Di nuovo trailer!

Meraviglioso fascinoso mistico trail del Falterona. Una gara importante per me, prima gara trail corsa da un anno a questa parte. L'ultima fu questa stessa prova, 364 giorni fa. Forma pochina, ma era giusto provarci su una montagna così vicina a casa. Da questo paesino in Casentino, Papiano, dove un bus ci porta alla partenza in basso nel paese più grande di Stia, patria del ferro battuto. Partenza subito in salita, anche abbastanza dura, passaggio dal castello di Porciano e poi comincia una lunga strada bianca, non ripida ma neanche facile. Mi accorgo di essere in grado di correre sempre, senza dover per forza camminare. In un'ora si arriva a mille metri dove il percorso corto scende, ma noi proseguiamo su, dove il gioco si fa duro. Nella sterminata foresta casentinese di pini abeti e faggi, e il percorso d'ora in poi su sentiero si fa molto molto ripido per circa 1Km dove si sale al 20%. Breve tregua che porta al lago degli Idoli e poi alla sorgente dell'Arno, e ultimo tratto prima della vetta su un single track asperrimo e umidissimo che in 1300 m ci fa salire di 300m. 12° Km, ecco la vetta al solito immersa nelle nubi che impediscono la visuale, la salita è stata dura e lunga, 1h55' per 1200 mt di dislivello. A differenza di un anno fa non inizia la lunga discesa bensì un tratto in cresta sul confine tra Toscana e Romagna. Si tocca il Monte Falco dove si incontra il GEA e gli impianti sciistici di Campigna. Sensazioni difficili a raccontare: peraltro con i pochi partecipanti sono da solo da oltre un'ora e lo sarò quasi fino alla fine, nessuna anima viva a parte qualche escursionista e gli addetti dell'organizzazione. Ma era tanto che non vivevo quell'emozione del trail, una comunione mistica con la natura, la sua bellezza, la sua maestosità. Sul crinale appenninicoa la riesco a vivere così tanto da non sentire la fatica, immerso su questi falsopiani asfissianti, su una mulattiera immersa nei faggi che la coprono come un tunnel, un in fantastico indimenticabile single track in mezzo ai pini mughi. Fino ai pratoni della Burraia, maestosi assolati e deserti.
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La Toscana è colma di foschie, la Romagna invece serena e luminosa, e si vedono le colline che dalle vette degradano verso Premilcuore, Santa Sofia, Forlì. Inizia la discesa in solitaria, pochi i tratti ripidi e molti tecnici, sempre in mezzo alle foreste che spesso lasciano ampi spazi a pratoni di felci. Al ristoro successivo si entra in una foresta di pini talmente fitta da avvertire l'odore di resina, in un single track in pianura tortuoso sui ripidi fianchi del Monte Falco, dove si era passati poco prima 500 m più su. Vengo sorpassato da alcuni che si erano persi nonostante le buone segnalazioni, càpita: poi, di nuovo da solo sempre fino all'arrivo. All'ultimo ristoro si entra nel sentiero finale, tecnicissimo colmo di sassi ai margini di un torrente rumoroso.
Il tratto finale è assolato e arranco in salita, oramai ingolfato dallo sforzo in discesa. Picchiata finale sul pavè fino all'arrivo. Veramente soddisfatto, anche perché arrivo relativamente fresco. In sintesi percorso veramente eccellente, tosto ma nient'affatto impossibile, organizzazione buona e presente sul percorso. A freddo analizzando il dato osservo che il ritmo è stato il medesimo dell'anno scorso, sia per la salita fino al Falterona che in discesa, solo che stavolta c'erano pure 6Km in più, l'intermezzo sul crinale in alta quota e tanti falsopiani e salitelle nella seconda parte. Quindi, data la maggiore lunghezza e il maggior dislivello, decisamente meglio, nonostante il poco allenamento. Niente male, trailer!

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