Il cinghiale, il vitello, la chimera

L’anno volge al termine. l’UTLO mi ha dato grande soddisfazione, 20ore e quasi 100Km di gara con quel dislivello e tutta quella pioggia e averla conclusa senza problemi mi ha dato una consapevolezza, una forza interiore come raramente avevo avuto prima. Per finire in bellezza l’anno, gare di distanze decisamente inferiori.
Per cominciare, il Cinghiale. Ormai definitivamente passata al livello di “gara di casa”, per la sua vicinanza, come l’ultratrail del Mugello di primavera. Qui invece è autunno, clima brumoso, freddo /umido, e soprattutto fangoso. E’ la quarta edizione consecutiva che partecipo, e tutto mi fa dire che non sarà l’ultima. E’ la gara, di quelle che frequento abitualmente, il cui livello organizzativo più è cresciuto negli ultimi anni. Meriterebbe ancor più partecipazione, perchè è davvero molto curata: ristori estremamente abbondanti, percorso segnalatissimo, assistenza ovunque, varietà di percorso di terreno. Qualcuno potrebbe non apprezzare il duplice passaggio intermedio da Palazzuolo, ma dato che i percorsi non si intrecciano si vedono punti diversi. Primo giro, facile e veloce. Secondo, arcigno aspro e tecnico, con una lunga salita non continua ma impegnativa, e una ripida mentre si pensa di scendere.

Terzo giro, infinito, fangoso (ma non come la drammatica edizione 2018) e stracolmo di saliscendi, spezzagambe, tosto tosto, e finale di notte. Stavolta di notte ce n’è stata poca, segno che la forma c’è: sarebbe bello una volta arrivare al tramonto.
Dopo un intermezzo a una gara su strada – ebbene sì, le faccio tuttora – coi duri 16Km del “Vitello”….

Una bella uscita di gruppo con gli altri trailer del Ponte a una nuova gara, il Wild Trail di Arezzo. Solo 24Km e 1000m D+. Pare facile. Insomma, c’è qualche salita abbastanza impegnativa, una massiccia dose di fango, un fondo pietroso e scivoloso su cui occorre stare attenti, essendo così breve, solo 3 ore, bisognerebbe tirare sempre, ma decisamente faccio fatica a farlo. Però la media finale non è malaccio, mi accontento e mi piace la bella medaglia con la chimera.

Un anno di gare è finito – forse farò un cross, vedremo, ma sarà allenamento. Il 2020 sarà probabilmente ancora più impegnativo. Meglio riposarsi un poco, nel frattempo.

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