“Todo sobre mi madre”, di P. Almodòvar

Rivisto l’altra sera, credo sia la sesta o settima volta (la seconda in lingua originale, sottotitolato però perché certi dialoghi colloquiali con termini un po’ gergali sennò li perderei).

Che grande film! Il migliore del regista spagnolo, senza dubbio. Credo non esista al mondo un autore cinematografico così bravo, così capace nel far percepire allo spettatore le emozioni, i sentimenti, il dolore, la gioia, la serenità, l’astio, il fastidio dei protagonisti; merito anche della sua grande capacità di far immedesimare gli attori nel ruolo che recitano, altro che metodo Stanislavski attori andate a farvi dirigere dal grande Pedro! Come al solito, è un film dove comandano le donne e gli uomini al solito sono comparse o inetti, inadeguati alla vita. La sensibilità del grande Pedro riesce a raccontare una storia tragica ma dominata dalla speranza nel futuro, simboleggiata naturalmente dalla nuova vita che nasce alla fine. E’ uno di quei film che non mi stancherò mai a rivedere, forse perché parla di cose importanti, sempre vere, sempre giuste. Lo guardi, e vedi la vita.

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