Seguire un percorso su orologio GPS Garmin

Sulla mailing list DRS a precisa domanda ho fornito una risposta su come usare un orologio con GPS Garmin tipo 205 305 o 405. Magari a qualcuno interessa, quindi la pubblico così chiunque potrà usare questa interessantissima funzione del GPS per seguire percorsi vari, magari in montagna. Ringrazio l’amico Beppe Marazzi "GM" per aver pubblicato delle dritte sul gruppo it.sport.atletica

Domanda:
Mi trovo nelle condizioni di dover usare al contrario il mio Forerunner 305. Si tratta di caricare dei tracciati (che ho in formato .gpx e/o .gdb) sul Garmin per usarlo poi come guida in un’uscita. Mi dicono sia possibile, ma non so come muovermi.  Qualcuno sa darmi una mano?

Risposta:
I passi successivi valgono per i GPS Garmin 205 305 e 405. Fare così
1. preparati con il software Sport Tracks http://www.zonefivesoftware.com/SportTracks/ la traccia che devi seguire in formato .gpx (quello universale delle tracce). Nota: Sport Tracks è il software top per l’analisi degli allenamenti registrati su GPS
2. tale formato .gpx (per gli esperti: sono semplici dati su coordinate geografiche, tempi, altimetrie , scritti con tag XML) non può essere importato direttamente sul Garmin Training Center: lo devi prima convertire in formato .tcx . un programmino eccellente per farlo è il TCX Converter http://www.teambikeolympo.it/TCXConverter/TeamBikeOlympo_-_TCX_Converter/DOWNLOADS.html
3. apri il Training Center, vai su menù File -> Importa – > Corse e seleziona il file .tcx che hai creato
4. nella sezione "Corse" del TC troverai la tua nuova traccia (che il TC chiama appunto "Corsa": questo è importante, corsa è sinonimo di traccia. Per gli esperti: il termine tecnico è l’inglese track. Da non confondere con le rotte , dove non c’è la registrazione punto per punto ma sono solo una successione di punti , chiamati waypoint, che sono punti speciali identificati da coordinate e basta, senza tempi e velocità)
5. invialo allo strumento collegato con l’inconcina in alto (invia a periferica)
6. sull’orologio vai su "allenamenti" – "corse" e selezioni la corsa e  fai "segui corsa".
7. Quando vuoi premi start e avvii il tuo "inseguimento" alla corsa memorizzata.
8 .Apparirano alcune schermate nuove , le vedi usando le frecce (una è il "partner virtuale" con l’indicazione del distacco, una è  l’altimetria e anche lì vedi il partner virtuale che in pratica è colui che ha costruito la traccia inviata e quindi i suoi tempi, poi ci sono le schermate classiche con i dati e oltre a distanza tempo passo trovi anche la distanza al prossimo "punto corsa" (in gergo: waypoint)  , il tempo stimato al prossimo "punto corsa", distanza alla fine e tempo mancante alla fine per il partner virtuale. Altre schermate utilissime nel caso si segua un percorso poco noto sono quella con bussola che con una freccia ti indica in qualche direzione svoltare, e infine quella della mappa che sovrappone il percorso che stai facendo te e quello fatto nella traccia originale: idealmente si devono sovrapporre. con le frecce del garmin puoi zoomare. per me quest’ultima è la visualizzazione migliore nel caso si segua un percorso ignoto perchè vedi al volo eventuali svolte dalla traccia originale da seguire, quindi vedi come ti perdi e come ritrovare il percorso
9. ad onor di cronaca lo riporto ugualmente: nel caso ci si stia allenando su un percorso sconosciuto e si voglia tornare alla partenza seguendo il percorso a ritroso (vale anche per i trekker, o i cercatori di funghi), basta andare sul menù dell’orologio sotto menù allenamenti -> corse e selezionare "torna indietro". viene in pratica elaborata una traccia che ripercorre a ritroso il tratto che riporta in partenza.
10. questa funzione può esser utile anche per allenamenti intensi dove si voglia usare una lepre virtuale, che poi sarebbe colui – eventualmente anche se stessi – che ha registrato col garmin quel medesimo percorso. A me non piace molto, non lo trovo divertente, però magari a qualcuno può piacere per trovare stimoli. Molto più utile caricare le tracce e seguirle nel caso si seguano percorsi in montagna poco conosciuti. Già, ma dove trovare le tracce? Facile, su siti dove si archiviano tracce GPS, magari anche di gare in montagna. Siti consigliati: www.giscover.com e www.everytrail.com

