Sabato 20 dicembre: 5 Terre, Trail Autogestito

« Paesaggio roccioso e austero, asilo di pescatori e di contadini viventi a frusto a frusto su un lembo di spiaggia che in certi tratti va sempre più assottigliandosi, nuda e solenne cornice di una delle più primitive d’Italia.  Monterosso, Vernazza, Corniglia, nidi di falchi e di gabbiani, Manarola e Riomaggiore sono, procedendo da ponente a levante, i nomi di pochi paesi o frazioni di paesi così asserragliati fra le rupi e il mare. » (Eugenio Montale, "Fuori di casa")

(discorso idealmente tenuto dal sottoscritto in occasione della cena serale post- trail autogestito delle 5 terre: non tenuto , se non nei miei pensieri, sul momento sfuggenti e bisognosi di essere organizzati un pochetto per cui ho lasciato passare qualche giorno e sedimentare un poco le mie emozioni)

Carissimi amici ed amiche, membri della Dead Runners Society e forumisti di Spirito Trail e chiunque altro abbia partecipato, mi alzo in piedi e vi saluto ringraziandovi per essere qui, a condividere col sottoscritto questa emozione unica che tutti assieme abbiamo vissuto oggi. Qualcuno di voi mi conosce, altri no ma non importa perchè una cosa in comune che ci affratella c’è ed è la passione per la natura, lo sport, i luoghi belli della terra, la fatica… e mettiamoci pure per la birra, il vino, le risate e la buona tavola, ci mancherebbe altro.
Credo che un primo brindisi lo potremmo fare subito, al grande organizzatore Andrea. E’ tutto suo il merito di averci trascinato qui, ed averci guidato alla conquista di questi sentieri a picco su uno dei mari più incantevoli d’Italia. Credo che Andrea abbiamo molto poco da invidiare anche agli organizzatori più esperti e solerti: è riuscito a richiamare qui da mezza Italia persone completamente diverse , fornendo loro un alloggio o semplicemente un luogo per farsi una doccia, e aver tracciato un percorso in modo perfetto per cui era impossibile sbagliar strada (anche se credo che qualcuno ci sia riuscito comunque, al solito 😉 ) , colmo di indicazioni che neanche riusciamo a immaginarci quanto il povero Andrea debba essersi sbattuto per segnare ogni bivio. Per non parlare si intende dei biglietti del treno, o delle indicazioni stradali eccetera eccetera. Grazie quindi Andrea, per questa splendida giornata. Possiamo quindi dire che è stata una giornata perfetta, eccellente sotto tutti i punti di vista. A partire dal meteo: molti di noi venivano da luoghi ove recentemente è nevicato molto, in autostrada tutti avranno notato le più alte montagne appenniniche ricoperte di bianco, che poi si vedevano anche da alcuni punti sul percorso. E a contrasto di questo bianco tipico della stagione invernale, il verde dei boschi e l’azzurro di un mare che faceva venir voglia di buttarsi dentro. C’è da chiedersi cosa abbia fatto Andrea per ingraziarsi gli Dei dell’Olimpo per avere un meteo tanto perfetto, ci tocca ringraziarlo anche per questo.
Una giornata cominciata con questo raduno a Levanto, con un accogliente ostello a fare da base tattica, e qualche kilo di ottima focaccia che ha fatto da pranzo per noi che ci incamminavamo proprio all’ora in cui altri si mettono a tavola. A me è riuscito pure sorseggiare un goccio di birra artigianale rubata a un fondo di bottiglia: ottimi carboidrati che poi sono stati utili. Poi, i cappelli da Babbo Natale con cui ci siamo agghindati. Dato il sole, sembravano un pò fuori stagione… in effetti già dopo poche centinaia di metri ci siamo ritrovati grondanti e giustamente sono stati riposti negli zaini. Sul percorso, niente da dire. Quante cose ci sarebbero da ricordare? Potremmo fare notte a commentare gli scorci visti, dapprima sulla baia di Levanto, poi sulla costa a picco verso Punta Mesco, e noi lassù che salivamo in un bosco di gustosi rossi corbezzoli, col mare giù sempre più lontano, sotto i nostri piedi. Poi il sentiero sopra la baia di