Considerazioni sull’allenamento per l’ultra e il trail

E così ho fatto la mia prima ultramaratona. In gara si sa si possono pensare alle cose più svariate. Io,  aparte maledire schiena e ginocchio destro e a concentrarmi sul paesino successivo, facevo alcuni considerazioni tecniche sulle caratteristiche principali che servono per fare questo genere di gare. Ho letto ed apprezzato il lavoro di Speciani sull’argomento però testare con le proprie mani cosa vuol dire correre una ultra è altra cosa. Va da sè che il termine di paragone principale che ho è il trail. Che però presenta caratteristiche diverse. In ogni caso sono considerazioni personali , molto da verificare, ma non credo di esserci andato tanto lontano.  in sintesi:

– potenza lipidica. nelle ultra si sa che è fondamentale poter correre in condizioni di scarsa disponibilità di scorte di glicogeno. ovviamente confermo questo punto. nel trail è altresì importante ma in quest’ultimo ci sono situazioni dove per la difficoltà altimetrica o per le caratteristiche del fondo perde di significato: dove è difficile nel trail si viaggia a carboidrati e poco altro. si può quindi dire che nel trail serve di più la capacità di recupero, nell’ultra la regolarità del ritmo e la economicità/efficienza di corsa. come dire, nel trail si procede a picchi di richieste energetiche intervallati da pause, nella ultra su strada la richiesta è costante

– richiesta organica: nel trail proprio per il discorso "picchi" diventa essenziale sia la gestione alimentare (senza carbo in salita non vai manco a spinta) che comunque è tale pure nell’ultra perchè in genere si corre di più, sia la gestione della crisi (in una discesa trail ti puoi anche risparmiare e riposare). in generale nel trail può anche capitare di dover avvicinare la soglia anaerobica e quindi anche di dover essere in grado di riassorbire velocemente il lattato. ciò implica quindi allenamenti differenti, generalmente con minori stimoli per l’ultra

– questioni alimentari: fondamentali in entrambe le discipline. la bevanda zuccherina si conferma l’alimento principe , da assumere in grandi quantità. talvolta può capitare di sgranocchiare cose dolci , l’importante è che siano digeribile. un pò di esperienza in allenamenti lunghi è importante farla per capire cosa riusciamo a ingurgitare

– tecniche di allenamento: ovviamente diverse data la natura del fondo e la generica differenza di dislivello che c’è. per me in comune non devono neanche avere la durata degli allenamenti e tantomeno la distanza. il motivo è semplice: lo stress osteo-articolare e muscolare indotto da una corsa di 5 ore è ben diversa se fatta su strada o su trail. nel primo caso lascia segni inequivocabili e il rischio di starsene fermi a riposo vari giorni, nel secondo sono talmente ridotti i problemi a giuntere e muscoli da potersi permettere anche di ricominciare quasi subito. quindi la volta che preparerò il passatore come si deve mi concentrerò sì su allenamenti tosti su strada ma non su distanze esagerate. lasciandomi i lunghissimi da farsi in ambiente naturali, su sentiero o strade bianche
un altro aspetto da tenere in considerazione: in una ultra è fondamentale essere abituati a correre in condizioni difficili di grande stanchezza e scarsa efficacia muscolare, e anche questo aspetto deve essere assolutamente allenato (idem nel trail ovviamente, dove anche in condizioni difficili può capitare di dover fare salti, scalini ecc) . c’è da dire che per l’ultra va ricercata la grande economicità e fludità di corsa e quindi occorre evitare lavori mirati alla ricerca di maggiore forza ed elasticità. nel trail occorre invece trovare una buona quadratura tra le 2 cose dato che sono necessari entrambi

– aspetti mentali. qui forse non c’è tanta differenza. gli aspetti fondamentali restano i soliti: capacità di affrontare e gestire crisi e momenti di difficoltà, tecniche per la suddivisione della gara in tappe successive e traguardi intermedi che diventano di volta in volta l’unico obiettivo, capacità di estraniarsi dalla gara e dalle sensazioni di fatica e dolore per rifugiarsi in un mondo interiore , anche per raggiungere una buona facilità  ed economia di corsa 

 

Un pensiero su “Considerazioni sull’allenamento per l’ultra e il trail”

  1. daccordo su tutto. giustissime le analisi delle differenze. anzi, a corroborare, le tue opinioni: a proposito di quella che tu chiami “richiesta organica”, devo dire che è stato il mio approccio stagionale ai trail. Ovvero allenare meno la potenza lipidica (togliendo le rip a ritmo maratona e rec. affaticante) in maniera specifica lasciandone traccia in medi e lunghissimi; quanto, piuttosto, insistere sui cambi di ritmo con fartlek, anche brevi, intervallati lunghi e progressivi in ambiente naturale. L’allenamento è stato anche meno stressante dal punto di vista dell’impegno. forse avrò perso qualcosa in velocità “di crocera”, ma sinceramente mi sento molto più adeguato alla “durata”. tempo due settimane e vedremo i risultati 🙂

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