Da Pontedera a Pisa

Per cercare di ovviare allo stop di una dozzina di giorni a fine aprile a maggio mi son messo a lavorare sodo. Dopo il DPAP con 50Km di sabato scorso avevo voglia e percepivo l’esigenza interiore di raggranellare ulteriori Kilometri, stanchezza e fatica supplementare. In realtà mi sono accorto che col passar degli anni recupero sempre meglio dalle gare lunghe: sarà perchè non faccio più certi tempi! In ogni caso, dopo qualche lavoro di fartlek martedì e mercoledì, un progressivo di oltre 21Km giovedì e una garetta di 9,5 su circuito in saliscendi venerdì che mi aveva lasciato molto ottimismo almeno a giudicare dai tanti che avevo seminato sui 3 giri, mi sono avvicinato al dì di festa con l’intenzione di mettere ulteriore distanza in cascina.
Mi ero iscritto a Pisa, corsa 3 anni fa pure benino, una maratona quindi nota e anche carina. Alle 7,30 sono a Pontedera. Consegna borsa e via alla partenza con un gruppetto di amici, quasi gli stessi del Trasimeno: hanno intenzioni lente, di stare sulle 4 ore. Argh, mai corso così piano! Ma in vista di ben altre distanze va pure bene. Partenza in fondo al gruppone dei circa 600 partenti. Ci sono già 20 gradi e un sole bellicoso. Le prime strade sono per fortuna all’ombra di viali alberati, si attraversano Calcinaia Vicopisano e Fornacette prima di arrivare alla lunghissima dirittura (10Km!) di Cascina. Decido di elevarmi dal ritmo di 5’35" tenuto dai miei colleghi e faccio 7km di allungo deciso. Poi stop, li aspetto nuovamente per correre un’altra dozzina di Km assieme. Risate, frizzi e lazzi, siamo col gruppone dei pacer delle 4 ore e temo che infastiditi dalla marea di cazzate che spariamo da un momento all’altro decidano di buttarci nell’Arno. Scenetta gustosa: tra un vigile e un automobilista che aveva violato il blocco (percorso interamente chiuso al traffico! eccellente!): "basta, le faccio la multa. Mi dia la patente? Come, non mi vuol dare la patente??!?? Sta scherzando?? Ora le prendo il numero di targa e vedrà che verbale da paura che le arriverà a casa!". Al 25° inizia la salitella fino alla Certosa di Calci, ormai il sole è devastante. In discesa allungo sul gruppo e mi sparo una progressione che mi porterà ad accelerare verso Pisa. Per non stancarmi troppo per tutta la gara mi godo ogni ristoro camminando un centinaio di metri, e ce ne sono 1 ogni 2,5Km. Centro di Pisa, ponti sull’Arno , risento chiaramente sia del lavoro degli ultimi giorni che del ritmo molto lento della gara. Finisco comunque bene arrivando in Piazza dei Miracoli in allungo. Il mio peggior crono di sempre in maratona , 3h55′, corsa però in condizioni di caldo tremendo e con ritmo variegato , arrivando a camminare in molti punti. Maratona abbastanza carina, moltissimi ristori però caldo ai limiti della sopportazione. Ottimo il ritorno in autobus al parcheggio di Pontedera, eccellente base logistica. Però che palle correre su strada per 42Km, avevo davanti a me per 3/4 di corsa il favoloso Monte Serra e sentivo l’istinto dei sentieri

Tempo di gare in notturna

Tempo di garette notturne. Anni fa ne facevo a decine, una o due sere la settimana erano appuntamenti immancabili nella zona fiorentina. C’era l’atmosfera dell’estate in arrivo, fresche sere dove si correva con gran piacere alla luce dell’imbrunire. Generalmente non competitive dove la competizione era animata solo dal confronto tra compagni di squadra: scontri non meno agguerriti di quelli tipici delle gare competitive. Ritrovando i compagni di squadra in questi giorni ancora ci ricordiamo di certe volate o progressioni.
La stagione delle notturne è per me ricominciata giovedì scorsa. A Firenze, gara di 10Km scarsi pianeggianti, fatta in compagnia chiacchierando , sui 4’50" più o meno. Un pò di fatica, che per rendere più duro l’allenamento mi ero fatto quasi 12Km in precedenza tra il parco delle Cascine e la zona dell’Argingrosso: in conclusione sono riuscito a correre 21,5Km in 1h50′, un pò stanco degli ultimi allenamenti di fartlek fatti dopo il Da Piazza a Piazza.
Venerdì sera mi son divertito pure di più. Sambuca Val di Pesa, paesino a sud di Firenze. Da anni si svolge una gara competitiva di discreto livello, con buona presenza di atleti di valore della zona. Ci sono arrivato con la stanchezza dei giorni precedenti, un pò fiacco e senza tanta voglia di correre. Invece, sarà stata la partenza su una salita leggera di quelle che adoro, piano piano ho ingranato e sono andato accelerando. 3 giri di 3130metri, 1km di salita leggera al 5%, discesa ripida e saliscendi. Alla fine ho concluso in 41’00, che non è male avendo lasciato dietro molti concorrenti , specie contando che gare così brevi e intense non ne faccio da mesi. Certo, rivedendo i vecchi diari mi sono accorto che 12 anni fa ci impiegavo 2’30" in meno piazzandomi tra i primi 20. Ma erano altri tempi, e gare così erano il mio pane. Piuttosto una prestazione così intensa mi dà del buon morale per il prossimo futuro. Ad maiora!

