Commenti politico-referendari

Passati i ballottaggi mi viene voglia di fare un punto della situazione politico-elettorale italiana ad oggi Partiamo quindi dalle

  • elezioni europee: in un contesto nella UE che ha visto grossa crisi dei partiti del PSE e una grossa crescita della destra, specie euroscettica, l’Italia si dimostra parzialmente un caso a sè stante. Con il PDL che vince ma non stravince e ottiene meno del previsto, con la Lega che vince ancor di più e comincia ad avventurarsi sotto gli Appennini, un UDC che rimane con la sua piccola nicchia di voto d’opinione senza poter incidere poi molto. Con il PD che perde ma non straperde, in compenso va male il resto della sinistra, magari non malissimo come alle politiche ma quasi, confermando però  di avere prospettive assari misere per il futuro.
  • referenda: quorum lontano anni luce, sono serviti solo a dimostrare l’insulsaggine della normativa attuale, completamente al di fuori dello spirito che portò l’Assemblea Costituente ad istituire il referendum abrogativo. Urge un draconiano aumento delle firme necessarie per indire un referendum e l’abolizione o la riduzione drastica del quorum. Su questi referendum vorrei far notare che tra i pochi votanti c’è stato un piccolo ma, dati i bassi numeri, significativo risultato del quesito sulla possibilità di potersi candidare solo in una area geografica e non in tutta Italia: ulteriore segnale di disaffezione e disapprovazione verso la classe politica tutta
  • amministrative. Bilancio pauroso per il lato sinistro del panorama politico italiano. C’è da sghignazzare amaramente a leggere manifestazioni di contentezza dell’attuale segretario del PD: c’è solo da ipotizzare che temessero una disfatta di proporzioni bibliche. Invece in una elezione amministrativa si deve giudicare principalmente sul numero di amministrazioni perse o conquistate all’avversario. E da questo punto di vista il centrosinistra ha perso in maniera drammatica. E’ pur vero che 5 anni fa raggiunse un massimo storico conquistando anche mezza lombardia, in un momento storico di grossa difficoltà per il governo Berlusconi di allora: però ci sono pesanti segnali di cedimento anche nelle roccaforti
  • andiamole a vedere queste roccaforti: le regioni dell’italia centrale, più qualche macchia di leopardo qua e là per l’Italia. Il PD resta il primo partito solo in due regioni a giudicare dalle europee, perde alcune significative piazze locali come Prato e Sassuolo, arretra generalmente cedendo qualche voto al partitino di Di Pietro e questo in compresenza con un analogo crollo di Rifondazione & co. Che si stia avverando la profezia di Tremonti sul PD che si avvia a diventare una Lega degli Appennini? In ogni caso la situazione di partenza in vista delle importanti regionali del 2010 è veramente deficitaria per le forze di opposizione
  • in effetti, la Lega scende e comincia a guadagnare consensi e consiglieri comunali persino in Toscana. Dove anche l’opposizione di centrodestra, specie le frange più militanti (diciamo vicine all’ex An o all’ex MSI) alzano il capo. Leggevo l’altro giorno un manifesto di un movimento giovanile di destra. Il manifesto riportava uno slogan contro attuali concetti chiave: mobilità flessibilità precarietà . Sembrava di leggere un manifesto di un partito di sinistra. Eccolo qui, un segno dei tempi: la difesa delle classi realmente o potenzialmente più deboli  della società non è più appannaggio del centrosinistra. E quindi un certo movimentismo ben organizzato sul territorio (come era organizzato una volta quello del PCI) porta consensi. E suppongo che pagherà sempre di più, se si dimostrerà non solo un vuoto contenitore di protesta e di lamenti. C’è da dire però che da un lato paga parlando alla pancia della gente soffiando sul fuoco delle paure causate dall’immigrazione, ma dall’altro sembra essere più vicino alla vita di tutti i giorni (se lo sia anche nella realtà è tutto da dimostrare)
