Sondaggi elettorali o lancio dei dadi?

ovvero, del perché stavolta i sondaggi potrebbero sbagliare più del solito. Qui sotto

si possono trovare le medie finali tra tutti i sondaggi svolti nell’ultimo periodo su scala nazionale (per la Camera). Situazione abbastanza chiara, non ci sono molte discordanze tra i vari sondaggisti: e le medie, dato il numero elevato di persone “campionate”, non dovrebbero sbagliare più di tanto. Ma dirò perché nemmeno possono essere precise più di tanto
Un po’ multiforme invece la situazione sondaggi per il Senato, che come è nota contano su base regionale, un po’ come le elezioni presidenziali americane. Multiforme nel senso che ci sono molte più discordanze tra i vari sondaggisti (ad esempio su Piemonte e Veneto). Un po’ tutti danno però come situazione di grossa vicinanza tra le 2 principali coalizioni in Lombardia e Sicilia, e un lieve vantaggio del centrosinistra in Friuli Campania Puglia, un vantaggio un po’ più consistente in Piemonte e Calabria per il centrosinistra e per il centrodestra in Veneto. Con le altre regioni date molte probabili al centrosinistra. I rumors che girano in rete negli ultimissimi giorni sui sondaggi non divulgabili confermano più o meno questa situazione.
Qui una situazione rappresentata da due sondaggisti, SP e Tecnè

Molti commentatori hanno evidenziato delle discrepanze tra i sondaggi nazionali e quelli regionali. Infatti nel 2008 il centrodestra fu il primo partito in alcune grosse regioni con larghissimo margine. Per esempio Sicilia Lombardia e Veneto di oltre 20 punti. Se adesso quelle stesse regioni sono diventate contendibili dal secondo avversario in lizza, il centrosinistra, che sembra avere a livello nazionale una forza comparabile a quella che aveva 5 anni fa, è logico pensare che qualcosa non torna: o sono sbagliati i sondaggi nazionali (sovrastimando il centrodestra) o sono sbagliati quelli regionali (sovrastimando il centrosinistra).
Cosa può essere successo quindi? O sono stati cannati alla grande i campioni di intervistati per i sondaggi delle regioni oppure i sondaggisti hanno tenuto conto di questa sottostima storica del 2% di Lega + PDL nelle rilevazioni nazionali e hanno sovrastimato questa forza. O un mix di entrambe le cose, come ritengo personalmente. È comunque difficile dare una risposta in anticipo in quanto in Italia non c’è una tradizione collaudata di sondaggi sulle sole regioni, come c’è invece negli USA, quindi i dubbi sono leciti.
Se guardiamo alla storia della recente sondaggistica italiana, si nota un fenomeno comune nelle ultime 2 elezioni: una sottostima della percentuale del centrodestra di circa 2 punti percentuali, una sovrastima della sinistra radicale. Ipotizzabile quindi che le 2 coalizioni siano vicine e che siano sbagliati i sondaggi regionali. Ma le cose sono ancor più complicate. Nel 2006 c’erano solo 2 coalizioni che presero in tutto il 99,5% dei voti validi! Nel 2008 c’erano 2 grosse coalizioni che si spartirono l’84% dei voti più alcuni piccoli partiti che si spartirono circa l’11% dei voti. Stavolta la media dei sondaggi assegnano alle 2 coalizioni maggiori meno di 2/3 dei voti. C’è una consistente coalizione moderata, e alcuni piccoli e agguerriti nuovi partiti, uno dei quali – 5 stelle – in forte crescita e “votabile” sia da chi si ritiene di destra o di sinistra.
Cosa comporta tale frammentazione? Che non ci sono serie storiche sufficienti per stimare la forza di tali partiti, non si sa come i loro elettori rispondano alle interviste dei sondaggisti. E che quindi stavolta gli errori possono essere più marcati. Prevedo ad esempio che se faranno gli exit poll stavolta potrebbero essere pure più peggiori delle altre volte, quando già erano pessimi.
In tale scenario complicato, i numeri sono l’unico elemento su cui possiamo fare ipotesi.
Ad esempio questa rilevazione è interessante perché mostra che i maggiori rischi li corre il centro destra: rischio di maggiore astensione, di maggiore cessione di voti verso la lista di Monti, di Grillo e di Giannino