Da Piazza a Piazza: gita nel passato, e la miglior macedonia

Avere un evento trail sotto casa e non saperlo. Cosa mi ero perso! Per qualche strambo equivoco ero rimasto all’oscuro dell’esistenza del Da Piazza a Piazza (DPAP) per anni, anche da trailer. Ma poi ne scopro l’esistenza. E mi accorgo che è un ottimo allenamento per qualsiasi gara trail o ultra. Ok, stabilisco che la DEVO correre. Ma descriviamo prima di cosa si tratta. Come si legge sul : "Il tutto nacque da una scommessa tra pochi amici. L’idea era quella di partire da Piazza della Pietà e raggiungere Piazza del Comune al di là del Bisenzio (il fiume che attraversa Prato. Se da un lato potrebbe sembrare assai semplice percorrere i 2-3 km che dividono le due Piazze dall’altro è bene ricordare che c’era di mezzo una scommessa ovvero: DI NON ATTRAVERSARE IL BISENZIO". Quindi, per evitare di attraversare un ponte occorreva comunque salire verso la dorsale appenninica e ridiscendere dall’altra parte della vallata. Una gita nel passato, quindi. Intrigante. Imperdibile. Nella mia ansia di fare km e allenarmi quanto più possibile fino all’ultimo ipotizzo la possibilità di farla tutta in un giorno: l’assenza di compagni e, una volta sul posto, l’aver verificato la difficoltà del percorso, hanno fatto propendere per un più saggio accontentarsi. Sabato 9, primo mattino. Giungo a Prato, laddove la città finisce e inizia la stretta valle del Bisenzio. Mollo l’auto, attacco il GPS attivando la traccia e parto. Ecco, raramente mi è capitato di avere a che fare con un inizio così duro e impegnativo. Prima l’attacco alla prima salita, già questa micidiale, fino alla Spazzavento ove a oltre 500metri sorge il mausoleo di Curzio Malaparte: "…e vorrei avere la tomba lassù, in vetta allo Spazzavento, per sollevare il capo ogni tanto e sputare nella fredda gora del tramontano". Ricordavo questo luogo per una gara corsa tanti anni fa, che ricordo per l’estrema durezza e per i ristori a base di salsiccia e bistecca. Ora sono all’inizio di questa avventura, e mi godo il panorama della montagna appennica, aspra e boscosa, davanti a me. Discesina e subito si attacca la nuova salita, per me la più dura e lunga, quello che porta fino agli oltre 900m del Monte Javello. Boschi, cespugli, rovi, una pietraia assolata e meno male che è ancora fresco. Vista meravigliosa sulla piana sottostante, ormai lontanissima, e in lontananza vette ancora innevate.  Tantissimi camminatori attorno a me, partiti ancor prima, molti che salgono di buon passo. Qualche runner, ma pochi. Ammiro molto questi camminatori, gente che camminando è disposta a sciropparsi una decina e oltre di ore di marcia in montagna: roba da pochi, roba per pochi. Finisce la salita, omaggio al monumento ai partigiani e giù per una discesa fogliosissima, molto tecnica. Sono passati appena 10Km, e già fatti 1000metri di dislivello positivo, urka. In effetti ho corso pochino e la media è bassissima, e sono già stanco e spossato, effetto della salita e dello zaino. Per fortuna il tratto successivo tra i passi di Acandoli e Acquiputoli è meno impegnativo e non ci sono tratti ripidi. E c’è modo di gustarsi il gran ristoro a base di vino e panino con salsicce. Nuovo strappo impegnativo, denominato Straccalasino. Niente male in effetti, breve ma tosto, fino ad arrivare sullo spartiacque appenninico dove incontriamo il sentiero GEA. Saliscendi fino al rifugio Rasa, pastasciutta e si riparte tra questi saliscendi impegnativi. Zona boscosissima, veramente selvaggia, con la forestosissima valle della Limentrella verso ovest. Incontro un gruppetto disperso, ritorniamo sul giusto percorso e iniziamo a parlare ci faremo compagnia e chiacchiericcio fino all’arrivo. Salita al Monte Zucca, bella ripida, attesa e molto temuta: il dislivello sul Garmin pare notevole e la si fa con calma. Alla fine sarà meno impegnativa del previsto, e sarò occupato a guardare gli scorci che si aprono verso le valli e il Corno alle Scale. Al Tabernacolo di Gavigno nuovo ristoro a base di porchetta e bruschetta. Impossibile resistere, anche a parlare con i volontari, gentilissimi e cordialissimi. Mi rifocillo che attende l’ultima salita, le Scalette. Cambia la morfologia del terreno che diviene scistoso, a gradoni, molto aspro e ripido con passaggi tecnici sopra dei dirupi prima di incontrare la faggeta che ben conosco sopra il Lago Brasimone. Nonostante il percorso sia ombrosissimo fa molto caldo e la sete si fa sentire, e benedico la riserva idrica nello zaino. Discesa molto tecnica fino all’Alpe di Cavarzano, dove ci attende l’ambitissimo e rinomatissimo ristoro della macedonia. Mi avevano raccontato, temevo di avere aspettative altissime e di finire deluso, sono rimasto stupito della bontà paradisiaca di uno dei cibi più buoni che abbia mai assaggiato. Le donnine della macedonia meritano un applauso e una menzione speciale tra tutti gli elogi che posso fare all’organizzazione. Vorrei rimanere quassù a parlare e sentir raccontare cosa sia il DPAP da queste persone squisite, ma il tempo passa e devo andare. Discesa lieve fino alla Badia e al paesino di Montepiano, e tagliamo il traguardo sotto un sole quasi estivo. La mia traversata di 40Km è durata 7 ore: decisamente avevo sottovalutato la durezza del percorso, con 2300 metri di dislivello positivo e 1700 di negativo. Poche parole potrebbero descrivere questa gita nel passato meglio di fa-vo-lo-sa. Per la bellezza e difficoltà del percorso, per la qualità dell’organizzazione, per la meraviglia di luoghi lontani e sperduti, che davvero sanno di altri tempi. Felicissimo di aver partecipato, sicuro che sarà la prima di tante altre volte.

