Trail autogestito dei Malandrini

Pracchia è un paesino minuscolo col buffo nome nei pressi di Pistoia: per la particolare conformazione geologica della zona, in questa angusta e fredda valle, seguendo il Reno si scenderebbe verso Porretta e Bologna. Un paesino tra i tanti di un Appennino remoto, attraversato da una piccola ferrovia, primo tentativo nel '800 di valicare con strade ferrate la tortuosa catena montuosa che divideva in due l'Italia. Un paesino un tempo meta di villeggiatura per molti, ora meno battuto ma sempre gradevole. Soprattutto per noi trailer, specie rara che si aggira per i boschi affamata non di prede bensì di natura incontaminata, di paesaggi spettacolari, di boschi rigogliosi e di prati a perdita d'occhio. I miei sodali di quest'avventura di oggi, di questo Trail Autogestito – d'ora in poi nomati "i Malandrini" –  ieri si son fatti una specie di ecomaratona, giungendo qui da Prato, quasi 40Km e oltre 2000 metri di dislivello positivo ( solo 1500 in discesa). Oggi, domenica, mi aggiungo pure io e qualcun altro. Convenevoli e foto di rito, la partenza è subito in aspra e interminabile ascesa, ripida e tortuosa, tutta in single track, tutti in fila indiana ad ammirare il paesaggio che filtra tra i rami, la valle dell'Orsigna dove abita ancora lo spirito libero di Tiziano Terzani. Nel mentre della sudata salita, ecco l'apparizione di Beppe, quel mulo partito stanotte dall'Abetone e che ci ha raggiunto, tanto per allenarsi al buio. In compagnia di cotanto runner si arriva al rifugio del Montanaro, sosta e foto ed ecco al luogo che dà il nome a tutta la traversata: il Poggio dei Malandrini, dove finisce il bosco e inizia il crinale scoperto, prati e balzi di pietra, valli scoscese e gli impressionanti orridi. I suggestivi toponimi – Nevaia, Monte Gennaio, Pedata del Diavolo, Passo del Cancellino – ci portano fino al Rifugio PortaFranca, succoso e costoso tè caldo e si riparte fino alla salita del Passo dello Strofinatoio, dove il single track diviene una pietraia scoscesa, sotto la croce del Corno alle Scale. Qui, nei pressi del Lago Scaffaiolo, incontriamo torme di escursionisti che sfidano il meteo: il sole si è trasformato in una nuvola, foschie che solo raramente lasciano intravedere le verdi valli che scendono verso San Marcello o verso Lizzano in Belvedere o Porretta. Accurata e succulenta sosta mangereccia al rifugio, con ottime tagliatelle che ci forniranno le ultime energie. Dal lago è ancora tutto crinale, fino alla fine. Crinale nebbioso, incerto, il paesaggio della valle della Lima si fa vedere solo di rado. Si prosegue sfilacciati, il ritmo è diverso per tutti noi. Spigolino, Croce Arcana, Acquamarcia, la dura salita verso Cima Tauffi ove comincia il tratto più tecnico tra discesa ghiaiosa, single track in cresta e passaggi dove occorre usare le mani. Davanti a noi, la piramide maestosa del Cimone, grigia e temibile. Più vicine, le vette gemelle del Libro Aperto si possono solo immaginare, che sono dentro un temporale. Che si sente, un paio di fulmini cadono vicini, inizia a piovere tanto per non farci mancare nulla. Ma sapete che questa pioggia non dispiace per niente, col sole sarebbe stata molto più dura, e 4 gocce non danno così fastidio. Inizia l'ultima salita, verso il Libro Aperto, zuppi d'acqua. Ma chi si potrebbe mai avventurare in mezzo alla bufera a quota 1900 in una domenica di giugno, se non un gruppetto di trailer un pò bischeri? Finalmente la vetta del Libro arriva, inizia una tumultuosa e galoppante discesa verso quel paesino che si vede da tempo ma che ora appare a un passo. Discesa tecnica, divertentissima. Bosco, ultima salitella per Monte Maiori e arrivo in paese. Discesa, gelato, doccia. Saluti, con un pò di rimpianto. Ringraziamenti a chi si è prodigato per organizzare tutto… Kappadocio, Gaggio, Rundiamo, Fede e tutta la banda dei Malandrini, ma anche chi è arrivato fin qui da lontano, Massi, Roby, Nuvola… Certe giornate rimangono impresse nella mente e nel cuore, nessuna gara potrà mai pareggiare l'empatia che si sviluppa in certe occasioni con queste persone speciali.

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Ho provato a metter giù qualche parola. Posso solo aggiungere il report degli organizzatori,
http://blognew.aruba.it/blog.malandrinotrail.it/RESOCONTO_DEL_TA_DEL_MALANDRINO__5_6_GIUGNO_2010__32454.shtml
e qualche foto, non le mie che sono pessime ma quelle di Fede
http://picasaweb.google.com/aiosimona/TADelMalandrino560620101Tappa#
http://picasaweb.google.com/aiosimona/TADelMalandrino560620102Tappa#
e Alessio
http://picasaweb.google.it/kappadocio/TADelMalandrino#
e infine la traccia GPS: dopo lunghe elaborazioni, l'intero tragitto viene 70Km e qualche metro, 4700 dislivello positivo (3400 negativo)
http://www.everytrail.com/view_trip.php?trip_id=654873

E' passato qualche giorno, ma nonostante conoscessi bene quel percorso mi è rimasta una gran voglia di tornarvi…. ragazzi, quando si torna a correre?

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