Discorsi sentiti in giro

Argomento: il tizio toscano che, sorpreso un ladro in casa che poi si è messo a scappare, gli ha svuotato nella schiena il caricatore di una magnum.
Il discorso stava così:
"Male ha fatto. Doveva prendere un altro caricatore e svuotarlo nella schiena del complice"

Per amore del quieto vivere ho omesso di ricordare che la pena di morte per una rapina non è prevista manco in Cina. Su questa campagna per la sicurezza, che ora va tanto di moda pure a sinistra, non c’è molto da dire. Se non che un caposaldo della società occidentale moderna, e un caposaldo universalmente riconosciuto di civiltà, stabilisce che la responsabilità è individuale. E che nessuno, non un padre un figlio o un fratello per non parlare dei membri di una stessa etnia/popolo/gruppo/club, deve pagare per colpe altrui. Non che l’immigrazione sia una cosa tranquilla. Anzi. Per niente. Ma penso alla ragazza ecuadoregna che ha assistito amorevolmente mio nonno nelle sue ultime settimane di vita, che lo vedeva come una persona viva e con la sua dignità. Penso alla sua figlia, e ai suoi occhioni il giorno dei funerali, bambina innocente capace di piangere le lacrime che noi adulti non sappiamo esprimere. A questa gente, clandestina o regolare, dovremmo aprire le porte. Spalancarle, almeno così si migliorerebbe un poco questo paese popolato da troppa gente gretta ignorante ed egoista.
Ah, già , la Sicurezza, perdiana. Come si fa? Non si può neanche nascondere la testa sotto la sabbia. Beh, ho l’impressione che il vero problema non sia l’immigrazione (casomai, la cattiva gestione che si attua), quanto l’assenza di una giustizia veloce efficace e giusta e che garantisca una ragionevole certezza della pena. Pare utopia, vero?!

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