Monterosso, le chiacchiere nei momenti di sosta & rifocillamento, i pochi tratti asfaltati che però erano talmente deserti e privi di veicoli motorizzati da farci pensare che Andrea fosse riuscito pure a far chiudere il traffico! La salita , veramente dura, al Santuario di Soviore dove giustamente ci siamo riposati. Ancora adesso mi chiedo chi abbia portato tutta quella roba lì, dalla cioccolata al pane , i salamini per finire a quello Stroh a 80° decisamente più adatto a una baita alpina che a un ristoro podistico… io sono stato male per un’ora buona dopo avelo incautamente assaggiato! Un momento inatteso è stato l’incontro con quello che faceva parapendio. Sperando di non averlo disturbato, avrà sgranato gli occhi nel vedere quel pubblico. E credo che se oggi c’è stato qualcuno che ha vissuto qui emozioni confrontabili con le nostre, quello è stato lui, che volteggiava in quell’azzurro di cielo e mare davanti ai nostri occhi. Eravamo a poco più di metà percorso… il resto è un sentiero a picco sopra Vernazza, con quei cespugli che bucavano la pelle scoperta, quel sentiero successivo in mezzo alle terrazze di vigne ed oliveti: la nostra fatica è nulla, insignificante rispetto a quella di coloro che nei secoli per sopravvivere han strappato alla terra e alle pendenze quei pezzi di terra da coltivare. A me è piaciuto tanto pure il sentiero successivo, quello nel buio dei boschi, umidissimo, pieno di rami , frasche, guadi, di ruscelli foglie per terra scivolosissime. E l’arrivo alla chiesa di San Bernardino, affacciata su Corniglia a sud e Vernazza a nord, col tramonto davanti ai nostri occhi. Indimenticabile.  La discesa in semioscurità, l’attraversamento di Corniglia con quelli del paese sorpresi dal vedere questi matti – noi – che correvamo nel buio, giù verso la stazioncina di Corniglia, ormai nell’oscurità. E se qualcosa è mancata a questa giornata, direi proprio il non aver percorso il lungomare fino a Manarola e Riomaggiore, anche solo per poter dire di aver attraversato tutte le 5 terre. Tuttavia, io credo che la chiusura del sentiero abbia anche sancito la chiusura della nostra gita trail. Sarà stato il buio, forse è solo una mia impressione, ma mi è parso che praticamente tutti al calar della notte abbiamo avuto voglia di chiuderla lì, e dedicarci ai commenti, alle risate, alle battute ed agli sfottò, alla reciproca conoscenza da iniziare in una sala d’aspetto o su un vagone del trenino locale di ritorno a Levanto. Col freddo i cappelli da Babbo Natale sono diventati utili, e se c’è un’altra cosa che ho adorato di questa giornata è stato il tratto tra la stazione e l’ostello, tutti agghindati col cappello rosso a correre a perdifiato in mezzo alla gente che ci guardava con un misto tra sorpresa e divertimento.
Così come difficilmente scorderemo il terzo tempo, a base di ottima birra tipo l’artigianale del Mau da gustarsi coi biscottini del Trab, peccato solo che sia durato poco che la doccia e la meritata cena ci chiamava. E’ stata quindi una giornata meravigliosa come poche. Voglio quindi salutare tutti voi, vecchie e nuove conoscenze, compagni di altri trail autogestiti, incontri con gente cui ora saprò associare una faccia, una voce, un calore a un nickname. Spero di rivedervi presto perchè quando sarà , sarà per una nuova avventura, un nuovo trail in un territorio da esplorare, correre, assaporare, ammirare. Stare nella natura, in compagnia, facendo sport, il nostro semplice modo per essere felici. Grazie a tutti voi.

Foto
http://picasaweb.google.it/leonardo.il.mago/TA5Terre#

Traccia GPS
http://www.everytrail.com/view_trip.php?trip_id=96515

Altimetria

2 pensieri su “Sabato 20 dicembre: 5 Terre, Trail Autogestito”

  1. bellissimo. e io, conoscendo un po’ queste terre che da tanti anni frequento, non vedo l’ora di rivivere le stesse emozioni. grazio leonardo.

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