Primo novembre

Dopo giorni di pioggia intensa di fine ottobre, è iniziato novembre. Il mese che . da meteoropatico quale sono, meno mi piace , ma che esorcizzo correndo in genere molto, anche al buio (però certi allenamenti serali con pioggia e buio pesto farebbero passare la voglia a molti…). La mattina regala un cielo parzialmente sereno, caldo umido , solo qualche nube. In auto mi dirigo con calma – dopo una colazione troppo leggera – all’Ulivo Rosso, ristorante che se ne sta proprio all’attacco delle salite più dure verso Monte Morello. Arrivato in anticipo, faccio 10′ di riscaldamento poi incontro il mio compagno di mattinata: Alessandro, con la sua mountain bike. Ancora non siamo riusciti a scoprire quale catena di amicizie-colleghi di lavoro sia riuscita a farci conoscere, ma ora siamo qui per provarsi in corsa a coppie come sarà nella gara tra 15 giorni. Subito si abbandona l’asfalto e andiamo verso le cave della TAV. Al primo bivio imbocchiamo una strada forestale che sale su bella pendente. Come previsto Alessandro rallenta e sale molto lentamente, lo aspetto e cammino a buon passo. Si sale molto su un terreno per lo più di foglie e ghiaia, agevole comunque. Pur in salita riusciamo a chiacchierare agevolmente, abbastanza per capire che siamo entrambi molto sportivi, appassionati di montagna, adoratori della fatica dura e delle difficoltà. Intorno ai 400 ritrovo un sentiero a me già molto noto, un paio di tornanti molto duri e poi spiana. E’ veramente molto molto umido , la vegetazione è bagnatissima, per fortuna direi dopo mesi di siccità.

Arriviamo alla Fonte dei Seppi, per me il tratto più facile – quello dopo potevo camminare e risparmiarmi – è finito , ora c’è il lungo falsopiano che porta alla Selletta e qui la bici è molto avvantaggiata. Ok, sta a me e tiro fuori tutto. C’è un gran silenzio, rotto solo dal nostro ansimare, quando non riusciamo a sfogare la nostra logorrea. Il sentiero finale che porta alla Selletta è ripido e roccioso, le rocce bagnate e saliamo con tranquillità, il mio compagno anche con la bici in spalla. In vetta alla Prima Punta troviamo altri escursionisti con cui ci fermiamo a chiacchierare delle strade che abbiamo fatto e che prenderemo: vista notevole, cielo un pò più coperto, ma fascinoso. La discesa diretta sarebbe improponibile senza una bici da downhill quindi il mio collega mi fa conoscere la bella discesa verso Poggio Trini. Slalom continuo tra i piccoli lecci, continue frenate della bici sul fango e il fitto fogliame, non pensavo comunque che mi potesse seminare, sono a tutta e mi lancio e mi semina. Finisco anche a terra , mi rialzo e riparto. Poggio Trini è un bel pratone, il sentiero diventa meno ripido ma sempre molto tecnico: salti, roccette, buche, erba, foglie, radici. Ritorniamo alla fonte dei Seppi dove mi fermo a bere, sono un lago di sudore e ho fame. E dobbiamo ancora scendere molto. Alla Torre di Baracca prendiamo un sentiero a me ignoto, verso il Piazzale Leonardo. Infatti sale leggermente, una serie di favolosi falsopiani in un sottobosco. Nel bosco di sempreverdi sotto il Piazzale inizia la discesona, molto tecnica nella prima parte su sentiero stretto, poi più ampia e veloce. Si finisce dopo non so quanto in una valle rocciosa , il torrente Zambra a secco mostra il suo alveo roccioso. Dopo una serie di salitine rieccomi all’auto. Un ottimo allenamento davvero, il mio compagno non mi ha atteso più di tanto e mi fa pure i complimenti che contraccambio per la notevole velocità che aveva in discesa.

2 pensieri su “Primo novembre”

  1. Grande Leonardo ottimo allenamento in previsione della Scarpi Rampi.
    Il tuo compagno guarda caso è il cognato del mio che per 3 anni ha fatto la gara con me.
    Un grosso imbocca al lupo e forse potremmo trovarci anche da avversari.
    Sauro

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