Qualche considerazione su Rio2016

E anche questi Giochi Olimpici sono finiti. Rio non è stata come Londra, perché naturalmente il Brasile sconta più problemi dell’Inghilterra, ed è stato pure meno affascinante. Ma forse meglio del previsto, meglio dei disastri organizzativi che si paventavano. A parte la nota piscina verde, la cosa più brutta è stata il vedere gli spalti semivuoti, con poche eccezioni. Prezzi troppo alti? Probabile.

Faccio alcune considerazioni qua e là, su vari aspetti

  1. Abbiamo visto pochi campioni nuovi, molti campioni “vecchi”. Phelps e Bolt oramai ci hanno abituato e le loro imprese sembrano normali, ma resteranno tra i più grandi campioni della storia, autori di imprese memorabili. La Ledecky c’era già ma si è confermata alla stragrande, una futura Phelps. La novità principale è stata la ginnasta Simone Biles, veramente mirabile anche se non infallibile come si è visto alla trave. I campioni “nuovi” non sono stati molti, o non molto “noti”. Era tutto abbastanza previsto. Tra questi, da segnalare con 3 ori la grande Katinka Hosszu, che ha fatto un terzo del medagliere magiaro. Ma non è un’atleta giovane. Non abbiamo quindi visto dei campionissimi pigliatutto in vista di Tokyo.
  2. i Giochi hanno mostrato una situazione sportiva mondiale in buona salute, con l’eccezione dei casi doping che al momento riguardano più il passato che il presente. Ma faticheremo a liberarcene. Gli sport principali sono stati il solito grande spettacolo, in primis atletica nuoto e ginnastica. Ma anche gli sport di squadra, inclusi quelli a noi poco noti come hockey (dove gli europei ora soppiantano indo-pakistani) e pallamano (clamorosa la vittoria danese). Con la sola nota esclusione del calcio maschile, che ha sempre meno senso come si nota dalle numerose defezioni. Ha convinto il bel rugby a 7, non hanno convinto le assenze nel golf maschile che forse avrà bisogno di un paio di edizioni di assestamento. Le discipline che convincono meno restano, come da sempre accade, quelle dove la componente dei giudici sembra preponderante (nuoto sincronizzato, ginnastica ritmica) e suscettibile di decisioni politiche (marcia, boxe). Sarebbe opportuno rivalutare la presenza di tali discipline ai giochi a discapito di altre meno manovrabili come karate o squash
  3. la copertura mediatica è stata buona: stranamente la Rai, coi suoi limiti e la sua impronta molto da vecchio secolo, ha fatto meglio del previsto con 3 canali dedicati e soprattutto il sito completo di tutte le dirette e soprattutto un meraviglioso on demand che permette di rivedere tutto. alcuni limiti di commentatori e cronisti ci sono, altre imprecisioni e talvolta poca professionalità e tanto troppo tifo. ma onestamente sono stati fatti enormi passi avanti da Pechino, l’ultima edizione in cui Rai aveva l’esclusiva
  4. un’occhiata al medagliere per nazioni. hanno preso medaglie 87 paesi, più che a Londrà. alcune piacevoli novità nel medagliere come Fiji e Kosovo. In testa gli USA, che si confermano fortissimi in ogni disciplina. una vera nazione votata all’Olimpiade, nonostante manchino completamente gli aiuti di stato. la vera sorpresa è stata la Gran Bretagna: per la prima volta un paese ha preso più medaglie nell’edizione successiva a quella in cui ha ospitato i Giochi, e già 4 anni fa ci stupirono assai. il loro modello di sussidi allo sport finanziati da lotterie si è confermato valido nel raccogliere soldi e validissimo nel gestirli. sia di lezione a tutti. la grossa delusione nel medagliere è stata la Cina, che è quasi sparita ad esempio nella ginnastica. Forse politicamente pensano più ad altri sport, tipo il calcio. Male la Russia, penalizzata dall’assenza dell’atletica ma abulica pure in altre discipline come il nuoto. Forse l’esclusione dell’atletica è stata un pò forte, e la sanzione sarebbe più giusto rimandarla ai giochi invernali, d’altronde è a Sochi che hanno fatto le peggiori cose: auspico quindi che siano esclusi da Pyeongchang 2018. Buone altre nazioni come Giappone e Francia, benino Corea e Australia in calo rispetto a Londra. Non ci sono state grosse sorprese, tranne forse l’Ungheria (che ha beneficiato della Hosszu). sono state fatte numerose analisi sul rapporto tra medaglie e popolazione e PIL dei vari paesi. Io ne ho fatta una medaglie per reddito medio a parità di costo della vita: si vede come paesi poveri come Etiopia Kenya ma anche Cina e Russia rendono moltissimo e conquistano tante medaglie. Altre ricche come Singapore o i paesi arabi invece rendono pochissimo. A sorpresa, anche USA UK Germania e Francia rendono molto per il reddito procapite che hanno. Vanno molto male invece paesi ricchi ed organizzati come quelli scandinavi
  5. veniamo alla situazione italiana. L’Italia riesce a migliorare Londra, con molti argenti. Si conferma nelle prime nazioni del medagliere, qualunque metrica si utilizzi (ori o numero di medaglie). Questo è un dato positivo per il nostro paese, dove si sa che lo sport che non è il calcio non è molto ben apprezzato nè praticato. Buoni anche i dati rispetto a PIL reddito e popolazione. Il dato migliore l’ho letto sulla Gazzetta dello Sport : a differenza di Pechino e Londra, in cui l’età media dei medagliati era sui 30 anni, stavolta si è posta sui 25. Il dato migliore da Los Angeles. Possiamo vedere Tokyo con occhi più ottimisti. Va alla stragrande il Tiro, bene la Scherma, benino le cose in vasca coi migliori (una lode a Tania nostra che abbandona col massimo risultato in carriera, 2 medaglie sudatissime). Si rivede la pista, novità graditissime nel judo, andate bene pure le squadre anche se non come la Serbia.
    i punti deboli: 1. il movimento del nuoto, ci sono stati molti fallimenti tra i vari atleti (e non parlo della Pellegrini, che al massimo poteva arrivare a un bronzo ). sicuramente c’è molto da rivedere nella programmazione 2. alcuni sport vanno male e non mostrano poi molto: boxe, canoa, lotta (nonostante l’acquisito Chamizo), vela. Sono discipline che regalano un sacco di medaglie eppure anche le stesse presenze sono molto molto basse. Non dico di puntare a pareggiare il Regno Unito ma qui potrebbero esserci molti più italiani. Oltre ai campioni, pare mancare il movimento. Anche nel ciclismo su pista potremmo far meglio. 3. il vero bubbone del nostro sport: l’atletica leggera. Prima edizione senza medaglie da 60 anni. Non mancano i campioni, manca il movimento, le prospettive, l’organizzazione. E non si notano miglioramenti. Alcuni forti atleti come Tamberi che potrebbero salvare la baracca non bastano: se poi mancano…. Tutto da sbagliare, tutto da rifare. Ma non è la prima volta che si dice
  6. qualche omaggio ai nostri campioni: Campriani con due ori e una grande umiltà è sicuramente un grande del nostro sport attuale, ma la medaglia più pesante è stata probabilmente quella di Paltrinieri, un campione ancora giovane che potrà confermarsi se saprà reggere la pressione: cosa che ha già affrontato benissimo stavolta. La rivalità -amicizia con Detti lo potrà aiutare. Tra gli altri medagliati, menzioni speciali per i ragazzi della beachvolley, quelli della pallavolo in sala con la nuova icona popolare Zaytsev, la suddetta Cagnotto, il judoka Basile e Viviani autore di una grandissima prova contro avversari enormi come Cavendish

