Una squadra fortissimi

Monte Morello è il terreno ideale per svolgere allenamenti impegnativi: difficile trovare un luogo così vicino a Firenze che sia così impervio da permettere di prepararsi al meglio per le gare più toste. Quando la mania del trail ha preso possesso di molti atleti della mia squadra è diventato la palestra di tutti. Non solo nostra, tanti altri conoscevano bene quella montagna che domina la piana fiorentina, biker trailer e camminatori. E finalmente qualcuno di questi ha tirato fuori questa gara, lo skytrail, ormai alla seconda edizione. Ovviamente, non ce la facciamo sfuggire. Anche se ormai conosciamo questi sentieri a menadito.
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Il gruppone del Ponte, oggi 1 novembre, è diviso in due. Da una parte quelli – reduci da gare dure, o in convalescenza per infortuni – ad aiutare lo staff della Mugello Outdoor. Dall’altra, quelli che corrono, non moltissimi, forse molti sono stanchi di una lunga e impegnativa stagione, ma tutti agguerriti.    Su tutti una giornata luminosissima, sole splendente e arietta frizzante al mattino, una luce incantevole e il cielo terso che in lontananza ci mostra le Apuane. Convenevoli prima della partenza, un lieve riscaldamento, le risate osservando quei due dei nostri che mettono sui polpacci i manicotti dell’ultratrail del mugello invece che i gambali compressivi. Si parte sempre col sorriso in faccia, poi però arriva il difficile. Anche per il nostro Lorenzo, tra i favoriti, che osserviamo scaldarsi con facilità e leggerezza.
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Un anno fa mi ero cimentato come scopa, e con poco allenamento feci pure tanta fatica. Oggi parto bello aggressivo, deciso a far bene sul mio terreno preferito. Facciamo una digressione tecnica: la gara la si può dividere in due parti, una prima metà con tanta discesa, direi facile nonostante i molti tratti in single track. Molto divertente, ad esempio la discesa sulla pista delle mountain bike. Anche un bel tratto di strada bianca, discese non tecnicamente difficili, anche perché con la siccità che c’è l’umidità è davvero pochissima.
Poi però inizia il difficile. La salita del versante nord della Terza Punta, col finale davvero massacrante e ripido. Qui i bastoncini portati dietro aiutano tanto, e supero tanta gente, fino alla vetta: si esce dal bosco e il sole ti acceca, ti godi il punto più alto della gara, ammiri per un attimo il panorama che già conosci a memoria ma che ogni volta ti fa battere il cuore da trailer, poi giù a rotta di collo per il Rompistinchi. Trovo i nostri fotografi Fabio e Daniele, che ci immortalano e faranno degli scatti stupendi. Mi avvisano che Lorenzo è in testa, ne ero certo e mi sale l’agonismo: stavolta il Rompistinchi non è umido e scivoloso come sempre e provo a forzare un poco. In fondo ecco il nostro fotografo ufficiale Umberto e il resto del team oggi in servizio, tutti impegnatissimi a rifocillare i trailer al ristoro della fonte del ciliegio. Un attimo di sosta per riempire la borraccia ed ecco la salita temibilissima della fonte del nocciolo, 1Km circa al 28% di pendenza, alcune rampe micidiali ed il difficile proprio in cima… e per fortuna poi si addolcisce per toccare seconda e poi la Prima Punta, dove una folla ci attende, tutti baciati dal sole. Discesona del Tedesco Morto, poi il tratto più agevole del Cippo dei Partigiani … comincio ad accusare la stanchezza, proprio quando comincia l’ultima salita, il Noncibuki al contrario, coi suoi tornanti e le rampe da scalare. Non finisce mai anche se solo 700metri, la vista delle antenne del Poggio al Giro sono un miraggio ma poi compaiono davvero. Manca c’è solo una velocissima discesa fino all’arrivo al Caravanserraglio, che supero in 4ore spaccate.
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In genere la gara è la gara, si corre, si ascolta il proprio corpo, si legge nella propria mente che stringe i denti e sopporta la fatica, si ammira il paesaggio, si gode della natura. Oggi è stata emozionante e la palestra Morello ha saputo sorprenderci con una giornata calda e assolatissima pure il 1° novembre. E poi tac! scatta il terzo tempo, e questo di oggi è stato di quelli davvero belli. Già un ristoro con la birra è da applaudire. Poi c’è Lorenzo che ha vinto, e giù festeggiamenti come piovesse. Vien chiamato sul podio e gli applausi fioccano perché è arrivato il gruppone che era al ristoro e a far foto e quindi la claque diviene rumorosissima, noi ci sappiamo sempre far riconoscere. Il pasta-party è di quelli luculliani, tra lasagne di ogni tipo in grossa quantità, uno spezzatino con patate veramente gustoso: il Ponte requisisce 4 tavoli e ci mettiamo a banchettare ridendo e scambiandoci battute e aneddoti. Scorre la birra, girano altri piatti, qualcuno tira fuori un piatto di tortelli mugellani: il lavoro dello staff del Caravanserraglio davvero mitico, un pasta-party così è indimenticabile. Non ci va di tornare a casa  e continuiamo con le chiacchiere, il sole bacia i belli e ci abbronziamo, tutto per far durare di più questa giornata passata con una squadra di fortissimi, agonisticamente e umanamente. Non vedo l’ora di poter ricorrere, su questa montagna o altrove, ovunque purché con la mia squadra, coi miei amici

Traccia gps

Un pensiero su “Una squadra fortissimi”

  1. Spettacolo di racconto. …rivedo i sentieri e le fatiche provate…le salite simili a quelle dei miei allenamenti nelle Sacre Foreste Casentinesi e le discesena spacca gambe.
    Grazie…alcuni particolari in gara li ved, ma non li immagazzini nella memoria. Adesso me la godo di più.
    Ci vediamo nel 2018…

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