ammirati dalla bellezza di questo minuscolo borgo, salvo poi rituffarsi in mezzo a una vigna intirizzita dal freddo e giungere al lunghissimo interminabile viale che ci porta al 35° Km, tutto cinto ai lati da filari di cipressi. Finito il viale interminabile si prosegue attraverso altre salitine non proprio facili, l’arrivo sembra non arrivare mai fino al 39° quando in lontananza si vede Castelnuovo e le energie tornano a scorrere nonostante il freddo e il vento non ci abbiano mai mai abbandonato. I saliscendi continuano inesorabili fino agli ultimi metri, quando si rientra nel paese e si passa sotto lo striscione. Doccia (acqua un pò a intermittenza, ma per fortuna bollente), addirittura la pubblica assistenza in auto mi porta al pasta party dove evito i salumi e i formaggi ma mi ingozzo di una ottima pastasciutta.In generale della gara si può dire- organizzazione eccellente per essere una prima edizione. Sono migliorabili solo dettagli minimi da pignoli estremi- copertura e tracciatura del percorso perfetta, balises di segnalazione ovunque,  impossibile sbagliare strada se si ha un minimo di lucidità (oddio, han sbagliato i primi 2 ma solo perchè una freccia era caduta…)- percorso comunque impegnativo per il dislivello stimato oltre i 1400metri. il fondo è molto migliore rispetto ad altre eco e infatti si fanno tempi ben più veloci (ha vinto Bernardi in 2h57′), però non va assolutamente sottovalutata perchè i tratti in cui si deve camminare per forza sono quasi inesistenti, si corre praticamente sempre e ciò alla fine si paga- fondo ottimo, mai pericoloso, pure veloce in molti punti. io preferisco tratti tecnici, specie in discesa, invece non ci sono mai punti difficili o dove stare particolarmente attenti. va bene lo stesso- panoramicamente parlando: tra il Chianti e le crete senesi, ho detto tutto. Anche questo alla base del grande successo, 408 iscritti (credo record italiano delle ecomaratone). Alla fine tutti entusiasti

Altimetria

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Vista dall’alto

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Vista laterale http://img235.imageshack.us/img235/2805/chiantixl9.jpg

Traccia GPS(del secondo arrivato Baroncini, incluso l’errore)http://www.giscover.com/tours/tour/display/4261

Prima volta da pacemaker

La prima volta da pacemaker mi resterà nel cuore, per le vivide emozioni che ho provato. Mi sono offerto volontario con un pizzico di follia e già alla vigilia ero un pochino in fibrillazione per la prova che mi attendeva, finire regolare in 1h30′ sarebbe stato un buon risultato per me che al momento valgo solo poco meno di 1h29. In più mi incuriosiva molto la gara a Pisa, nel bellissimo parco di San Rossore. Stamattina, raggiungo la destinazione e incontro l’efficiente organizzazione dei ragazzi dello smile "Regalami un sorriso" . DSC_7424

Mi preparo e inganno l’attesa godendomi la bellissima giornata, sole, fresco, niente vento. Colori  smaglianti di queste belle mattinate di autunno, in lontananza si vedono le aspre Apuane, mentre il mare è poco lontano e quasi se ne potrebbe avvertire l’odore se non fosse coperto da quello della folta vegetazione del parco. Alle 9,30 la partenza, un pò ingolfata ma va bene così, era la prima edizione, diamo un pò di credito a chi organizza queste belle manifestazioni. Mi accodo all’altro pacer e subito ci stabilizziamo su un ritmo sui 4’12-4’14, un filino veloce ma così almeno mettiamo fieno in cascina. DSC_4752Dietro di noi un foltissimo gruppo di aspiranti a un tempo inferiore ai 90′, una massa variopinta e sbuffante sì che facciamo veramente paura!

Entriamo in Pisa e attraversiamo la sempre bellissima Piazza dei Miracoli (e io da fiorentino ridacchio ripensando alla scena di Amici Miei…), oggi la piazza e la torre sono baciate da un caldo sole e da una folla di turisti. Usciamo dal centro e comincia un lungo giro in periferia, dove si comincia a fare un pochino di fatica, dopo 2/3 di gara e un vantaggio di mezzo minuto sulla tabella di marcia decido di farmi staccare di pochi secondi dai compagni pacemaker che effettivamente sono decisamente più veloci del sottoscritto. Al 17° si rientra nel parco di San Rossore nei pressi della foce d’Arno e inizia il finale in cui mi sento bene e incito i sopravvissuti rimasti, la strada è dritta e tenendo un bel ritmo si può fare un bel tempo. DSC_7831I kilometri sembrano nel finale segnati male e all’ultimo realizzo che rischio di non finire nell’1h30 nel caso fossero "più lunghi" come sembrava. Sono costretto a lanciare una volatona di 1000 metri incitando gli altri a stringere i denti, piombo sul traguardo per un soffio meno dei 90′, solo 2".