Qui sotto i miei personalissimi premi

1) BEST OLYMPIC EVENT:
i 400 piani maschili di atletica, per l’elevatissimo livello di tutti i finalisti e il grande risultato di Van Niekerk in ottava corsia
2) BEST ITALIAN EVENT:
i 1500 stile di nuoto, gara evento. più dello skeet donne, il nuoto conta di più
3) TOP OF THE FLOP (WORLD):
avrei tanti nomi: il calcio donne brasiliane, Djokovic + Serena Williams (ma il tennis non mi intriga ai giochi), le sorelle Campbell nel nuoto che comunque qualche medagliuccia l’han presa…. i pessimi cinesi della ginnastica. Ne dico un altro, un atleta che ammiro meno di zero e che si è rivelato un vero flop: Gatlin
4) TOP OF THE FLOP (ITALY):
qualche nome lo avrei… gli sport in cui siamo rimasti a secco (vela, boxe), le ragazze del Italvolley (che però hanno affrontato un girone tremendo)… allora dico: la nostra FIDAL , con l’atletica per la prima volta senza medaglie dopo 60 anni e 15 olimpiadi
5) MAN (OR WOMAN) OF THE GAMES (WORLD):
Bolt. 9 oro, terza tripletta in 8 anni. mostruoso. la sua forza è tale che tendiamo a sminuire la sua forza
però dico anche una donna, e dico la Simone Biles
6) MAN (OR WOMAN) OF THE GAMES (ITALY)
Campriani
faccio anche un podio e ci metto Paltrinieri e Viviani
peccato per la pallavolo, avrei dato la palma a loro in caso di vittoria
7) PREMIO DELLA CRITICA
faccio fatica, menziono un pò di nomi a caso
– Van Niekerk nei 400 in una prestazione indimenticabile
– il concorso individuale della Biles
– i 3 argenti ex aequo nei 100delfino
– l’arrivo mozzafiato di Maya Dirado nei 200 dorso
– la prestazione di una normalità disarmante di Katie Ledecky, che vale la Biles
– i 10mila alla follia della Ayana

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