Prima maratona del Mugello

Finalmente dopo anni sono riuscito a concludere la maratona nella mia valle adottiva, il Mugello. Temperatura fresca, brezza tesa per tutta la gara . Molti partecipanti , al solito la grande maggioranza si ferma all’intermedio dei 26KM: è una maratona atipica, la più antica d’Italia tra quelle che si disputano ancora oggi, clima molto familiare e un pò spartana, senza fronzoli. La maratona è infatti anche un filo più corta come sospettavo (circa 400 metri) , tuttavia i tempi sono elevati per il fatto che al massimo ci saranno 1000 metri di piano, il resto tutti lunghi interminabili più o meno duri falsopiani. Un  terreno che mi piace e mi si addice, sono poi strade su cui mi alleno abitualmente. Il passaggio più bello è a Scarperia, il paese più bello della vallata con passaggio all’interno del Palazzo dei Vicari, si sale una scalinata e vieni accolto dagli sbandieratori locali che ti omaggiano e alzano le bandiere davanti a te, mentre i tamburi rullano e le trombe squillano. A metà gara finisce la salita, inizia una lunga serie di falsopiani favorevoli ma la discesa indurisce i muscoli e si soffre molto, dal lato muscolare la gara è davvero impegnativa. Specie il finale dove si tende a salire, intanto viene freddo. Non ero per  niente allenato e temevo di soffrire molto, invece pur soffrendo il vento ho finito in crescendo recuperando molte posizione nell’ultimo terzo di gara e chiudendo in grossa spinta in 3h38’14. Ottimo per essere all’inizio di una fase di preparazione che manco so dove mi porterà.

Foreste del Casentino

La notte ha fatto temporale, come quasi tutto il sabato qui ai margini dell’Appennino Toscoromagnolo. Si preannunciava una giornata umida e molto molto bagnata. Il Casentino sembrava dormire sotto coltri di pesanti nubi pronte a scaricare altra acqua. E’ prima mattina e la natura sembra dormire in questo primo scorcio di autunno, al termine di una lunga stagione calda e afosa che ha disidratato la natura. Le valle è magnifica come sempre: pianure e dolci colline in basse cinte tutte intorno da alte vette: il Falterona , il Pratomagno, il crinale appenninico (infatti come le altre valli toscane pure il Casentino scorre parallelo allo spartiacque invece che dipartire da esso). Attraverso in auto i paesini ancora sonnolenti: Stia, Pratovecchio, Poppi, la piana di Campaldino dove combattè Dante, qui la natura è ancora carica di Storia e lo si nota pure dalle chiese, dai castelli come quello di Poppi e dai bei centri storici dei paesini.
Ma siamo qui per correre, e allora dal piano ci si inerpica verso la montagna, verso la Romagna. Si entra così in un parco nazionale poco conosciuto ma estremamente affascinante, quello delle Foreste Casentinesi Falterona e Campigna. Si tratta di una foresta che si espande in 3 province e per una vastissima area, estremamente selvaggia e molto poco antropizzata. Badia Prataglia è un paesino a circa 800 metri slm che vive del turismo del parco: qui parte il primo trail delle Foreste Casentinesi. Partenza tra molte chiacchiere tra i vari partecipanti: ci sono molti "stradisti" probabilmente incuriositi dalla gara trail su una distanza comunque agevole. Ma anche tanti appassionati trailer, pochi toscani e tanti emiliano-romagnoli,  facce note che qui si ritrovano a discutere delle proprie imprese estive e dei programmi futuri.
La partenza è subito in salita, sul sentiero si sale in un lungo serpentone. Si entra nella foresta, in questa zona in prevalenza di faggi. Ci si inerpica tra tratti agevoli in cui si può provare a correre e altri ripidi e impegnativi ove conviene marciare e risparmiare energie. La temperatura era già fresca a Badia Prataglia, intorno ai 10-12°, ma qui si avverte tutta l’umidità della pioggia degli ultimi giorni e sembra ancora più freddo (suppongo che anche col solleone si starebbe molto molto bene), e io che son partito in canotta e pantaloncini sono costretto a sforzarmi un poco, che marciando sentirei freddo.
Si sale sempre più , si sfiorano i 1400 al passo Fangacci (nomen omen, in effetti pensavo peggio e di fango non ce n’era poi moltissimo). Sequenza di discese brevi e ripide, da fare a tutta , poi una interminabile serie  di falsopiani. Ci avviciniamo all’eremo di Camaldoli, si sentono i rintocchi delle campane, ma prima di arrivarci svolta a sinistra e ancora salita. Il bosco è sempre molto fitto, filtra anche poca luce complici le nubi: sarà un’impressione personale ma a un certo punto ho perso l’orientamento nel senso che non riuscivo a capire se l’arrivo era in una direzione o in un’altra, probabilmente colpa del bosco che impediva la vista al di fuori e non dava rifornimenti. Intorno al 10° si arriva a una lunga strada bianca che percorreremo per quasi 4 Km, è la parte più brutta perchè c’è poca pendenza e la nebbia impedisce la vista del crinale. La strada riporterebbe a Badia Prataglia ma una deviazione ci ributta (fortunatamente) su sentiero, stavolta più tecnico. L’ultima parte di discesa ricalca l’inizio della gara , si fà anche un pò di confusione con le frecce tra quelle dell’andata del ritorno e della  non competitiva. Infatti seguo un tizio che sbaglia strada all’ultimo Km e come me ce ne saranno svarianti altri, non so neanche quanto ma taglio l’ultima salitina e recupero involontariamente varie posizioni, peccato. Arrivo su discesa molto ripida, in tempo prima che si scateni di nuovo la pioggia che ci ha graziati lungo il percorso (e meno male la chioma del fitto bosco ci ha protetti non poco). Altre chiacchierate davanti al ricco ristoro all’arrivo (poi premiazioni e pranzo che però io ho saltato), la gara è piaciuta praticamente a tutti quelli che ho sentito, "stradisti" e trailer: un bellissimo percorso, duro ma non durissimo, un buon compromesso alla portata di molti in un ambiente spettacolare; e i più appassionati già sognavano di scorrazzare per i tanti sentieri che abbiamo incontrato, ipotizzando allenamenti in un luogo che sembra fatto apposta per il trail. Qualcosa da limare come organizzazione ma direi ottima per essere una prima edizione.

