La rivincita

Ammettiamolo: per me correre è un pò una battaglia. Assolutamente non contro gli altri, assolutamente non contro il mondo. Contro me stesso. Sembra un controsenso per chi fa trail: eppure credetemi quando sono solo o in compagnia in mezzo al bosco, in cima a una montagna, in un prato, a correre o camminare, mi sento in comunione col mondo, in pace con tutti e me stesso, con l’ebbrezza di vivere e fare sport nella natura. Ma nel complesso mi rimane quell’agonismo intimo, la voglia innata di dare sempre il massimo, o il meglio che in quel momento riesco a dare, il dover sempre fare quanto mi è possibile, per dimostrarmi forte
Che turbe mentali. Ma non ci posso far niente, son fatto così. Capitemi quindi quanto ci rimasi male l’anno scorso a dovermi ritirare per crampi al trail del montanaro a 5Km dalla fine: cosa che poteva starci benissimo dato che ero sovrappeso e venivo da 20 giorni di stop per infortunio. Mi rimase proprio sul gozzo, e quindi la lunga premessa è servita a far capire quale gara avessi messo nel mirino già da 12 mesi. Sempre questa di San Marcello a metà settembre.
Quest’anno ci arrivo con discreta forma, ma c’è sempre la lunga salita iniziale per Monte Gennaio, 1200m di dislivello in 10 Km tosti… e poi tutto il resto, il tratto accidentato dell’Uccelliera (quanto adoro questa zona, questa vista, il Corno alle scale, la valle della Verdiana, gli orridi che scendono verso Lizzano, le nubi in lontananza verso la piana pistoiese), la discesona verso Pontepetri, il tratto nella riserva Dynamo. Infine le 2 salite toste finali e il Ponte Sospeso, che mi dà un pò fastidio.
Vabbè, alla fine l’ho finita ed è andata bene, mi son tolto questo tarlo della mente. Ma non pensate che fossi solo ossessionato dalla voglia di rivincita. La voglia di godermi le montagne era sempre al primo posto. E me le son godute, tanto. E ora via verso la prossima

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