Intorno al Lago Trasimeno

Un salto nel buio. Questo era, per me, la Strasimeno fino a una quindicina di giorni fa. 58Km non sono bruscolini, e il  timore di non avere abbastanza distanza sulle gambe era prorompente. Contavo solo sulla memoria dei miei muscoli, che si  ricordassero le ultra del 2008 , la maratona di novembre, qualche allenamento lungo di dicembre e gennaio. Poi, 2  settimane addietro un lungo allenamento di 5 ore, qualche buona sensazione nei freddi allenamenti serali che mi  facevano intuire un miglioramento delle qualità aerobiche. Ma il dubbio rimaneva, neanche 1 mese di preparazione seria:  quali sicurezze mai poteva dare? Ieri mattina però mi avvicinavo al lago, convinto di potercela fare ad arrivare in fondo senza grosse crisi. Restava solo  l’enigma psicologico, oltre 5 ore sulle gambe sono tantissime, e l’asfalto a me fa molta più paura di una ripida montagna da scalare in sentiero. Castiglione, paesino arroccato su una sponda rocciosa, brulicante di podisti che si impegneranno specialmente  sulle distanze inferiori. Clima freddo ma molto soleggiato, cosa che mi fa propendere per un abbigliamento scarno. In  vita, borraccia e set completo di zuccheri liquidi. Saluti ai compagni di squadra e via per la stretta strada nel borgo e  poi per la statale. Si forma subito un gruppetto di appassionati: Alessio "Kappadocio", Alessio "il Nistri", Paolo  "Spartathlon", chi ultramaratoneta, chi trailer. I primi Km sono lentissimi, veramente tranquilli, trascorsi a  cazzeggiare tra di noi, tra battute con gli altri concorrenti e con lo scarso pubblico delle campagne. Si crea subito una atmosfera conviviale, solo che non siamo di fronte a una tavola imbandita ma davanti solo a una cinquantina di kilometri  da percorrere. La strada corre dritta verso Cortona che vediamo di lontano, alla nostra destra il sole basso, ancora  freddo, e il lago, assolutamente piatto: condizioni ideali per correre. Dopo un pò curva a destra e breve ma ripida  salita, cominciamo a seguire la costa nord verso Tuoro, dove c’è il primo traguardo intermedio dei 15Km. E abbiamo ancora una maratona davanti a noi: è questo un problema serio delle ultramaratone, i cartelli dei kilometri passano lentamente  ed è difficile non pensare alla lunga distanza ancora da affrontare. Anche le gambe non sono più brillanti, il ritmo  lento a cui siamo costretti partire tende a imballare: almeno a me, che quindi ogni tanto lancio  delle timide progressioni per sgranchirmi le zampe, mentre dietro i metronomi Alessio e Paolo proseguono a un ritmo inesorabilmente costante. I ristori sono frequenti e sono un’ottima occasione per rilassarsi, per camminare un poco ,  mangiare e bere. A Passignano c’è il traguardo della mezza e molti si fermano, transitiamo in 2h01′ con molta calma  godendoci il panorama del lago e delle boscose isole davanti a noi, e gli inesistenti applausi dell’indifferente pubblico. Dopo Passignano la fatica cresce inesorabile, accentuato dai vari falsopiani che iniziamo a incontrare avvicinandoci alla  costa orientale del lago, frastagliata e collinare. Ci separiamo dai concorrenti diretti verso il traguardo dei 30Km a  Magione, per fortuna siamo ancora in diversi ad affrontare le distanze più lunghe. Tra noi 4 continuano le battute, i racconti delle nostre avventure podistiche, la pianificazione di allenamenti futuri, le discussioni sulle gare da  affrontare nei prossimi: il Trasimeno è per tutti una tappa intermedia, un mettersi alla prova in vista di traguardi più  ragguardevoli. Al 29° Km mi assale una sensazione mista: da un lato l’aver concluso metà prova cambia la prospettiva e si cominciano a contare i Km che mancano, dall’altro le gambe ora sono stanche e si fa sempre più fatica, e in più  iniziano doloretti vari ed insistenti ai talloni e alla fascia plantare indotti dall’asfalto e dalla distanza, ah come mi mancano i  sentieri. C’è molto poco pubblico sulla strada, specie  ora che ci avviciniamo all’ora di pranzo e osserviamo invidiosi le famigliole intorno al barbecue di questo primo caldo  giorno di primavera. Dopo altri saliscendi concludiamo anche la costa orientale del lago e dopo poco c’è il traguardo della maratona, che attraversiamo dopo 4h5′, osservati dai concorrenti che hanno appena terminato i 42Km che ci guardano con un misto di ammirazione e commiserazione. Dopo la maratona mancano "solo" 