Duro stare fermi

Correre ha talmente tanti effetti benefici sul corpo e sulla mente che non poterlo fare è davvero brutto. Domenica scorsa febbre oltre i 38, poi tosse raffreddore raucedine: e ancora nessun segno di una fine. Intanto è saltata miseramente la 50 Km di Romagna, gara cui tenevo particolarmente e neanche tanto lontana da qui. La dipendenza che dà il correre è davvero paurosa. Mi consolo solo con il fatto che fino a domenica scorsa difficilmente riuscivo ad azzeccare due allenamenti di fila: ad esempio, venerdì scorso ottimi 11Km di fartlek lungo collinare (48′, grande media), sabato 2h40′ di lunghissima terminato molto stanco. Via, cercherò di interpretare questa sosta forzata come una rigenerazione fisica e mentale che ultimamente avevo notato segnali di stress indotti dalla corsa. Invece correre deve rimanere sempre un piacere. Sono qui sotto un plaid al calduccio, col vento che soffia forte fuori, a scrivere e sognare i prossimi allenamenti di maggio e giugno. Il tempo guarisce tutto, devo cercare di essere fiducioso.

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