Analisi di uno scostamento

Considerazioni sul risultato non sono molto da "spirito trail" . Ho conservato però la mia vocazione agonistica, non mirata a fare grandi performance atletiche quanto a dare comunque il meglio di me: non ci posso fare niente, quando sono impegnato in una cosa in cui credo devo dare il mio massimo, è una sorta di celebrazione dell’evento, se non mi impegno e cerco di fare il meglio non sono felice. Ciò non toglie che in una gara trail ci deve essere sempre il tempo per immergersi nella natura, per godere dello spettacolo dei boschi e dei monti, per ammirare i panorami, per fare due chiacchiere con i compagni di avventura. 
Dicevo: giunto ormai quasi al termine della prima fase della lunga stagione 2008, è giusto fare due considerazioni sulla forma. Quasi 10 minuti in più in un anno al Ventasso, dicevo, nonostante una serie di condizioni favorevoli: come si spiegano? Facciamo 2 conti: nei 4 mesi prima del Ventasso, quest’anno ho corso ben 150 Km in più del 2007 (1110 a 960). Cavoli, sono tanti Km in più, e allora?
La differenza sta tutta lì, nel valore dei km. Un anno fa a giugno feci varie gare brevi. I risultati conseguiti erano comunque al livello dei massimi da me raggiunti in carriera, prendo ad esempio la gara test che feci allora  (11Km collinari) 1 settimana prima del Ventasso, a pochi secondi dal mio record storico, dopo aver corso a tutta anche la sera prima in un mini-trail di 8Km e 3 giorni prima un circuito anche quello con una ottima prestazione. Indice di una condizione notevolissima, di eccellenti doti di recupero e di una potenza aerobica al massimo delle mie possibilità. Quest’anno gare test del genere non le ho fatte ma la prestazione sarebbe stata sicuramente peggiore.  Nonostante i tanti Km in più in allenamento (però lenti, motivati principalmente dal pensiero di Valdigne). Avrete già capito, guardo il diario di un anno fa e vedo una serie di molti allenamenti veloci: ripetute, ripetute in salita, corto veloci, fartlek, tiraemolla e gare veloci, nei 4 mesi pre-Ventasso ne conto ben 31! E quest’anno? Solo 20, e di qualità molto inferiore (come ritmi , durata e come impegno) praticamente tutte concentrate entro la metà di maggio e dopo nisba.
La conclusione è scontata, quindi: fino a 2 mesi fa avevo un buon mix di potenza aerobica e attitudine alla lunga distanza, da metà maggio per vari motivi ho smesso completamente l’allenamento veloce (causa i periodi di riposo pre- e post- gara e il mal di schiena che mi ha imposto 15 giorni di stop a giugno) e ciò ha colpito subito: l’organismo, ricevendo solo stimoli "lenti" sia pur prolungati, si è adattato all’istante e quindi ha perso tutte le caratteristiche legate alla velocità. Sia sul versante anaerobico (il minimo sforzo ad esempio in salita lo pago) che sulla potenza (ritmo di soglia sensibilmente abbassato). Ovvio che in un trail queste carenze le abbia pagate. Prendiamola dal lato positivo: mi sono tolto un dubbio, ora mi è chiaro che almeno per le mie caratteristiche votarsi anima e corpo solo alle lunghe distanze non garantisce niente. L’allenamento deve rimanere variato. Non vale per tutti, magari, ma per me credo proprio di sì. Da venerdì iniziano le ferie, ad agosto riprenderò e analizzerò meglio la programmazione fatta da dicembre 2007 ad ora.

Un pensiero su “Analisi di uno scostamento”

  1. mi trovi perfettamente daccordo e in linea con quanto stiamo discutendo. pure io ho inseguito il chilometraggio distogliendo tempo e attenzioni dalla qualità. e invece questa ha presentato il proprio conto.
    Quando poi in gara incontri gente che tenta un ultratrail da 100k senza avere fatto lunghi oltre i 30k, vanno più veloci di te, e arrivano in fondo prima…
    ci siamo tolti davvero un grosso dubbio che l’anno scorso assolutamente non avevo e che quest’anno ho voluto impormi.

    esperienze. 🙂

    ciao e buone vacanze

    krom

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *