Di tramonti, caprioli e boscaioli

Sabato pomeriggio, inizio aprile, cielo pulito, una bella luce primaverile. Cosa di meglio di un bel trail esplorativo sulle mie colline, che sto esplorando piano piano (troppo piano…). A sensazione, della serie "mi prefiggo una meta e la raggiungo passando un pò dove mi pare". Ecco, 1 Km e già sono su un bel sentierino ripidissimo e bello tecnico, quasi una mulattiera… anzi, scopro dopo, una mulattiera di boscaioli. Scopro infatti dopo un poco che si son mangiati diversi ettari di bosco in una valletta sopra casa, un pò nascosta. Avete mai provato a correre in un taglio del bosco? Un orrore unico: i sentieri anche se tracciati sono morti, sepolti, kaputt. Eppure si diceva che il mestiere di boscaiolo era estinto… mah, da queste parti sono più i boschi tagliati che quelli intatti. Che se ne faranno di questa legna? Alla fine mi è toccato tornare indietro nel fondovalle dove era rimasta una pista, non prima di aver perso la borraccio ed essermi scorticato le braccia. blog2  Ok, si riparte, Salgo lungo lo 00, una strada forestale su cui è tracciato il sentiero Bologna-Firenze. A Camporomano la stradella finisce e inizia un sentiero, veramente tosto, scavato dall'acqua in mezzo a muri di terra argillosa. Fango, fango, fango ma dopo un pò di bosco ecco i pratoni dell'Abbazia del Buonsollazzo.
Come dice il nome, deduco sia stata in passato una tappa obbligata, l'ultima probabilmente, della strada che tagliava l'Appennino. Ora l'Abbazia è in abbandono, abbandonate per fortuna anche i propositi di farne appartamenti. Vista notevole sulla vallata, sul castello del Trebbio. A Monte Senario, la montagna che domina la zona, ci arriverò un'altra volta, è tempo di scendere (discesa molto tecnica nella prima parte). Scendendo ecco che a un certo punto vedo un capriolo brucare l'erba dietro una curva: mi avvicino di soppiatto provando a immortalarlo ma si accorge di me e fugge. E sento il suo verso, e non mi ero mai reso conto che è pari pari l'abbaiare di un cane: blog1 mi spavento ma poi mi accorgo che era un grido di allarme. Scendendo, scopro per chi: in un pratone, una branco di una quindicina di caprioli sparsi, specialmente femmine. Qualcuno scappa, altri mi guardano e si lasciano fotografare da lontano: bellissimi e delicati, nella luce di uno scintillante tramonto primaverile.

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