traccia GPS
http://www.giscover.com/tours/tour/display/6586

altrimetria

Road to 270

Da sempre sono appassionato di elezioni e soprattutto del loro punto di visto statistico e demografico: ci vedo dentro l’espressione di un popolo, delle sue speranze, attese, delusioni, codardie, paure, credulità, capacità di farsi infinocchiare dal primo politico che passa. In Italia non siamo così avanti, anche nell’analisi dei sondaggi, come sono negli USA. E così adesso mi ritrovo spesso a consultare siti americani che seguono la campagna elettorale per la White House. Come fosse un telefilm, in pratica, con una puntata quotidiana fatta di articoli sondaggi dichiarazioni scandali ecc.
Queste cose le seguono anche i media italiani ma con notevole approssimazione: basti pensare che ancora adesso parlano di sondaggi nazionali che hanno valore solo come trend (e comunque in un paese con centinaia di milioni di abitanti soffrono di un margine di errore non indifferente), mentre invece tutti sanno che negli USA non vince il più votato ma vince chi ha più propri sostenitori nel Collegio Elettorale (da qui il titolo, 270 è il numero di eletti nel Collegio che garantisce la vittoria). Conta, in pratica, vincere nei vari Stati e chi vince in uno Stato manda nel Collegio tutti i propri candidati di quello stato, nessun proporzionalismo. Sembra assurdo nella nostra mentalità italiana fatta di moderazione e "mettiamoci d’accordo". Insomma conta vincere nei singoli stati e non nell’insieme, e infatti 8 anni fa Gore prese più voti di Bush ma ebbe meno eletti nel Collegio, e perse.
Dicevo che negli USA sì che si possono seguire le elezioni. Ci sono una marea di siti dove si può rimanere aggiornati sull’elezione dell’uomo più potente del pianeta. Cito RealClear Politics http://www.realclearpolitics.com con gli articoli del giorno sui principali siti e giornali USA, http://www.electoral-vote.com/ con quella mappa in primo piano degli USA che dà subito il polso della situazione , le accurate e complicate previsioni statistiche Andrea Moro di http://presidentforecast.andreamoro.net/ , che dà ad ogni candidato la probabilità di essere eletto e ancor più completo 538 http://www.fivethirtyeight.com/ , dove c’è un aggiornamento giornaliero di sondaggi, del loro valore statistico, commenti vari al significato e una proiezione statistica dei possibili risultati stato per stato con indicazione del trend, degli aspetti demografici ecc. Sarò malato ma mi ci diverto un monte (e faccio il tifo, per Obama ovviamente perchè un presidente di colore ha un significato simbolico che va oltreMccain non mi pare malaccio ma la sua vice amante della guerra e sostenitrice dell’insegnamento del creazionismo a scuola fa venire i brividi).

