Tallone d’achille, il mio (uffa)

Praticamente l’unica parte debole del mio corpo di runner. Primo infortunio nel 1991, risolto subito, a 20 anni era facile. Poi nel 1997, tendine che si mise a urlare nel mezzo di una seduta di ripetute lunghe, mi fermai di botto. Stop di 4 mesi. Poi si passò al tendine sinistro nel 2004, una tendinopatia inserzionale non totalmente invalidante ma che mi permetteva al massimo lievi sgambatine. Temo che ora ci risiamo. La costante di questi problemi? Il non allenarsi. Più mi alleno, meglio sto. Preparavo gare massacranti in pianura o sui monti e niente. Meno corro, più acciacchi mi vengono. Corro meno di frequente per prudenza e mi sento peggio. 2 settimane di riposo, sci sulle dolomiti, terapie varie ogni sera alla SPA – idroterapia, bagno turco, sauna – e quando torno a correre è peggio di prima. Fosse poi un vero infortunio… invece m permette comunque di allenarmi, ma non di allenarmi bene. Intanto il peso cresce. Beh, domenica comunque pero di tornare a fare una sgambatina sulla neve attorno casa. Ma nulla di così interessante di cui parlare. Scusate quindi se prossimamente parlerò d’altro, soprattutto di politica temo (viviamo in tempi bui e la luce si sta affievolendo)

 

 

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