Otto ore (o meglio, quasi tre)


Per sabato scorso il programma prevedeva un lungo di un par di orette. Tanto per fare un pò di kilometri, insomma, non che ne avessi voglia. Poi giovedì vengo a sapere che il sabato si sarebbe disputata la Otto Ore di Capraia. Cavolo, mi son detto, ci vado! Neanche sapevo che tipo di gara fosse, se non appunto una 8 ore: non sulla distanza ma sul tempo. Non avendone mai fatta una di questo tipo mi ha preso la curiosità dell’esploratore di tutto ciò che sa di podistico e pertanto non avevo dubbi e ci sono andato con la prospettiva di correre per 2h-2h30′. Capraia non è l’isola tra Toscana e Corsica bensì un paesino vicino a Empoli arroccato su un cocuzzolo che domina l’Arno. Il paese vecchio è in cima , le case più nuove in basso in riva al fiume, proprio in faccia alla villa medicea di Montelupo. Arrivo quindi al paesino sul presto, fa un freddo cane e mi accorgo che non ho niente di pesante, dovrò riciclare una vecchia maglietta in vile cotonaccio. Incontro subito varie facce note, sia trailer che Ultramaratoneti, che mi illustrano le difficoltà del percorso su un circuito di 2Km giudicato "molto allenante". Per timore non indago oltre e mi attardo a bighellonare un pò. C’è più gente di quanto pensassi, moltissimi da fuori Toscana: facce che si vedono a gare tipo il Passatore, con l’accento non di qui ma romagnolo o romano o veneto o sardo. L’ora della partenza si avvicina, mi cambio e indosso il chip stupendomi della stranezza tecnologica , che sia previsto in una corsa apparentemente povera. Alle 9,40 si parte, circa in 140 iscritti. 100 metri di pianura e inizia subito la salita, prima leggera poi una scalinata impressionante con pendenza tipo parete dolomitica: dopo 2′ di corsa lenta o camminata sono già stanco! Si entra nel paese vecchio tra vecchie case in pietra , la pendenza si addolcisce e poi si va per le campagne. Stradina in un podere, poi ancora asfalto su falsopiani e rieccoci nel paese vecchio dove ci aspetta una picchiata in discesa che pare di essere sulla Gran Risa in Val Badia! Sono passati solo 2Km, 75 metri di dislivello circa e 11’30" e realizzo che sarà una dura e lunghissima mattinata…
Secondo giro, mi sono un pò scaldato e la salita la faccio meglio: però si può correre solo i primi gradini, dopo resta solo da salire camminando e ammirando il panorama delle colline. Con piacere mi accorgo che oltre al ristoro all’arrivo, per ora sguarnito , ce ne sono 2 lungo il percorso. Pure troppi, mi sembrano.
Terzo giro, accelero in progressione, sono già caldo. Ma la salitona resta inattaccabile come una parete del K2, la discesa sarebbe tosta anche con gli sci da tanto è stretta tortuosa e con il fondo in
contropendenza, la si fa con la paura di esser troppo veloci ed entrare in casa di qualcuno per l’abbrivio.
Quarto giro e fa sempre un gran freddo. Ho già iniziato a doppiare molti, ah già ma qualcuno di questi starà 8 ore sulle gambe. Ci sono anche vari bambini che camminano corricchiano e giocano tra loro sul
percorso, anch’essi con il loro pettorale.
Quinto giro, la salita ora sembra finire prima ma che temo che prima o poi mi presenterà il conto. Continuo a doppiare moltissima gente oltre i bambini, c’è un bel clima di pace e serenità e tantissimi passano il tempo a chiacchierare. Il percorso è bello e non monotono per fortuna, è passata quasi un’ora e non sento fatica nè fisica nè mentale.
Sesto giro, nonostante il freddo decido di cominciare ad usufruire dei ricchi ristori. A quello dell’arrivo fanno comparsa crostate torte di mele schiacciate con l’uva biscotti oltre ai liquidi, per adesso mi
