Da Pistoia a San Marcello


Un anno dopo essere arrivato al Passo dell’Abetone, ho deciso di riprovarci a metà. Nessuna voglia di pensare ad arrivare fino alla vetta, troppo lunga calda faticosa e dura: per quest’anno ho già dato. Affrontare anche solo 30Km non mi pareva un impegno da poco dopo il Passatore e la Eco dei Laghi.  Partenza molto presto per contrastare il caldo, alle 7,30 dalla bella piazza del Duomo. Bellissima la sfilata di tanti concorrenti per le vie di una Pistoia ancora  addormentata. Quest’anno fa molto fresco per la stagione, condizioni ottime per una gara generalmente bollente seppur in montagna. 5Km di lievissima ascesa su falsopiano, dove conviene andar tranquilli. Poi dopo un ponte si attacca la tremenda salita delle Piastre, lunga 8,5Km, durissima nei primi 3 Km dove penso sia sul 9% di pendenza media. Con i compagni di squadra tengo un buon ritmo, la brillantezza non c’è per niente dopo la gara tirata della sera precedente . Tanta gente in salita è una gara sempre affollatissima, molti li supero e non vado poi così malaccio. Arrivo al passo delle Piastre e ci buttiamo nel lungo falsopiano a favore della fredda valle del Reno, attraverso le antiche ghiacciaie. A Campotizzoro si torna a salire, si passa in mezzo alle antiche fabbriche metallurgiche e meccaniche vecchie di 100 anni, residuo delle utopie industriali e solidaristiche dell’Ottocento, ben strane a trovarsi qui in mezzo alla aspra montagna pistoiese: eppure ci sono, qualcosina funziona ancora – credo però non sopravviverà all’attuale crisi – ci sono ancora i resti dei bunker antiaereo dell’ultima guerra. Si percorre una lieve salita un tempo occupata da un trenino che dalla valle del Reno saliva alle fabbriche poi al passo dell’Oppio e scendeva a San Marcello. Si attraversa Maresca, ridente paesino ai piedi delle montagne che salgono al Corno alle Scale, davanti a noi la splendida vastissima Foresta del Teso. Salita ripida al passo dell’Oppio, poi discesa fino al bellissimo borgo medievale di Gavinana (quello del difensore della Repubblica fiorentina Ferrucci che dopo una battaglia disse a Maramaldo "vile tu uccidi un uomo morto"). Qui c’è il 25° Km, per noi manca pochissimo, per chi fa la gara lunga siamo solo a metà distanza e metà dislivello. In discesa sono un pò bloccato ma l’ultimo Km in piano verso San Marcello mi dà nuova grinta e finisco in ottime condizioni in 2h53′. C’è una bellissima atmosfera al traguardo, molti spettatori plaudenti, un bel sole che bacia le montagne boscosissime, tanti incitamenti per chi prosegue per i 50Km. Ampio ristoro, docce, risate, sole, cielo terso e chiacchiericci. Molto bello qui, sarebbe un’ottima località di partenza per gare di montagna. Guardo i partecipanti alla distanza lunga, li ammiro molto. Già questi 30Km sono duri ma assolutamente alla portata di chi ha il passo regolare e una appena discreta preparazione alla distanza. Ma i 50Km, sono tutt’altra cosa. Mi tornano alla mente i ricordi di un anno fa, la picchiata nella valle della Lima, il caldo e l’umidità terrificante in fondo valle, la salitona finale, senza respiro, sotto un sole africano, estenuante, che dà tregua solo quando sei già arrivato e sfinito. Sì, proprio tutt’altra gara e infatti molti la giudicano più impegnativa e massacrante del Passatore. Un giorno la rifarò, magari più motivato di un anno fa.

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