Defatigamento (un par di palle) in MTB …

Post lunghissimo al Passatore ho voluto sfruttare una splendida giornata di sole, tersa e calda, per fare un lauto defatigamento in bici. Inforco le due ruote e risalgo il Carza sulla mulattiera per il Carlone, la stanchezza del giorno prima si fa un po’ sentire. La valle del Carlone è come al solito deserta, selvaggia, il sole batte in fronta e fa sudare copiosamente. Salita leggera ma fondo pessimo, a pietre e gradoni, nei pochi punti ripidi è difficile rimanere in sella tuttavia me la cavo egregiamente a scavalcare le pietre più grandi e a trovare la migliore traiettoria. Guado del torrente e ultima salita e si arriva tra Legri e Le Croci. Stavolta però sono in vena di esplorazione e mi fiondo verso Lavacchio, obiettivo il Castello del Trebbio, per arrivarci dovrò superare il monte che guarda il Lago di Bilancino da sud. Ci sono le segnaletiche CAI a guidarmi però a posteriori mi fanno prendere la strada peggiore per le due ruote, un sentiero single track nella boscaglia stracolmo di pietroni grandi, tocca riscendere chè non riesco a stare in piedi, comincia a dolere la schiena per i tanti colpi di reni dati per superare i gradini più grandi. Saliscendi fino alla chiesina di Cupo, un ambiente veramente selvaggio, si vede il Lago abbagliato dal sole e gli Appennini in lontananza. Ultima salita breve ma anche questa molto tecnica e poi una lunga discesa non ripida ma molto sconnessa, serve frenare molto spesso per evitare salti pericolosi, le spalle dolgono per tenere saldo il mezzo. Finalmente si arriva al Castello, nuova salitella per S.Giovanni fatta molto bene. Giro intorno al Lago affollato di turisti, oramai è quasi solo asfalto dove provo a spingere ma comincio a sentire la fatica. 40Km, oltre metà offroad su tratti molto difficili, 2h35', mi pare un'ottima prestazione.

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31,5Km

Due anni dopo, mi sono ripresentato al via in Via Calzaioli a Firenze in
mezzo al muccchio di eroi, veri atleti ognuno un campione nel suo piccolo
per avere anche solo il coraggio di prepararsi e affrontare quel colpo di
sparo che ti presenta davanti 100 km per arrivare al traguardo
Tranquilli, il mio era un semplice allenamento: sono così poco in forma che
da solo 30 Km non li farei mai, per cui c'ero anche io. Tanto per
motivarmi: fare da lepre all'amico Sauro – uno dei pochi lettori di questo
insignificante blog- al suo esordio, molto timoroso e
tentato di correr lento. Invece è giusto correre prudenti ma del proprio
passo. Mi sono divertito un casino a fare a scudiero. Certo che oggi era un
gran caldo, temperato da un bel vento fresco da nord che però soffiava
contro. Il vento spazza le nubi e i colori delle mie montagne oggi erano
veramente favolosi, nitidi e lucenti. Dura salita per Fiesole, saliscendi
massacranti, discesa fresca. Tante chiacchiere così per passare il tempo,
saluti agli amici che facevano da coreografici spettatori. La mia non-forma
si fa sentire al ristoro di Faltona e lascio il mio amico al suo destino
 proficuo ed emozionante (molto bene in salita con un ottimo 5h11 alla Colla,  un pò
in calo in discesa buona tenuta verso Faenza fino ad un buon 11h04).
Grande spettacolo, comunque. L'ho mai detto che una corsa del genere regala
emozioni così vivide che ogni maratoneti dovrebbe pensarci una volta nella vita?
Guardo la classifica finale, e vedo che Calcaterra – che
ho avuto l'onore di  salutare alla partenza cedendogli il posto al wc
chimico augurandogli un bel in bocca al lupo, e spiegando alla sua compagna
la strada per trovare il percorso di gara- ha demolito il record di
Ardemagni portandosi a 6h25' di risultato finale. probabilmente stimolato
dalla presenza di Di Cecco, all'esordio sui 100km e anche lui sotto
al recordo precedente con 6h28, staccato solo negli ultimi 20Km dal forte
tassista romano. Carlin come sempre prima in 7h45'. Sono degli alieni, dei
veri campioni.