Una grande emozione sicuramente, ma la cosa più bella è l’arrivo degli ultimi pacers delle 2h5 cui si uniscono tutti gli altri, la gente ci applaude calorosamente e sono quasi imbarazzato:DSC_6763 all’arrivo slacciamo i palloncini che indicavano il nostro ritmo e li facciamo volare in cielo, resto per qualche secondo a guardarli come fossi un DSC_9287bambino. E come un bambino che scopre cose nuove, oggi ho vissuto una nuova, diversa faccia del nostro mondo della corsa.

PS

le foto sono ovviamente da www.pierogiacomelli.com.

Piero e il suo staff scattano foto in tutte le più importanti gare podistiche toscane, le foto sono liberamente visibili dal suo sito, basta effettuare una donazione a una associazione di lotta contro il cancro per scaricarle a fini personali . Non siate tirchi e se volete vederle ad alta risoluzione offrite qualche euro a www.aimac.it o altre associazioni analoghe

Vista GoogleEarth

http://img100.imageshack.us/img100/7770/mezzapisa2007pr0.jpg

Slide show

http://www.pierogiacomelli.com/files/slideshow/2007/maratonina_pisa_2007.exe

Il blog di Nedda

Come me l’avranno letto sull’edizione toscana di repubblica, oppure online sul medesimo sito. Nedda, casentinese, 86 anni che scrive su un blog. Roba da non credersi. Mi ci sono tuffato in questo blog e non è misero come questo su cui scrivo ma ricco, ricchissimo. Ricco di parole, concetti, sentimenti, saggezza, semplicità. Ha la grandezza della piccole cose. Tanti, tanti post, un carico di memoria che Nedda ci regala: come rifiutarlo, come non leggere i suoi innumerevoli post!? Cliccate e leggete tutti, non vene pentirete.

Report

Niente report di corsa, parlo della trasmissione di Rai3 che molti non guardano perchè li fa incazzare e deprimere. Oggi puntata devastante sugli strumenti derivati: devastante non solo per quelli che si sono fatti strozzare dalle banche, ma anche per aver visto tutti quei comuni italiani che tasseranno i loro cittadini tra anni per coprire gli anticipi versati oggi. Se li spendevano al casinò di Montecarlo avevano più probabilità di incassare. Mah!

Il mio “medio”

In ottica maratona classica in pianura ritengo che l’allenamento classico più indicato per la preparazione di tale gara sia il medio: medio non per distanza quanto per ritmo. Io interpreto il medio al ritmo stimato della maratona, o giù di lì. Così mi abituo al ritmo, che le prime volte sarà quasi duro ma poi diventa sempre più facile da sostenere. Il tipico "medio" è comunque di distanza ragguardevole, io in genere lo consiglio dai 14 ai28Km.

Quest’anno, con poco allenamento da pianura, lo sto soffrendo un poco. Ieri ho fatto la distanza classica della mezza maratona, con una brezza tesa e un bel freschetto. Ritmo estremamente costante intorno ai 4’40", con una certa accelerazione nel finale. Alla fine non ci si sente stanchi, quanto un pò spossati e la notte si dorme che è una bellezza.

PS: ne sono uscito però con una bella ammaccatura, in una curva cieca ho beccato un segnale stradale provvisorio, ho dato una botta così forte che ho temuto di essermi lussato una spalla. Sarà stata la grande velocità 😛

Romanzi di montagna appenninica

Gli ultimi 2 romanzi letti sono diversi tra loro, eppure una cosa in comune. E perfettamente in topic con la tendenza montanara di questo blog. Parlo de "Il brigante", di Marco Vichi, e "Macaronì" di Loriano Macchiavelli e Francesco Guccini.

Il primo è sostanzialmente una raccolta di racconti sulla Toscana dei secoli passati, tra Sette e Ottocento. Storie di povertà e ribellione, sullo sfondo delle montagne e delle campagne di allora.

Il secondo invece è un giallo "anomalo", ambientato in una zona che potremmo individuare nella valle del Reno sul confine nel mezzo della parte più impervia dell’appennino toscoemiliano. Il maresciallo dei carabinieri protagonista si trova a indagare su un insieme di omicidi strani e apparentemente slegati, in un paese freddo di clima e di umore e abitato da ex-emigranti, operai destinati alla semplice sopravvivenza giorno dopo giorno in una terra – tipo quella della Pavana residenza del Guccio – che offre sempre troppo poco.

Leggere questi romanzi aiuta a capire cos’era la montagna un tempo. Quando non c’erano le strade, e la gente si muoveva faticosamente per sentieri e mulattiere temendo briganti e intemperie. Quando la montagna non offriva niente di più che castagne e legname e bisognava arrangiarsi per sopravvivere. E magari abbandonare i luoghi natii e andarsene altrove.

