A proposito di consumismo (si dice ci sia crisi)

Si dice ci sia la crisi. Intanto, l’altro giorno – antivigilia – il centro di Firenze e i negozi erano strapieni. Non so se la gente comprasse e spendesse, però c’era. E se c’è, in genere compra, magari spende meno , ma è difficile stare a vedere le vetrine senza comprare proprio niente. Si dice ci sia la crisi ma intanto l’8 dicembre al ritorno dalla montagna, che siano le piste innevate o i mercatini tirolesi di natale, sull’autostrada del Brennero si è formata una coda di 100 Km. Si dice ci sia la crisi, intanto i voli e i soggiorni alla Maldive sono tutti esauriti da tempo. E si dice anche ci sia la crisi , però qualche giorno fa ho prenotato la mia settimana bianca e a differenza degli altri anni ho faticato un casino a trovare un albergo e alla fine mi è toccato cambiare settimana. Ho pensato, e chiesto all’albergatore, se è perchè c’è tanta neve… "macchè, è tutto prenotato da ottobre". Ah, meno male che c’è la crisi. Intanto vado ogni tanto in pizzeria, e c’è sempre la solita gente che mangia e bene. Che crisi, eh! A meno che, come al solito, la crisi non colpisca i soliti noti: i precari, i giovani, i poveri, gli anziani, i disoccupati, chi ha un mutuo che strozza (magari perchè si è fatto il passo più lungo della gamba) , chi ha un contratto di lavoro di quelli che ti lasciano nell’incertezza (Ho sempre la sensazione che anche commercianti a imprenditori ai minimi segni di contrazione delle vendite alzino sempre la manina a chiedere aiuti vari allo stato).
Che dire, un poco mi vergogno: perchè mi rendo conto che sono un privilegiato, che ha un discreto lavoro abbastanza solido e discretamente remunerato (coi tempi che corrono…) ; e avevo detto che mi si era guastato il GPS, e dato che resterà mesi in assistenza ho optato per comprarmi l’ultima novità (Garmin 405): carino , ma superfluo. Sì mi vergogno e dico che sono un consumista, a mia discolpa dico che non spendo nulla di nulla se non in benzina, oggetti per correre e in genere sport, libri. Roba che sicuramente è superflua, ma per me non lo è perchè legata alle mie passioni. Nel frattempo, mi resta il dubbio che il superfluo , l’abbondanza è ciò che la gente predilige: cosa che non sento propriamente mia. Quanto alla crisi, di sicuro c’è: speriamo che l’anno nuovo sia migliore, specie per quelli che ne han davvero bisogno.

25 dicembre, pensieri in libertà

Oggi è natale, e prima di finire di raccontare dello scorso weekend, non esauritosi con il TA delle 5 terre, mi viene di fare una riflessione sul giorno di oggi. Come ho già detto non sono credente ma semplicemente agnostico, sebbene nutra una seria forma di rispetto e curiosità per gli aspetti culturali e filosofici delle religione (ovviamente non per l’alone di potere che le circonda). Beh, è banale considerare come il giorno di Natale sia diventato una festa consumistica, non a caso celebrata non solo nel mondo cristiano ma anche in altre culture, dalla ortodossa che lo celebra a gennaio fino a quelle dell’estremo oriente. Una cosa che mi stupiva fin da bambino era il fatto che le chiese, a Natale, fossero stracolmente mentre nelle altre domeniche restano desolatamente semivuote. Il perchè è anch’esso ovvio, sta nel fatto che la religione cattolica per la stragrande maggioranza di italiani resta solo un fattore culturale che permea la società, ne vengono considerati alcuni valori ma solo per personalissima scelta. In pratica, in tanti si sono costruiti il proprio cristianesimo su misura. Nulla di male, come non ci sarebbe nulla di male nel fatto che sia diventata una festa di puro e semplice consumo di merci… diciamo solo che è triste. Nel diventare una festa del consumo e dell’acquisto, il periodo delle feste diventa così un periodo in cui obbligatoriamente si deve essere felici e in compagnia. Anche a prescindere dai rapporti personali. Mah, io ho dei bei ricordi da bambino del natale come occasione di risate e chiacchiere con alcuni parenti , cugini zii ecc. Ma trovo assurda questa convenzione sociale del natale come momento di bontà e di incontro in cui la solitudine è bandita. 
Sono comunque rimasto stupito nel vedere oggi veramente tanta gente, sia nel pomeriggio che di mattina, allenarsi, in campagna o in città. Da sola. In ogni caso, ho corso anche io, un paio di 3000 tirati tanto per sentire un poco di fiatone. Bello, ho sempre corso il 25 dicembre, d’altronde ho sempre detto che correre è il mio modo per celebrare la mia comunione con il mondo e la natura. E magari non sono l’unico a pensarla così.