Pioggia e colori


Domenica mattina, sul presto: piove oramai da diverse ore, dal pomeriggio di sabato, e non accenna a smettere. Ma salto giù dal letto e mi dirigo all’Esselunga di Sesto Fiorentino per il primo Mini-Trail Autogestito tra i fiorentini forumisti di Spirito Trail, edizione ridotta per i pochi partecipanti – tre, me compreso. Diluvio, nubi minacciose, pioggia non battente ma comunque fitta. Ci sentiamo tanto bischeri mentre ci spogliamo. Partenza alle 8.10, direzione Quinto Alto, in mezzo alle stradine su cui tante volte mi sono allenato. Seguiamo l’asfalto fino alle case di Palastreto, fatto un solo Km e già siamo fuori dalla città, in mezzo al verde a oliveti e cavalli. Superiamo il cancellino della discarica e finisce il bitume, imboccando il sentiero che corre a fianco del torrente Zambra. La
prima parte è salita leggera, ma nel canyon si impenna – canyon, amo chiamare così questa gola stretta e umida in mezzo alle rocce, chiamata da Alessio "la gola dell’eremita" per la presenza di quella capanna. Superato il canyon seguiamo il sentiero lungo il torrentedivenuto ruscello, qui ci si inerpica di più in mezzo a rocce scivolosissime. Per fortuna poco fango. 3Km fatti e siamo nella natura selvaggia, non smetterò mai di adorare questi boschi così vicino alla città. Ultimo pezzetto ripido ed eccoci di fronte alla villa di Carmignanello. I miei sodali si guardano attorno stupiti, il bosco lascia spazio a una vista ampia, in alto la montagna boscosa sovrastata dalle nubi, in basso la piana uggiosa. Breve tratto pianeggiante fino alla fonte Giallina e si inizia a salire per piazzale Leonardo da Vinci. La compagnia si rivela estremamente piacevole: Biso e Rundiamo sono 2 veri podisti appassionati della natura e condividono con me la passione per il correre, la montagna, la campagna fiorentina, il mangiar bene. In 2 ore e mezzo non ci siamo chetati un momento, sempre a discutere di una gara o l’altra, di un sentiero qua o di uno là, di percorsi ipoteticamente belli da fare insieme, di chi fa i migliori tortelli di patate … Ci conosciamo dal vivo da un’ora ma ci sembra di conoscerci da tanto, in effetti accade sempre così tra chi condivide passioni intense. La salita prosegue, il bosco sotto il piazzale è quanto di più colorato ci possa essere, cangiante dal giallo al verde arancio rosso marrone. Il bosco è insolitamente quieto, silenzioso, solo il ticchettio della pioggia disturba le nostre chiacchiere. L’ultima parte della salita dopo il piazzale del ristorante Caravanserraglio è meno impegnativa, i lecci cedono il posto  ai pini e il paesaggio varia nuovamente fino al Poggio al Giro, vetta del percorso a 740 metri, dove fa un bel freddo e tira una brezza tesa. Davanti a noi si staglia il versante ripido della Prima Punta di Monte Morello, il freddo ci consiglia di scansarla e di tornarcene giù non prima di una sosta alla Fonte dei Seppi. La discesa, molto accidentata e sassosa, riporta alla Torre di Baracca. Costeggiando il Monte Acuto lungo un percorso di mountain-byke disseminato di trampolini per il downhill, si scende poi per un angusto tecnicissimo sentiero fino al Viottolone Ginori dell’omonima villa che l’ho adocchiato e pur non conoscendolo non potevo perderlo, e il trail in fondo è esplorazione: poi un meraviglioso tratto in piano costeggiato da cipressi.
Si prosegue scendendo lentamente alla necropoli sopra la chiesa della Castellina e ritorno a valle attraversando il parco di Villa Solaria. Percorso che ho fatto e rifatto mille volte ma stavolta mi son divertito un casino a far da cicerone e illustrare tutte le particolarità di questi luoghi. Si termina con uno spogliarello al freddo e alla pioggia davanti alle auto, sembrando così bischeri da far spaventare anche gli incauti automobilisti all’avventurosa ricerca di uno spazio per parcheggio. Il dado è tratto: una sola uscita e già mentre ci salutiamo pensiamo alle prossima,
dall’esplorare Monte Morello dal lato nord o a escursioni varie in Mugello. Alla prossima, ragazzi.

Traccia GPS: http://www.everytrail.com/view_trip.php?trip_id=412322

Non molto larga, questa banda

Come avrete letto, scrivo pochissimo o quasi in quanto privo a casa di una connessione telefonica. Ho una piccola chiavetta GPRS che usa la rete GSM di Wind, ma da queste parti in Mugello viaggia più lenta persino nel vecchio modem a 56K di quelli che usavamo una volta: magari avercelo adesso! In una rete che diventa sempre di più il modo migliore se non l’unico di chiedere informazioni, anche riguardo il settore della Pubblica Amministrazione, è molto grave che sia impossibile per tante zone avere accesso a contenuti della rete. E a me va bene: i miei cognati meno fortunati abitanti a Luco del Mugello sono anni che chiedono a Telecom la ADSL, ma quelli rispondono picche.

In questo contesto – ricordo che in Italia tantissimi non vivono nei capoluoghi di provincia ma in paesi più o meno piccoli – l’attuale governo della repubblica decide di tagliare i fondi per l’investimento per la diffusione dell’ADSL o simili. Provocando le ire degli operatori del settore come Fastweb, e quella di acerrimi nemici come la CGIL o la Confindustria. 800 miseri milioni, quando per una infrastruttura largamente più inutile – in quanto cattedrale nel deserto di ferrovie e autostrade – come il ponte di Messina si spenderebbero diversi miliardi di euro. Come dice il poeta, al peggio non c’è mai fine. Il dramma è non capire che le infrastrutture di rete possono persino sostituire le autostrade e le ferrovie, possono creare profitto per tante imprese: non sono solo un modo per chattare nel tempo libero. Cosa ci vogliamo aspettare da questi governanti?

Colori d’autunno (a volte ritornano 2)

Sempre senza ADSL e telefono a casa. Per un internauta è una tragedia ma ci posso far poco. Il peggio è che ancora non si vede la fine, si teme ci possano volere ancora 2-3 mesi. Ma prima o poi tornerò in pianta stabile

Una settimana fa: reduce dal Chianti, con la voglia di tornare a fare un pò di sana corsa trail nei boschi. La Valle del Carza tra casa mia e Vaglia è un tripudio di colori e ne approfitto per spostarmi a Paterno. Qui abbandono l’auto e risalgo il Carzola secchissimo come sempre. Molti MTBikers, ma soprattutto molti cacciatori: poi scoprirò che è zona di caccia, non la cinghiale ma a volatili. Mah, io comunque li vedo inoperosi. OK, salita a Pescina, salita agli Scollini poi via sulla Terza Punta. Solita meraviglia in vetta, peccato sia crollata la croce. Come al solito mi avventuro nel bosco verso le altre 2 vette, quel tratto è meraviglioso, non ripido ma un pò tortuoso, sentiero single-track, salti sui tronchi, fantastico. Arrivato sulla prima punta decido di scendere a Poggio Trini: tratto veramente fantastico, un angolo di sentiero veramente selvaggio, bello tecnico. Tornano agli Scollini andata e ritorno fino ai Seppi e poi di nuovo giù a Paterno. Rimane vivido il ricordo delle colline di Monte Senario e delle valli del Carza e della Marinella di Legri, coloratissime (e ora che è novembre lo saranno pure di più)

Traccia GPS: http://www.everytrail.com/view_trip.php?trip_id=399472