A che ora è la fine del mondo?

Abbiamo letto tutti dell’acceleratore di particelle del CERN di Ginevra dove oggi si cominciavano i primi test mirati a verifiche sulla struttura della materia, alla ricerca di particelle che esistono solo in teoria come i bosoni di Higgs e di fenomeni altrimenti impossibili da osservare: in particolare, l’esperimento è divenuto famoso per le paure di un biochimico che paventava la possibilità della creazione di un buco nero che avrebbe finito con l’inghiottire il mondo intero. L’esperimento vero e proprio deve essere ancora condotto a quanto mi risulta, ma qualche considerazione la possiamo fare.
In primis, i media come nella loro natura affamata di tutto ciò che fa notizia a prescindere che sia verità o bufala, hanno gonfiato la faccenda spingendo i più ignoranti a temere chissà cosa: si vedano ad esempio gli esilaranti commenti sul sito TGCOM, al confine tra ignoranza e panico.
Seconda cosa, potremmo fare molte considerazioni sia su come è considerata la scienza in Italia, sia su quanto sia diffusa l’ignoranza: intendiamoci, nessuno di noi (o quasi) sa nulla di fisica subatomica, quindi per ignoranza intendo la mancanza di senso critico, di curiosità, di razionalità, logica. D’altronde, in Italia la cultura scientifica non è stata mai molto apprezzata e considerata (a parte forse la scienza medica) , forse a causa dell’impostazione filo-letteraria dei programmi scolastici.
Per fortuna esistono salde nicchie di intelligenza, e di buona informazione, grazie anche al web. Il grande Paolo Attivissimo, cacciatore di bufale ed esperto di leggende metropolitane, ha descritto bene la situazione sul suo blog. E c’è anche chi si diverte sopra, facendo della grande satira di costume, come questa pagina densa di perle veramente fantastiche sulla vita politica e culturale italiana.

La breve favolosa vita di Oscar Wao, di Junot Diaz

Un mesetto fa i miei colleghi mi sfidarono a pranzo a leggere un romanzo che alcuni di loro avevano provato a leggere ed avevano abbandonato dopo poche pagine. Mi dànno quindi questo volume di Junot diaz: mai sentito nominare, non provo neanche a cercare sul web e comincio a leggere. Una sorpresa bellissima! La storia inizia con il fukù , la maledizione che veglia su una famiglia dominicana. Si passa poi a raccontare la storia dei componenti della famiglia del protagonista Oscar, la madre, i nonni uccisi dal regime dell’isola, la sorella, l’amico che è voce narrante. Una scrittura fresca e brillante con ampia dovizia di citazioni davvero difficili da cogliere tutte, ma c’è una apposita appendice per chi non sa riconoscere richiami a Tolkien o al cartoon Akira o a fumetti e videogiochi. Excursus storici sulla dittatura di Trujillo inframmezzano la narrazione. Il tutto in un sapiente mix tra tragedia e commedia con oscillazioni da una all’altra, sempre più veementi fino alla fine del romanzo. Divertentissimo ed appassionante, nonostante alcuni momenti di pausa in cui qualcuno può rischiare di annoiarsi. Da leggere