E che forse anche la classica sottostima dei sondaggi per i centrodestra stavolta può portare a sottostimare anche queste ultime 3 liste. Specie quella di Grillo: cosa che nei giorni scorsi hanno lasciato trapelare sia alcuni opinionisti sia i recenti attacchi mossi dal quotidiano il Giornale sia a Giannino che a Grillo, o il fatto che Berlusconi abbia sposato alcuni punti del programma del Mov. 5 stelle. Fatto avvalorato ancor più da questa statistica  che mostra continui travasi di voti dal centrodestra alla lista grillina con una somma complessiva più o meno costante; il travaso di voti dal PD al Mov. 5 stelle qualcuno dice sia minore, anche per una maggiore fidelizzazione dell’elettorato di centrosinistra (personalmente ipotizzo un ottimo risultato del mov. 5 stelle che dopo il caso MPS ruberà diversi voti al PD ma che potrebbe impedire affermazioni del centrodestra in alcune regioni chiave e paradossalmente quindi favorire proprio il PD)
Il succo di tutto ciò? Che malgrado un certo vantaggio consistente del centrosinistra, stavolta le previsioni elettorali dei vari opinionisti potrebbero essere pure più sbagliate del solito.
Non faccio previsioni, dico solo che mi aspetto almeno 4-5 sorprese rispetto a queste medie di sondaggi (la scienza dei sondaggi sarà anche migliorata ma una frammentazione come quest’anno non c’era da decenni nel panorama italiano). In ogni caso sapremo qualcosa già dall’affluenza e da come è distribuita tra le varie regioni. Alcuni dicono che se sarà attorno al 80% Berlusconi potrebbe avere ottime chance di vincere alla Camera per pochi voti. Possibile, ma comunque non facile. Anche perché tutti concordano nel dire che una affluenza del 80% (come 5 anni fa) sarebbe incredibile, si ipotizza tra il 74% e il 78%
In conclusione, difficile in Italia in questa situazione fare come negli USA, dove c’è chi come Nate Silver ha azzeccato al 110% le elezioni presidenziali.
Non ho mai mai visto una campagna elettorale così , senza la minima proposta realizzabile , con tutti a discutere sul nulla, su proposte irrealizzabili o così fumose da poter avere poi le mani libere “…tanto non avevo promesso niente”. In pratica tutti ridotti a parlare delle boutade berlusconiane su IMU e condoni, irrealizzabili ma dette comunque perché ottime promesse per raccogliere voti.
Sono particolarmente deluso dalla campagna del PD, con una vaghezza poco credibile per un partito che è stato tanto all’opposizione. Unica minimale eccezione il programma neo-liberale di Fare molto basato su dati numerici, lista che però difficilmente raggiungerà il 4% per accedere alla Camera data la poca tradizione liberale italiana.

Scenari post-elettorali. Ne parliamo dopo le elezioni. Riassumo qui solo dei brevi pensieri
– un eventuale governo con una discreta maggioranza, che sia coeso o meno, dovrà affrontare momenti bui. Già ci sono voci sulla necessità di una manovra bis (altro che restituzione dell’IMU…), e le prospettive macroeconomiche per l’unione europea non parlano minimamente di crescita. Ma solo di un perpetuarsi della crisi
– nel caso di uno stallo totale con l’impossibilità del formarsi di qualsiasi coalizione, o nel caso di un peggioramento drastico della crisi, le pulsioni più qualunquistiche potrebbero portare a scenari simil-ellenici, con una ingovernabilità ancor maggiore anche dopo elezioni successive. Cosa che potrebbe portare pure a una crisi per mancanza di fiducia nell’italia, con primo effetto un balzo repentino dello spread

Aggiornamento:
Gli ultimi rumors non segnalano novità, o forse solo che la famosa “rimonta” berlusconiana non ci dovrebbe essere. In compenso i bookmaker hanno rivisto le quote su chi sarà il nuovo presidente del consiglio incrementando le chance per Bersani. Per chi volesse essere aggiornato sulle ultime voci , consiglio le corse clandestine dei cavalli oppure la mailing list di Electionista

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