Prima escursione vera in Mtb

In un mesetto e mezzo mi sono fatto una minima esperienza di mtb bike. Il mio mezzo è sicuramente modesto, pesante e poco maneggevole per andare dappertutto. Ma qualche bella sgroppata in giro per il Mugello me la sono fatta, asfalto e strade bianche principalmente, solo episodiche avventure off road in mezzo a fango e sentieri comunque in piano. Un bel giro sulla Panoramica Ronta-Gattaia mi riempie gli occhi dei colori luminescenti della valle inondata di sole: e mi fa capire di poter salire di livello. Una decina di giorni fa quindi mi sono sentito in obbligo con me stesso di ampliare il raggio: unirvi il concetto di esplorazione, fare una salita più tosta, impegnarmi su un terreno meno agevole.
Partendo da casa affrontando subito uno stradello fatto spesso di corsa, svolto verso la sconosciuta valle del Carlone. Una specie di gola stretta, un paio di cave, una strada bianca che sale lentamente e che diventa sempre più accidentata. Dopo uno spiazzo frequentato da cacciatori il fondo diventa davvero pessimo, buche sassi rocce lisce. Riesco a salire, non di ritmo come uso fare ma devo spingere e mi ritrovo a grondare sudore. Una fangosissima pozzanghera mette a dura prova l'equilibrio, idem l'attraversamento dell'omonimo ruscello quando la quota è già alta e la valle da gola diviene una specie di altipiano. In un paio di punti metto piede a terra, il terreno è troppo ripido e dissestato per sperare di rimanere in sella- Qualche bivio oscuro, viene qui in aiuto il nuovo cellulare che adeguatamente predisposto fa da navig
http://www.everytrail.com/swf/widget.swfatore sia pure in assenza di linea internet. Superato il bivio che porterebbe a Legri – prima o poi ci dovrò andare – ultimo strappo, il più difficile ed eccomi alle Croci di Calenzano, o meglio sul bosco che le domina, da cui si ammira sotto l'autostrada e sopra le montagne pratesi – Maggiore e Calvana. Mi copro adeguatamente e picchiata verso il lago di Bilancino sulla statale. Giro del lago su sterrato, breve tratto di asfalto e di nuovo off road su una splendida strada di campagna che mi porta a Galliano. Ritorno verso Lucigliano e Bosco ai Frati in un tratto fangoso e molto divertente, da san Piero opto per tornare a casa salendo la terribile salita verso la fortezza Medicea. Dopo 2 ore è veramente tosta, incredibile quanto queste salitelle siano ben più dure sulle 2 ruote che di corsa. Sentiero che costeggia il campeggio et voilà, eccomi a casa: il mezzo nonostante il peso ha fatto il suo dovere, si è meritato una bella pulita dal fango accumulato. Gran percorso, molto spettacolare, primo piccolo passo verso una esplorazione diversa da quella tipica del trail runner ma ugualmente eccitante.

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