I miei trail della scorsa primavera: Borbotto e Marnia

(con ritardo enorme, anzi di più…)

Torniamo con la macchina del tempo a metà maggio…

Un lavoro di 15 giorni fa – 15×100 in salita + 1000 massimale – mi lasciò pimpante nel morale ma devastato sul piano fisico. Almeno 3 giorni con anche i lavori lenti e brevi fatti a fatica, un corto veloce abortito ai 2000 – 8’41” un 5000 finito in netta difficoltà in 22’11”.
Mi ero già fatto la convinzione che anni di trail e di lunghi abbiano convertito le mie fibre muscolari e che adesso, se da una parte non ho grossi problemi a fare distanze lunghe anche senza allenamento, dall’altra ho difficoltà ad affrontare ritmi intensi. Lavori simil-HIIT molto difficili, quindi. Però credo valga la pena insisterci, credo ci dedicherò l’estate.
7giorni fa, gara trail non competitiva dietro casa, uno spettacolo. Solo 14Km ma 500m di dislivello. Buon test, 2-3 minuti in meno rispetto a 2 anni fa quando preparavo il Ventasso.
Ultima settimana, solo lavori rigeneranti tranne mercoledì. Variazioni di ritmo, 8x (500 a 4’21 rec 500 a 5’14) per un totale di 8Km in 38’18”.
Domenica (12 maggio), gara trail spettacolare sul Monte Falterona, durissimissima, 20Km e 1200m di dislivello, 3h5′. Neve in vetta, mai ero sceso da una pista da sci senza sci bensì sulle scarpe da trail.

Ormai ne ho fatte di gare trail in carriera. Da gare corte a gare lunghe come una maratona, e pure qualche skyrace. Eppure c’è sempre modo di meravigliarsi, trovando nuove gare in ambienti stupendi. E’ il caso del Trail del Borbotto, che per fortuna si trova anche abbastanza vicino a casa, sulle pendici del Monte Falterona, dove nasce l’Arno tra Toscana e Romagna. Monte già affrontato più volte nel trail di Stia, versante casentinese, mentre qua siamo in quello mugellano. Partenza da un minuscolo paesino a 700mt, Castagno d’Andrea noto per aver dato natali a un grande pittore, Andrea detto ovviamente del Castagno.
Partenza micidiale, 5Km con forti pendenze che infatti ci vuole un’ora a percorrerli, finisco con una VAM di circa di 750m ma in difficoltà in vetta alla prima montagna, Monte Acuto. La giornata è parzialmente nuvolosa ma comunque soleggiata, e ci regala splendidi panorami delle immense foreste della zona. Colori e profumi durante l’ascesa sono fortissimi, vegetazione lussureggiante, correre nei boschi di pini è favoloso. Discesa successiva breve ma molto tecnica fino al laghetto denominato Gorga Nera, alla sorgente del Borbotto si attacca la seconda salita verso la vetta del Falterona in mezzo ai faggi, un pò meno ripida ma fatta in condizioni non ottimali. Qua soffro decisamente specie nell’ultima parte dove si fa più ripida e tecnica, con numerosi passaggi su alcuni nevai residui. La vetta si apre all’improvviso annunciata da caratteristici passaggi tra i cespugli di pini mughi, questo uno dei pochi luoghi dell’Appennino ove crescono. Discesa brevissima fino al crinale del Monte Falco, panorami mozzafiato stavolta sui monti della Romagna. Ed ecco la discesa per le piste da sci di Campigna: piste da sci ancora perfettamente innevate!!! Per non scivolare basta appoggiare di tacco ma resta comunque tosto. Al termine inizia una lunga strada forestale che riporta alla fonte del Borbotto, le gambe di marmo impediscono di mantenere un buon ritmo. Si va all’arrivo poi per un bellissimo sentierino in discesa ripida, riesco ad essere incredibilmente agile , anche stranamente perchè quando si torna sull’asfalto ho le gambe di granito. Finisco, lo confesso, sfinito, come mai mi era capitato in una gara di 20Km. Saranno anche i 1200 m di dislivello positivo concentrati quasi tutti nei primi 10Km: per le difficoltà tecniche direi che siamo quasi al livello di una skyrace. All’arrivo grande festa della mia società podistica, una ventina di stradisti per un giorno convertiti con piacere al trail più duro: e devo dire con grande soddisfazione, dopo vari anni possiamo dire che il trail ha conquistato il cuore di molti nonostante la fatica cui obbliga.
Non c’erano molti podisti, anche perchè Castagno d’Andrea è lontano da Firenze, figuriamoci dal resto d’Italia. Ma spero che questo trail sopravviva, sia nella versione di 20Km che in quella di 37Km (magari con un percorso migliore, la corta in proporzione è troppo più bella): sono gare entrambe durissime ma veramente spettacolari in un parco naturale incontaminato, in una foresta tra le più splendide e lussureggianti d’Italia.