Ed ecco Chrome

Nuovo e potenzialmente potente competitor nella guerra dei browser. Per chi non lo sapesse, all’inizio degli anni ’90 al CERN di Ginevra inventarono il Web (per la precisione ci pensò Tim Berners-Lee, che inventò anche l’HTML partendo da un linguaggio molto più complesso , l’SGML. TBL non inventò Internet che già esisteva, ma inventò questa cosa eccezionale che è il web. Però serviva qualcosa che leggesse l’HTML delle pagine e lo mostrasse: il browser. Il primo browser che ebbe successo e enorme diffusione fu il mitico Netscape Navigator. Soppiantato da MS Internet Explorer quando MS lo integrò in Windows. Netscape morì ma delle ceneri nacque Mozilla e il progetto FireFox, il browser che uso io e come me molti (un 20-25% degli utenti web) , utilissimo per le moltissime "aggiunte" gratuite che è possibile aggiungere.
Google , divenuto padrone della rete da quando si inventò un motore di ricerca favoloso ed innovativo (imho adesso un pò peggiorato) e poi un sistema di mail gratuita comodissima (anche se un filo invadente e senza privacy … ma cavolo ti regalano giga di spazio), ora si getta nell’agone… l’avrete letto.
Quello che volevo sottolineare non è la bontà di Chrome, ci ho dato un’occhiata velocissima e so già che per un pò, almeno finchè non diverrà più compatibile sicuro e stabile, continuerò con Firefox o Opera. Ma è il modo in cui lo lanciano, con una diffusione favorita da un fumetto che illustra le tecnologie utilizzate e le migliorie apportate. Grandissima strategia di marketing, fatta apposta per colpire e dare il senso di freschezza snellezza e novità.  Per quel poco che ne so di ingegneria del software, cose notevoli. Si va verso una direzione certa, il web come risorsa portante del PC, fino a un giorno in cui non dovremo usare Word, Excel ma per un word processor o un foglio di calcolo useremo qualche plugin di un futuro browser potentissimo. Che magari sostituirà pure il Sistema Operativo. Mi sa che alla Microsoft si stanno un pò preoccupando…

Rumore dall’America: una ventata di aria fresca

Pensate che il sistema Italia sia alla frutta? Vi sentite nel paese sbagliato ogni volta che vi scontrate con la burocrazia in un ufficio pubblico, e nel paese giusto quando attraversate le strisce e le auto vi fanno passare (ma siete all’estero)? Vi prende un colpo ogni volta che sentite Berlusconi o Veltroni dire minchiate in TV, e invidiate chi ha per presidente Zapatero o la Merkel?
Allora provate i brividi nel leggere le impietose analisi sulla situazione Alitalia, sulle leggi italiane in materia economica e su mille altri argomenti: tutto questo su Noise from Amerika http://www.noisefromamerika.org . Un blog condotto da una equipe di ricercatori dal curriculum vitae di tutto rispetto, osservatori privilegiati e neutri dall’America sulla drammatica situazione italiana.

L’altra Europa

Consiglio a tutti di leggere gli appassionanti racconti di Paolo Rumiz su "l’altra Europa", quella che non è UE, quella che un tempo era Unione Sovietica. Che non è una piccola parte di Europa ma centinaia di milioni di abitanti, territori sterminati, crogiuoli di lingue culture etnie storie e modi di vivere, tutti diversissimi tra loro. Dalla Lapponia tra Finlandia e Norvegia giù verso le repubbliche baltiche, Kaliningrad, la Bielorussia, l’Ucraina e i Carpazi , e dopo non so dove andrà. Rumiz non è nuovo a questi viaggi esplorazioni, anni fa stupì con il viaggio in bicicletta da Trieste a Istanbul. Sa raccontare divinamente quel mondo così diverso, dove il tempo scorre più lento e sembra di vivere più in profondità. Quel mondo enorme, se come racconta l’Impero Austroungarico aveva posto la colonna che indicava il centro dell’Europa nel mezzo della Rutenia, in pratica a est dell’Ungheria (ora Ucraina). Distanze sterminate, quei luoghi ci sono tanto tanto lontani. Per questo forse sono così affascinanti. I racconti di Rumiz li trovate su "Repubblica" o meglio a questo link , buona lettura.