16Km e ci facciamo forza ma la stanchezza comincia ad essere elevata, e ci attende un’altra salitella, anche bella tosta, con una bella discesina successiva e davanti a noi comincia la pianura che ci porterà all’arrivo. E subito, una bella strada dritta e piatta, Alessio lo chiama "il drittone della morte", rispondo che a me le strade dritte piacciono molto e come per volerlo confermare alla mia testa inizio una certa progressione per saggiare la gamba. Ok, tutto a posto, comincia a fare molto caldo ma ho ancora forze e riesco a tenere bene i 5’45"al Km. Rallento un pelo, dietro gli altri 3 sembrano arrivare, ma non arrivano. Sto bene e decido di continuare da solo, ansioso di mettermi alla prova, di testare le reazioni della mente alla corsa solitaria. Il gioco si fa davvero molto duro, e comincio a giocare. Al 50° Km, 4h53′ di corsa, noto un rallentamento sensibile, ho come un attimo di carenza di energie e per giunta si fa viva una brezza di vento contrario che proprio non ci vuole, proprio nel mezzo di un falsopiano: è la crisi, quella temuta che sai che in oltre 5 ore arriverà sicuramente e devi gestire.  Ristoro, bevo e  faccio 300 metri di camminata ingurgitando l’ultimo flacone di zuccheri liquidi sperando in una repentina botta di energie. Riparto, lentamente sui 6’/Km, uso il concorrente davanti a me come riferimento. Lo avvicino, contemporaneamente noto che la media torna a migliorare nonostante il vento: che sia stata lo stimolo zuccherino? E’ probabile: sorpasso il mio riferimento, ne punto un altro, poi un altro ancora. Mancano 5 Km e mi sono ripreso, l’umore ora è molto positivo, mi accorgo che è tutta la gara che sorpasso e non vengo sorpassato, e soprattutto la rocca di Castiglione è sempre più vicina. 5’55 , 5’50, 5’45 , sto andando in progressione, ok sempre ritmi bradipeschi ma vorrei vedere voi dopo oltre 50Km. Sono cotto, mi riprometto di non dedicarmi più all’ultramaratona dopo il 2009, ma nonostante questo non faccio altro che superare concorrenti che si trascinano o che camminano lentamente lungo la strada trafficata di gitanti. Sono ebbro della fatica dell’ultramaratoneta, quella masochistica sensazione che ti spinge a provare fatica per lungo tempo, a godere delle gambe rigide come pezzi di legno e del vuoto di energia, solo perché proprio quando diventa durissima riesci a tirare fuori da dentro di te forze ed energie che non sospetteresti mai e poi mai di trovare.  Entro in Castiglione in mezzo ai gitanti che si godono il sole a picco, penultimo Km verso la zona traghetti aumentando ancora la progressione fino ai 5’25" che è il ritmo con cui faccio il riscaldamento ma che adesso mi sembra degno di una gara di 10Km. L’ultimo Km è una lenta inesorabile salita verso il paese vecchio, punto altri 2 ancora veloci che non mollano, anche in salita mi mantengo veloce e provo a finire entro le 5h40′. Do tutto, voglio provare anche l’ultimo sforzo ormai sull’onda dell’emozione. Passo il traguardo con un braccio alzato, ebbro di endorfine per questo finale per me entusiasmante in rimonta. Medaglia al collo, e il giusto premio è qualche minuto di riposo steso su un gradino, o lo spicchio di mela che mi godo al ristoro mentre sopraggiungono i miei compagni di ventura: i complimenti a vicenda si sprecano, ci siamo aiutati a vicenda e abbiamo condiviso la nostra passione e la nostra fatica
. Il tempo conta relativamente, dovrei aver fatto 5h39’ alla mirabolante media di 5’49” che mi sembra niente male. E’ stata dura, torno a casa sapendo che è solo un passo, ma bello lungo, e molto soddisfacente: in fondo, ho girato tutto intorno al quarto lago d’Italia, e non è come bere un bicchier d’acqua.

Traccia GPS
http://www.everytrail.com/view_trip.php?trip_id=144425

3 pensieri su “Intorno al Lago Trasimeno”

  1. Leonardo sei un grande devi essere orgoglioso di ciò che hai fatto,e anche io provo una certa amarezza a non provare certe emozioni condivise con gli amici Alessio e Paolo.Un bellissimo racconto per una grande prova,continua cosi un saluto
    Sauro

  2. Grande Leonardo devi essere orgoglioso di ciò che hai fatto,anche io leggo il tuo bellissimo racconto con un pizzico di amarezza per non essere alla vostra altezza come te all’amico Alessio e Paolo.
    Un saluto e un grande in bocca al lupo per i tuoi prossimi impegni
    Sauro

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