La domenica dopo…

In Valdarno superiore c’è questo paesino microscopico nel fondovalle, si chiama Leccio e già il nome ricorda i tanti boschi della zona, ricchi di acacie e vari tipi di quercia. Ora il paese è praticamente immerso in un outlet popolato da grandi firme della moda ma resiste in mezzo alle villette una casa del popolo dove da un 15 anni organizzano ‘sta garetta chiamata Marniatona, di circa 16Km totalmente senza traffico su strade bianche e sentieri della zona. Dall’anno scorso hanno iniziato con questa Marniatrail, gara di 28Km con non molto dislivello ma con frequenti saliscendi. Un anno fa non ero allenato e stavolta invece ce l’ho fatta a prepararmi, accompagnato da numerosi compagni di squadra sempre più orientati al trail.
Partenza nel parco di Sammezzano, si sfiorano le famose sequoie del parco e si sale al castello prima di una picchiata in discesa veramente ripida: si intuisce subito il leit motiv della giornata, l’umidità e il fango veramente mai visto su questi percorsi. Segue una lunga salita leggera su sentiero largo fino a superare il bosco e arrivare alla campagna agricola a metà collina, ricca di ulivi per cui la zona è rinomata. Discesa molto soft tranne l’ultimo Km abbastanza tecnico, poi a circa metà gara il primo strappo breve ma ripido: il fango copiosissimo rende difficile lo stare in piedi e bisogna cercare l’erba su cui poggiare i piedi con efficacia. Bivio tra i 2 percorsi, inizia una salita lunga generalmente facile… lo sarebbe, se non ci fosse un fango terribile su questo sentiero single track nel bosco. Si torna in campagna più in quota, suggestivo passaggio in fattoria, nuova picchiata fangosa in discesa prima dell’ultimo strappo con tanto di capriolo che ti attraversa la strada. Viste impressionanti sulle balze valdarnesi, questi dirupi che hanno mangiato le colline mostrano una terra rossastra, molto suggestive. In vari punti si corre quasi sullo strapiombo. Penultima salita al 22°Km, uno strappo al 25% almeno più che fangoso, praticamente si fa un passo e si rimane nello stesso punto, devastante. Falsopiano e ritorno su sentiero (fangoso). Novità nel finale, con salita fino al Castello di Sammezzano, 1Km veramente durissimo su lastroni… mannaggia, quante maledizioni, gli altri anni si arrivava al paesello.
3h7’ per fare 28Km netti (dislivello +720 – 620), un trail tutto sommato facile dove si corre quasi sempre… peccato per il fango. Ottima organizzazione anche se semplice molti trailer professionisti alla partenza. Doccia (fredda ma siamo spartani) e poi pranzo con i fagioli del Pratomagno.
Peccato che per il secondo trail di fila in una settimana cui partecipo qualche malvivente si sia appostato per rubare nelle auto, non nella mia fortunatamente… sempre detto che è bene non spogliarsi in macchina.

In 15 giorni ben 3 trail nella provincia di Firenze. La mania è esplosa, ormai le sovrapposizioni sono la norma non solo nel calendario nazionale ma anche in quello regionale.
3 trail diversi: il primo e l’ultimo gare storiche completamente offroad. Il secondo alla prima edizione. Il primo (Scarabone) 14Km, il secondo (Borbotto) 20Km, il terzo (Marnia) 28Km. Il secondo quasi una skyrace, gli altri con poco dislivello ma varie difficoltà.
Tre gare che mostrano 3 aspetti diversi della montagna fiorentina: le propaggini dell’Appennino, la campagna del Valdarno, l’alto Appennino. L’aspetto in comune: il bosco! sapevate che la Toscana è la regione italiana con più superficie boschiva?

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