Acqua, acqua

Nella zona fiorentina ultimamente è piovuto davvero tanto. Spesso per ore, talvolta per scrosci improvvisi tipo quello di ieri sera che mi ha colto a 1000 metri da casa in scooter e che in un minuto è riuscito a bagnarmi come un pulcino. Qui in Mugello pure peggio, diluvia ormai da un mese con continuità, salvo sporadiche giornate di sole e rare occasioni nevose. La campagna lo sente. Oggi pomeriggio, giro sui falsopiani nella valle delle Salaiole, una gola stretta e ombrosa, fredda e umida. Il torrentello che la attraversa, generalmente secco o solo un rigagnolo, scorreva impetuoso e copioso. I prati sono umidi , così come l’aria. La natura però, nonostante i vicini rigori invernali, sembrava molto viva. Stormi di uccelli, leprotti, sembrano più arditi, forse sono gli odori che si sentono meno. Bello, mi piace, ho voglia di natura.

Legami tecnologici

Dicevo nel mio ultimo report della maratona di Firenze che al 12° si era fermato il GPS: da allora non ha voluto saperne di riaccendersi. Se non attaccato al PC o all’alimentatore: da solo è fermo. Ho provato a resettare, aggiornare il firmware, nada de nada (credo si siano ossidati dei contatti all’interno). Poi me ne frego e vado a correre ugualmente però è carino uno strumento che ti dice come e quanto vuoi. Oddio, io l’utilità maggiore la vedo per allenamenti dove conta la cadenza del tempo (tipo variazioni di 1 o 2 minuti) oppure su percorsi non conosciuti e misurati perfettamente…. e chi li misura più, dato che ora c’è il GPS!!! Detto questo, è bello usarlo soprattutto in simbiosi come strumenti come Sport Tracks o CompeGPS per valutare gli allenamenti e soprattutto per verificare i percorsi trail montani fatti. Insomma, oggi ho corso ugualmente, abbiamo corso per decenni senza cardiofrequenzimetri e GPS possiamo correre senza ora. Non dobbiamo essere troppo schiavi della tecnologia (e sono contento che in gara, senza crono e senza GPS abbia corso ugualmente senza problemi mentali di sorta…. conosco gente che sarebbe andata in crisi). Però alla lunga ne sentirò la mancanza, e dovrò rimediare.
 

Fermate la maratona, devo passare!

Copincollo dal forum di Piero Giacomelli le scuse sentite ai vari varchi pedonali in centro storico a Firenze durante l’ultima maratona: l’ho fatto anche io il volontario lì e garantisco che sono tutte vere, anzi ne aggiungo qualcuna! Per fortuna da qualche anno a Firenze il giorno della maratona c’è il blocco ecologico del traffico quindi almeno le discussioni degli automobilisti sono evitate. Però rimangono quelle dei passanti , specie nel centro storico.

– Ho un impegno di lavoro.
– Ho la caldaia ferma
– Ho un bambino con la febbre
– Debbo passare perchè oggi c’è il blocco del traffico
– Sono della protezione civile hanno bisogno di me
– Debbo passare, fermatemeli un attimo
– Non posso stare qui ad aspettare tutto il giorno
– Mi faccia passare, senti qui come puzzano di sudore
– Non si può bloccare una città per quattro bischeri che corrono
– Devo portare il gatto dal veterinario
– Devo portare mia figlia alla partita di pallavolo
– "Avete rotto i co….ni con questa ca..o di maratona ma andate a farla a l’Osmannoro" (zona industriale di Firenze , ndr)
– "Ho il pass per invalidi e devo andare all’ospedale!!!"
(detto da uno in macchina con un mobiletto sdraiato sul retro)
– queste cose non si fanno quando piove
– fatele di notte quando c’è meno traffico
– fatele quando non c’è il blocco del traffico
– fatele in agosto quando la città si vuota
– fatele sui monti così non date noia a nessuno
– fatele in campagna
– fatele in mezzo ai campi
– non fatele proprio
– non avete altro da fare?
– fatelo lontano dalla gente perbene