accontento di un bel the caldo che sorseggio affrontando i gradini che ora cominciano a sembrarmi pure più ripidi. Vengo superato dai primissimi che volano, probabilmente chiuderanno al traguardo intermedio delle 2 ore.
Settimo giro, ormai sarò stato immortalato dai fotografi sulla salita un numero infinito di volte. Sudo copiosamente perchè la temperatura si sta alzando.
Ottavo giro, i tempi non sono più brillanti, e anche in salita mi pare di fare più fatica, come se sviluppassi meno forza.
Nono giro, sulla salita ora mi tiro su aggrapandomi al passamano e inizio a patire anche il falsopiano in cima.
Decimo giro, quasi 2 ore di corsa. Decido di andare avanti fino ai 15 giri, tanto mi sto  masochisticamente divertendo!
Undicesimo giro, al ristoro ora è la volta di cocacola e frutta ma le torte mi fanno già gola.
Dodicesimo giro, sono già stato doppiato un paio di volte dai primissimi ma non dovrei essere in pessima posizione (scoprirò poi che alla 2° ora ero 13°). Però accuso una disarmante carenza di brillantezza e forza che mi fa soffrire come un pachiderma in salita, sta facendo capolino un
sole bello caldo per cui  non salto più un ristoro, e mentalmente inizio ad accusare la ripetitività del circuito.
Tredicesimo giro, manca poco ma i tempi si allungano e non riesco a progredire nel finale anzi è già
dura tenere.
Quattordicesimo giro, ci siamo inizia l’ultimo agognato giro: guardo con invidia questi che lemme lemme si faranno 8 ore di corsa-marcia. La salita al paese vecchio ora sembra interminabile, le gambe non ci sono più stroncate dal dislivello. Meno male che l’ultimo giro si fa con la mente proiettata già al riposo e quindi si regge meglio. Passo sul rilevatore del chip e dico basta, chiudo rallentando molto,
2h58′ complessivamente (scopro poi che ero 11° dopo 3 ore di corsa). Mi
dirigo al ristoro, veramente intrigante con dei dolci squisiti, e mi concedo pure della sana birra! E questo si rivela il miglior momento della mattinata: ci si ristora insieme a chi continua, si fa il tifo unendosi ai vari familiari ed amici dei concorrenti ultramaratoneti, ci si gode la caldissima doccia, si sfrutta il massaggiatore per vedere se passano gli indolenzimenti – neanche molti a dire il vero, i muscoli sono in buone condizioni , i tendini un pò meno- e via sotto il tendone a mangiare e discutere di corse!!  Tris di primi, chiacchierata sulle prossime gare trail , salumi, -pensi di fare quella bella maratona?- , vino, – il prossimo anno bisogna fare il Passatore!!! -, uva fresca, "venite a mangiare ragazzi per correre altre 4 ore c’è sempre tempo", nuova tornata di dolci, "ma questa è una festa, il correre è solo una scusa", ancora vino orsù. Mi attardo un pò ad ammirare chi corre e cammina e continua imperturbabile a farsi i suoi giri, bambini compresi, che ogni tanto si fermano e mangiano: il giorno dopo scoprirò che alcuni dei bambini hanno fatto nelle 8 ore anche 38-40Km e quindi sì stavolta mi han battuto anche dei pargoli di 10 o 12 anni. Sono estasiato da tutto ciò, da questa gara povera su un circuito durissimo dove ancora più che in una ultra conta l’aspetto mentale e la disinvoltura, la spensieratezza, l’euforia del correre. Una gara dove sembra non ci sia nulla, e invece c’è tutto, dalla misurazione all’assistenza ai servizi ai ricchissimi ristori ai premi al pacco gara fino alla cortesia e all’amicizia, che come sempre non han prezzo.

2 pensieri su “Otto ore (o meglio, quasi tre)”

  1. grandiosoooo

    mi hannod etto ch ieri era il tuo compleanno, auguro te li ho fatti su st, ciao mago io domencia sono alla scarpinata quadrifoglio
    ma ti ho fatto le foto alla OTTORE? io non ti trovo sei sicuro? insomma se mi indichi chi sei che io..un poco cecatina so..
    ciao grande mago!

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