Post Scriptum
In realtà il percorso vorrebbe anche il ritorno. Pochissimi l’han fatto in un giorno solo – e spero un giorno di essere fra quelli -, sospetto duro anch’esso non tanto per il dislivello che nella seconda parte prevede "solo" 1200 metri in salita, quanto per i numerosi saliscendi e i tanti tratti assolati. Mi è spiaciuto mancare la domenica e ho pensato molto a quei partecipanti che si son goduti panorami fantastici tra la Val Bisenzio e il Mugello. Mi sono accontentato il sabato di correre altri 10 Km in discesa fino Vernio, e prendere poi un autobus per tornare all’auto. Appoggiato al finestrino mi godevo il panorama sul crinale della seconda metà del DPAP. E mi rammaricavo di non poterlo percorrere a breve: ma in fondo, è solo un obiettivo da raggiungere la prossima volta e nel frattempo cullarsi nell’attesa di nuove inembrianti emozioni.


Traccia GPS
dell’andata
http://www.everytrail.com/view_trip.php?trip_id=54583
del ritorno
http://www.everytrail.com/view_trip.php?trip_id=54588

Foto
http://picasaweb.google.it/leonardo.il.mago/DaPiazzaAPiazzaSolaAndata#
http://picasaweb.google.it/kappadocio/DPAP2009Andata#

Altimetria
http://picasaweb.google.it/leonardo.il.mago/DaPiazzaAPiazzaSolaAndata#5334624373056213442

 

Riprendere, con calma

12 giorni di stop non sono pochi. Certo che ho preso una bella tracheite, come non mi capitava da anni. L’altra sera non ce l’ho fatta e mi sono concesso 12 Km in progressione ai fianchi delle colline fiorentine, con ancora qualche colpo di tosse. Però per fortuna il tempo migliora, e con esso anche la salute della mia gola. Stamani altra sgambatina di mezz’ora , tranquilla, ad annusare l’aria calda. Finalmente primavera. Peccato aver saltato ieri, 1 maggio, la Magnalonga: il percorso di 22Km portava da Sant’Agata di Mugello – dove sorge l’omonima pieve, la più antica del Mugello –  al Passo dell’Osteria Bruciata sul crinale appenninico, il punto dove probabilmente l’antica strada romana valicava gli Appennini verso nord. Ho fatto comunque una capatina e un percorso breve di qualche Km godendomi il verde i fiori, hostudiato il percorso, potrebbe essere un validissimo allenamento estivo.