  • tutto questo conferma il momento di grossa difficoltà del PD, partito che sembra lontano sia dalle esigenze di strati più deboli sia da quelle dei ceti produttivi. Un partito ancorato nello snobismo, in una antica presupponenza di superiorità che attualmente non ha più alcuna ragione di essere. Un partito che dovrebbe fare solo una cosa: svecchiarsi, nei fatti e non a parole, ricambiando completamente la classe dirigente e ringiovanendola a partire dalla fondamenta locali: più gioventù, più modernità, meno legami col passato, più primarie, più partecipazione dal basso, che dove sono state fatte bene hanno funzionato. Considerazioni che valgono sia per PD che per PS che RC e per un pò tutti i partiti di sinistra, che sembrano essere messi tutti molto male, sopravvivendo solo per rendite di posizioni consolidate, non si sa quanto solide pure in futuro
  • uno sguardo locale sulla Toscana: la sinistra complessivamente regge, la destra sale solo se presenta candidature innovative e contemporaneamente la sinistra fa harakiri. Candidature molto contestate come quella di Renzi a sindaco di Firenze han funzionato, proprio perchè basate sulla partecipazione dal basso e su programmi più moderni e meglio presentati. Anche a Firenze altre candidature avrebbero avuto molta molta difficoltà. La domanda che molti si fanno è: in futuro la Toscana reggerà all’assalto della Lega e del centro destra? Chissà, certamente se dimostrerà di essere più pratica e pragmatica, più comunicativa, sì senza problemi. Qualcuno a sinistra dice che lavorare troppo sulla comunicazione, sui programmi accattivanti, sia sinonimo di berlusconismo e quindi da accontonare se non da rifuggire come il demonio. Mah. Concezioni antiquate per il sottoscritto, il politico migliore è anche quello che vende meglio le cose che fa perchè riesce a convincere la gente che quel che fa è giusto. Alla fine chi mente non riuscirà a nascondere nulla, chi è convincente sarà vincente, specie se riesce a spiegare temi astrusi oppure argomenti delicati su cui è difficile avere consenso. Sì, lo so che è chi è di sinistra in Italia non è d’accordo: è uno dei motivi per cui attualmente la sinistra è perdente, infatti. Quindi, non è berlusconismo, è realismo, i politici in carica in tutto il mondo fanno opera di convincimento, a partire da uno che va per la maggiore come Obama.
  • non posso non chiudere sulle vicende del premier. Non mi riesce esser moralista come fanno alcuni a sinistra, anche un premier ha diritto di andare a letto quando e con chi gli pare nei limiti della legge. Non sono d’accordo sul discorso privacy invocato dalla stampa di destra, nel senso che l’essere personaggio pubblico impone anche un certo diritto di un popolo a poter valutare anche situazioni private. Però resta qualcosa su cui storcere la bocca: come lo squallore di chi sembra essere ossessionato dall’altro sesso. La ripugnanza nel sospettare che l’essere compagni di letto possa portare anche a incarichi politici o almeno candidature, e questo sì che va oltre la sfera privata e tocca il pubblico, ed è un fatto che impone delle spiegazioni. Infine, questa vicenda è solo l’ennesima dimostrazione di come sia anomala la situazione mediatica italiana: mentre altrove la CNN o il Times fanno servizi sulla vita privata di un premier di un altro paese scavando a fondo, qui si nasconde la polvere sotto il tappeto delle veline dei TG invocando il rispetto di una privacy che non sembra valere per tutti. Non penso si tratti solo di direttive dall’alto, sembra più uno squallido servilismo strisciante e ruffiano di basso livello, meccanismo pienamente italiano come il correre in soccorso del vincitore e del potente. Resta quindi solo l’evidenza, ormai talmente tacita e consolidata da neanche accorgercene più, di una situazione che è ai limiti del concetto di democrazia così come inteso nei paesi occidentali.

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