Elogio del Cross

Sapevo che ne sarei rimasto felice, ma così tanto veramente no.
E' un elogio del cross quel che voglio scrivere, e non solo della gara di
stamani - la prima del genere da me disputata in tanti anni - ma della
competizione in sè.
Gente di ogni età che si riscalda, assiste, corre, chiacchiera, commenta.
Agonismo, partenze folli, curve e controcurve da affrontare con calma e
misura. Concentrazione che non deve mai mancare perchè sennò è facile
cadere, inciampare o anche essere superati. Atmosfera bellissima quindi,
nonostante come ogni cross che si rispetti il clima fosse
freddo-umido-nebbioso.
La gara non si svolgeva in una zona "agricola" come alcuni dalle mie parti
bensì in un parco cittadino. Ovviamente la prima cosa che ho fatto appena
arrivato è andare a studiare il percorso. Molto molto tortuoso,
praticamente tutto pianeggiante, qualche radice o albero cui fare
attenzione, molta erba, molte foglie, poco fango. Quindi sorge il dubbio:
con che scarpe - delle 3 paia portate dietro, ovvio nessuna chiodata -
corro? Inizio quindi con delle vecchie Kayano ancora un pochino
"tassellate" il riscaldamento correndo anche su tratti del percorso.
Onestamente mi pare un fondo morbido e nient'affatto scivoloso per cui alla
fine propendo per le Phantom a fondo liscissimo. Tanto per tranquillizzare
chi legge, dico subito che la scelta è stata azzeccata: la leggerezza ha
garantito più brio mentre nessun problema c'è stato in fase di tenuta, in
curva ecc
La partenza della mia categoria è molto affollata. Tremo all'idea di poter
arrivare tra gli ultimissimi, meno male che in soli 4 giri non è scontato
l'esser doppiato. Nelle curve mi mantengo volutamente all'esterno per poter
essere più fluido, per un maratoneta è veramente duro dover affrontare
tutte queste curve. Nonostante l'essermi trattenuto anche io son partito
forte e 7Km mi spaventano nonostante venga da periodi dove così poco non li
facevo manco nelle sedute rigeneranti. All'ultimo giro le posizioni sono
consolidate e sono certo di non essere doppiato, vorrei provare a aumentare
ma senza saperlo ho preso quel mio ritmo da "resistente" e ora non ho più
la forza di cambiare ritmo. Arrivo in pratica in fondo al gruppone, dietro
non sono tanti ma nemmeno pochi, mi sono difeso onerevolmente e di ciò sono
contento.

Ma quello che più entusiasmato, lo ripeto se non si fosse capito, è il tipo
di competizione. Divertente, molto agonistica, da duri. E soprattutto,
allenantissima. E' un pò una banalità perchè molti lo dicono ma chissà poi
perchè non molti poi praticano questa disciplina. Sbagliando, perchè una
gara del genere è certamente molto più allenante di tante altre. In soli
7Km - e quindi con un traumatismo ridotto dato anche il fondo morbido - si
allena la forza, la potenza aerobica, la resistenza alla potenza aerobica,
le qualità lattacide, la concentrazione, la mente che è messa a dura prova
dall'agonismo esasperato, la sopportazione della stanchezza e dell'acido
lattico, la stabilità dell'appoggio, la sensibilità delle piante dei
piedi...
Me lo confermano le mie gambe, che certo dopo 7000 metri non sono stanche
ma nemmeno così riposate come lo sarebbero se li avessi corsi sull'asfalto.
Avverto quella "stanchezza positiva" chiaro segno di aver svolto una seduta
molto allenante, come se fossi contemporaneamente stato in palestra e a
fare delle ripetute. Eccellente quindi specie nelle fasi iniziali di una
preparazione (per quelli come me dediti in genere ad altre distanze).

Che dire quindi? Andiamo tutti a fare cross, via!


Non faceva più paura

Alla fine il Pinochet non faceva più paura a nessuno. Quello che terrorizzava, che comandava e disponeva della vita e della morte di tante persone, alla fine era solo un povero vecchio inerme costretto agli arresti domiciliari e a fingersi un deficiente senza più senno, per non finire in galera.
Da quando era stato costretto all’esilio forzato in Gran Bretagna per sfuggire al giudice Garzòn ormai era un derelitto ormai in attesa della morte. Che se lè goduta da vecchio, come tanti non han potuto fare

Riprendendo una canzone rammentata da un mio carissimo amico, ricordiamo Pinochet con della musica in tema:

I’m gonna tell you fascists
You may be surprised
The people in this world
Are getting organized
You’re bound to lose
You fascists bound to lose

Race hatred cannot stop us
This one thing we know
Your poll tax and Jim Crow
And greed has got to go
You’re bound to lose
You fascists bound to lose.

All of you fascists bound to lose:
I said, all of you fascists bound to lose:
Yes sir, all of you fascists bound to lose:
You’re bound to lose! You fascists:
Bound to lose!

People of every color
Marching side to side
Marching ‘cross these fields
Where a million fascists dies
You’re bound to lose
You fascists bound to lose!

I’m going into this battle
And take my union gun
We’ll end this world of slavery
Before this battle’s won
You’re bound to lose
You fascists bound to lose!

(Testo di Woody Guthrie, Musica di Billy Bragg)
http://italy.indymedia.org/uploads/2005/09/06_-_all-you-fascists-bound-to-lose-_live_-_oct_nov-98_.mp3

A dicembre

Correre a dicembre dà sempre una sensazione strana. La stagione delle gare autunnali è finita, le gare invernali non mi hanno mai appassionato, il cambio di stagione dà effetti deleteri. Mi disse una volta un fisioterapista che è naturale, al cambio di stagione, tirare il fiato ed è quindi necessario darsi subito un obiettivo, sia pure a medio termine

Dato che dopo la Firenze Marathon non ne potevo più di allenamenti in pianura, in questi giorni ho fatto un bel trittico:
-venerdì 1h35′ di trail in collina, tra i boschi
-ieri ripetute in piano (4×200, 4×400, 2×600, 1×1000, rispettivamente circa in 43", 1h29", 2’19", 3’47")
– oggi ripetute in salita (20x60metri) seguite dalla trasformazione (1×400 in 1’23 + 4′ veloci campestre + vari allunghi veloci di 80 metri)

Non male, pensavo che le lunghe distanze mi avessero fatto perdere molta brillantezza e velocità, invece non è così. Forse sarebbe bene davvero darsi subito un obiettivo ma sono indeciso, vedrò poi. Per intanto continuiamo con questi allenamenti di preparazione invernale che tanto andranno bene qualunque cosa faccia poi in primavera. E domani si inizia la palestra.

Cominciamo

Ecco un bel primo e inutile post di prova. Dopo aver provato svariate forme di comunicazione internetica, vediamo anche come ce la caviamo col BLOG!

Visto che deve essere un diario, parliamo di qualcosa fatto oggi.

Stato in libreria, dove dopo svariate indecisioni alla fine ho optato per acquistare "la scimmia di pietra", giallo-thriller di Jeffery Deaver (perchè mi sono accorto che sul comodino giace un episodio della stessa serie di Lincoln Rhyme ma successivo) e una delle tante opere di quello che mi piace maggiormente adesso nella letteratura italiana, ovvero il noir – per la precisione, "è stato un attimo" del mitico Sandrone Dazieri .

Solo che la pila di libri sul comodino sta aumentando a vista d’occhio, nonostante ne
legga in quantità. Forse la causa sta nel fatto che buona parte del mio stipendio cade soventemente nelle mani di astuti librai???

Passione e pensieri vissuti correndo