Vòlli, e fortissimamente vòlli

Insomma, è andata.
Ma la mia gara non è andata bene solo ieri, a Calestano al Tartufo Trail. Ieri è stata solo il culmine di un percorso, che mi ha portato a riscoprire la voglia non di correre ma di allenarmi, come non mi succedeva da diversi anni.
Un percorso breve, solo per rendere la sfida più difficile e sopra le righe. 5 mesi fa, accorgendomi di un sovrappeso non più sostenibile, riprendo a correre dopo 3 mesi in infortunio. E mi metto a dieta, ben stimolato dai miei colleghi. La scintilla è scoccata il 3 giugno, assistendo al mio team alle prese con un ultratrail neanche dei più duri, la Via degli Dei. Che passa a 1Km da casa mia, e lì andrai a trovarli, acciaccati, affamati, disidratati. Mi credete se vi dico che proprio assistendo alla loro devastazione fisica e morale scoccò dentro di me la scintilla del desiderio di provarci anche io?! Ok, siamo malati, si sa, ma dovreste sentire l’overdose di endorfine che ho assaggiato in questo tempo. Dicevo, ricomincio ad allenarmi, faccio vari trail in cui sperimento il fondo classifica, continuo a perdere peso rinunciando o limitando pizza gelato e birra. Ma avevo questa motivazione alta, finire il Tartufo Trail per poter prendere i punti necessari per poter partecipare alla Lavaredo Ultratrail col mio gruppone. E sapevo che con poco tempo per allenarmi il modo più efficiente per “velocizzarmi” era dimagrire. Ok, passano luglio e agosto, avverto segnali positivi ma non quanto speravo. Le prestazioni positive nella seconda metà di settembre dei trail delle 5 terre e del bucamante mi fanno ben sperare ma le incognite ci sono. Passo gli ultimi giorni fremendo per la voglia di mettermi alla prova. Dentro di me sentivo che ce l’avrei fatta.
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Alla partenza i miei compari di avventura, due puledri moooolto più veloci di me ma poco preparati, sono belli carichi ma io sono pronto al via con una lucidità e una aggressività come poche volte. L’obiettivo iniziale è passare i duri cancelli, per potere poi finire in tranquillità. Un giro anche duretto del paese e poi su per le prime colline, non molto alte ma con pendenze aggressive e tanto saliscendi. Conscio dei cancelli avevo studiato una tabella di marcia dopo aver studiato su Strava le tracce dell’anno scorso di altri concorrenti. Al 5° Km dopo la prima salita e discesa abbiamo già 5′ di vantaggio e quindi posso rilassarmi un pochino, tenendo un buon ritmo e godendomi le campagne. I miei compari mi seguono, fidandosi del mio ritmo. Altre salite e discese, un pezzo di strada, primo ristoro saltato a piè pari, single track e il dislivello si impenna e ben presto sfora i 1000m, mentre il vantaggio sulla tabella per rientrare nei cancelli aumenta a 15′. Salitona su una odiosa pietraia sul monte Sporno e poi via al primo cancello, superato in 3h15′ quindi con ben 25′ di vantaggio: le mie tabelle funzionano alle grande, ora basta mantenere il passo. Riparto me nei successivi kilomentri su falsopiano assolato soffro un poco la partenza veloce, approfittandone per mangiare. Altra salitona per il Montagnana, su pietra e poi su prato, fino a un ristoro dove carico di liquidi lo zaino, il sole picchia. Discesona, il vantaggio sul ritmo-cancello sale a 33′, sensazioni positive ma le salite non finiscono mai, alcuni tratti molto ripidi (intanto i compari mi seguono con facilità, un pò timorosi della lunga distanza e si informano spesso sulla tabella di marcia). Siamo vicini a Parma ma ci sono delle montagne belle alte, fitte di boscaglie con i primi segni dell’autunno, o ampie pinete, o verdissimi pratoni: territorio davvero aspro, ricorda un pò il Mugello o l’appennino pratese. Infinita discesa verso il guado del Baganza con le spettacolari rocce del Diavolo e qui avverto altri segni di fatica, la successiva salita fino alla Francigena è di nuovo su pietre e ripidissima, qui faccio fatica ma sui successivi saliscendi in uno spettacolare single track in una pineta mi riprendo, probabilmente correndo in discesa avevo consumato troppo glicogeno. I compari si attardano ai ristori e io proseguo tranquillo per farmi raggiungere, nuovo guado con la sorpresa del grande Filippo venuto a trovarmi, scambiamo poche parole ma mi dà tanta forza. Secondo cancello superato con ampio margine (8h47 contro le 9h30 richieste, mentre aspetto i miei compagni mi attardo a gettare le cartacce dei gel nella differenziata provocando l’applauso del pubblico). La salita prosegue e si va per i 60, sono pochi i punti in cui si può correre con facilità, ormai i muscoli sono devastati, e coach Luca che non ha mai corso più di una maratona in pianura si meraviglia di quanto possano far male, “eh sì, anche a noi fan male, a tutti, sono 9ore che siamo sulle gambe”.
Sono passate le 17, il sole si abbassa e i colori si fan più netti, le montagne sembrano dipinte in cartoline con colori fortemente contrastati e tante varietà di verde. Si vedono gli ultimi paesini che attraversemo e sembrano ancora lontani, e con tanta salita, ancora adesso che il dislivello è oltre i 3000metri. L’ultimo ristoro lo salto di nuovo, avendo ancora acqua a bordo. Proseguo con calma ma i miei compari si riposano di nuovo e stavolta non mi raggiungeranno, divoro le ultime barrette e inizia l’ultima salita, davvero tosta ma che affronto con forza e lucidità, superando vari concorrenti. Arrivo in cima, so che Luca e Claudio ce la faranno tranquillamente anche da soli come poi accadrà e decido di buttarmi a capofitto in una discesa veloce ma interamente su pietre infami. Tutta nel bosco, non finisce mai e il paese non si vede ma io continuo a perdifiato, decido di onorare la gara spingendo a tutta ora che le gambe stanno bene, voglio arrivare prima dell’oscurità senza dover tirar fuori la frontale. L’ultimo tratto è davvero tecnico ma mi sento brillante e trovo subito le traiettorie giuste senza correre rischi. Finalmente ecco il paese, il nostro camper e la rampa finale dell’arrivo che faccio veramente a tutta, una volata per me stesso, una volata per dare tutto, dopo aver fatto di tutto negli ultimi 5 mesi per arrivare qui, ad essere finisher di questa avventura, atto finale di un percorso ferocemente voluto, più che desiderato.

Meravigliosa, come meraviglioso è correre, e respirare a pieni polmoni l’ebbrezza che lo sport e la natura possono dare.  10h e 57′, molto meglio del tempo massimo, a metà classifica. Impensabile, fino a poco tempo fa

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