Viene da pensare alla montagna moderna, sempre ugualmente poco abitata ma che già offre di più , magari grazie a noi turisti trekker, runner o sciatori. Spesso vediamo le nostre montagne violate da megaimpianti di risalita e noi cittadini magari storciamo la bocca, ma viene da pensare a cosa sarebbe la montagna senza turismo. Qualcosa di molto simile, di molto povero, a quanto si legge in questi romanzi.

Quando partecipo alle ecomaratone appenniniche come Marsi Ventasso o dei Laghi osservo quei paesini che ci accolgono a festa; mi immagino come fossero 50 o 100 anni fa, probabilmente desolati, scarsamente abitati, da gente che vive isolata quasi in autosufficienza.  Mi rendo conto che noi "di città" siamo qualcosa di sostanzialmente estraneo a quei luoghi, persone che non appartengono ai monti ma che ugualmente veniamo accolti con una semplicità, una dignità e una cortesia cui non siamo più abituati nelle nostre frenetiche città. Forse gli abitanti delle montagne vedono in noi rispetto e amore per quelle loro terre, peccato che però non tutti lo dimostrano.

“Todo sobre mi madre”, di P. Almodòvar

Rivisto l’altra sera, credo sia la sesta o settima volta (la seconda in lingua originale, sottotitolato però perché certi dialoghi colloquiali con termini un po’ gergali sennò li perderei).

Che grande film! Il migliore del regista spagnolo, senza dubbio. Credo non esista al mondo un autore cinematografico così bravo, così capace nel far percepire allo spettatore le emozioni, i sentimenti, il dolore, la gioia, la serenità, l’astio, il fastidio dei protagonisti; merito anche della sua grande capacità di far immedesimare gli attori nel ruolo che recitano, altro che metodo Stanislavski attori andate a farvi dirigere dal grande Pedro! Come al solito, è un film dove comandano le donne e gli uomini al solito sono comparse o inetti, inadeguati alla vita. La sensibilità del grande Pedro riesce a raccontare una storia tragica ma dominata dalla speranza nel futuro, simboleggiata naturalmente dalla nuova vita che nasce alla fine. E’ uno di quei film che non mi stancherò mai a rivedere, forse perché parla di cose importanti, sempre vere, sempre giuste. Lo guardi, e vedi la vita.

Iscrizione al Chianti

Ieri sera mi sono iscritto alla Eco del Chianti ( in tempo per pagare la tariffa ridotta 😉 )

Stamani, mail dell’organizzazione molto simpatica che mi confermava la ricezione dei documenti: soprattutto, con gli auguri di buon compleanno (che è oggi 😛 ) e un invito a mangiare due cantucci bagnati con un goccio di vinsanto 😛 .

 

Lo dico sempre io che le gare normali di tutte le domeniche hanno moltissimo da imparare dall’ambiente delle Ecomaratone e elle corse trail.  Quanto a cortesia, disponibilità, organizzazione, impegno, passione sono imbattibili, ho ancora negli occhi la straordinaria festa che fu il Ventasso, questi del Chianti a naso sono sulla stessa strada (e godono pure di una località ben più fascinosa…)

Mezza maratona a Signa (FI)

Era un pò un obiettivo di questo autunno, il vento forte ha impedito di fare un gran risultato. penso ci potevo mettere un minuto meno, in più tenendo conto che era più lunga posso dire che valevo anche meno dell’1h28

Però questa pianura comincia a stufarmi, vedevo le montagne laggiù e io a correre nella zona industriale, non vedo l’ora che arrivi dicembre e poter ricominciare a correre nei boschi colorati di giallo e marrone.

vista dall’alto

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“Caterina va in città”, di Paolo Virzì

Ho rivisto tempo fa questo film in tv. Di Virzì adorai lo splendido cult giovanil-livornese che era Ovosodo, in pratica una versione cinematografica del Vernacoliere , che continuo a ritenere il suo film migliore. Però in “Caterina” prova raccontando una storia semplice di una ragazzina ingenua a illustrarci la povertà dell’Italia di oggi. La povertà intellettuale, la rozzezza degli arricchiti, la politica che guarda al passato o a sé stessa e si dimentica dei problemi, limitandosi all’odio verso gli avversari come se fossero allo stadio e non a far politica (da pòlis, città). L’equivalenza cultura = televisione (brrrr). La raccomandazione come valore. I propri insuccessi che sono sempre colpa degli altri, e mai limitatezza propria. L’evitare le responsabilità elevato a rango di arte. Che ritratto impietoso, potrei andare avanti per ore. Un paese che alla fine si salva per pochi che lo redimino e lo guidano, i pochi che guardano agli altri senza sospetti e pregiudizi, i pochi puri che sognando riescono comunque a raggiungere i propri obiettivi.