Non molto larga, questa banda

Come avrete letto, scrivo pochissimo o quasi in quanto privo a casa di una connessione telefonica. Ho una piccola chiavetta GPRS che usa la rete GSM di Wind, ma da queste parti in Mugello viaggia più lenta persino nel vecchio modem a 56K di quelli che usavamo una volta: magari avercelo adesso! In una rete che diventa sempre di più il modo migliore se non l’unico di chiedere informazioni, anche riguardo il settore della Pubblica Amministrazione, è molto grave che sia impossibile per tante zone avere accesso a contenuti della rete. E a me va bene: i miei cognati meno fortunati abitanti a Luco del Mugello sono anni che chiedono a Telecom la ADSL, ma quelli rispondono picche.

In questo contesto – ricordo che in Italia tantissimi non vivono nei capoluoghi di provincia ma in paesi più o meno piccoli – l’attuale governo della repubblica decide di tagliare i fondi per l’investimento per la diffusione dell’ADSL o simili. Provocando le ire degli operatori del settore come Fastweb, e quella di acerrimi nemici come la CGIL o la Confindustria. 800 miseri milioni, quando per una infrastruttura largamente più inutile – in quanto cattedrale nel deserto di ferrovie e autostrade – come il ponte di Messina si spenderebbero diversi miliardi di euro. Come dice il poeta, al peggio non c’è mai fine. Il dramma è non capire che le infrastrutture di rete possono persino sostituire le autostrade e le ferrovie, possono creare profitto per tante imprese: non sono solo un modo per chattare nel tempo libero. Cosa ci vogliamo aspettare da questi governanti?

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