L’ombra

Mi guardavo l’ombra, stasera mentro correvo. Ero fresco, venivo da una bella sgambata con gli amici il 1° novembre, poi sabato scorso 23,5Km a ritmo medio (4’45") su percorso ondulato e ricco di falsopiani. Nel w.e riposo poi che sentivo un dolorino strano, appena percettibile, all’altezza del piatto tibiale, come una minuscola tendinite in una zona però che di tendiniti mai sentito parlare. Ero pure raffreddato, da ieri sera, e stanco da una bastarda giornata lavorativa, e il tempo era grigio come è a Firenze sempre nel mese più brutto dell’anno. Eppure sono andato. A farmi l’allenamento clou, quello più duro di tutta una preparazione pre-maratona in piana. Come una settimana fa, ripetute con recupero a ritmo maratona. La seduta che adoro, la facevo anche a 20 anni quando non la faceva nessuno se non Bordin e Bettiol. Adoro dare tutto a ogni prova e pensare che dopo manco mi potrò riposare molto: ti abitui ai Km finali di una maratona, quando sei stanco morto ma devi dare tutto perchè c’è ancora molta fatica da fare. Fa buio troppo presto ora, specie per chi come me è animale diurno e odia la notte.  Ma in un certo senso, ha un fascino. Come stasera, correvo i 3000 veloci a tutta randa ma con scioltezza. Ho finito stanco, a differenza di una settimana fa, ma era anche una seduta più dura. Sei mille a ritmo maratona (4’33" di media) con i cinque 3000 in progressione crescente (12’55-12’53-12’48-12’47-12’45). Alla fine una ottima prova di 21Km in 1h31’33, niente male per un allenamento.

Passavo nelle campagne deserte, intorno a me nessuno e solo le luci della città, del penitenziario, del casello dell’autostrada con quelle auto tutte ferme in coda, e io correvo correvo come un fulmine rispetto a loro. E mi vedevo l’ombra. Adoro guardare la mia ombra mentre corro, come adorerei guardarmi se solo potessi, bramerei studiare lo stile e vedere come corro. La guardo come fosse un altro me stesso, un altro me che non prova fatica e sembra correre con facilità. Cazzo, 1 anno di allenamento trail ed è sempre la stessa. Pensavo di avere acquisito un pò di elasticità e invece nisba, non mi alzo di un centimetro L’ombra immobile: adoro vederla così, con la testa e il busto che non si alzano dal suolo, il baricentro pressochè fermo e sotto le gambe mulinanti che macinano metri su metri, inesorabili, verso la ripetuta successiva. La guardo, mi sembra anche di accelerare per poter starle dietro come fosse un avversario qualunque, poi il muro o la luce finisce e torno al mio cronometro, ricercandola al muro successivo.

2 pensieri su “L’ombra”

  1. Davvero un gran bell’allenamento euna grande costanza Leonardo.Io me li sogno allenamenti di questo genere,capace solo di qualche 2000 o 3000 ma con recuperi a 5’00 al km.
    Magari avessi un compagno di allenamenti cosi… sarei stimolato tantissimo.In compenso io ho fatto circa 23 Km nel bosco di Vallombrosa(ultimo allenamento x la Scarpirampi) e ti assicuro che i colori di questo autunno sono fantastici.Ciao Sauro

  2. Ciao Sauro, hai fatto un ottimo allenamento , no!? magari se il prossimo anno avrai voglia di riprovare con gare trail ci facciamo qualche lungo assieme a Vallombrosa. Ciao

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