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Aprile dolce dormire

Veramente ho dormito parecchio poco. Iniziato il 1 aprile con il Ghibellino, 20 e rotti di corsa in montagna con la mia seconda performance alltime. A Pasquetta record nella mezza nei miei ultimi 11 anni, 1h27’50 a Prato, niente male. Weekend successivo doppietta: sabato 1h17′ 16Km collinari di fartlek lungo (e duro), domenica 25Km in progressione alla mezza di Firenze. Temperatura 30°! Allucinante

Giovedì successivo, 3h di lungo in collina su sentieri. Domenica dopo, il 22, gara tranquilla di 13,5Km a 4’2" di media! Era una vita che non andavo così forte, e dire che avevo 100Km nelle gambe la settimana precedente!

I momenti clou intanto si avvicinano. Fiducioso (o almeno lo ero)

Il Ghibellino

(nota storica: il Ghibellino era il condottiero Castruccio Castracani non ridete si chiamava proprio così)

Anni che non ci correvo, a Massa e Cozzile (2 borghi medievali nei pressi di Montecatini ndr). Ricordo come fosse ieri la prima volta che gareggiai su queste strade: una corsa dura, aspra, cattiva oserei dire. Quasi 21Km dove si può andare in crisi in ogni momento, anche nella lunga discesa finale; ma se si è tirato troppo la corsa nei primi Km, la crisi giungerà inesorabile molto prima, nella lunga salita ripidissima tra gli antichi borghi oppure nel tratto zeppo di saliscendi nel bosco. Le condizioni di quest’anno sono state pessime, con la pioggia che aveva reso difficilmente percorribile il tratto in pavè tra i paesi, a scivolamento verso valle garantito. Il bosco era forse in condizioni migliori ma sempre pessime, anche se il molto fango esigeva grande concentrazione e lucidità, e direi anche un ottimo allenamento su percorsi off-road per poter procedere con sicurezza e velocità allo stesso tempo.

Una corsa "cattiva", dicevo: dopo 8Km circa corsi in mezzo a "normali" colline e "solito" paesaggio toscano, inizia uno dei tratti più duri e ripidi che penso si possano trovare, quel Km circa dove si sale per un 200metri di dislivello.

ghibellino5_lì non hai tempo di guardare il paesaggio, no. Al massimo cerchi verso l’alto il castello di Cozzile , che per minuti  minuti sembra irraggiungibile in cielo; sempre si abbia la forza di piegare in su il

capo.  Appena ci arrivi non hai tempo di rifiatare che tutti si lanciano di volata verso il bosco dove come dicevo ènecessario esser veloci e concentrati.

Il passaggio dal ponte medievale lo fai quasi in trance dopo una discesa estremamente sconnessa, e poi subito dopo la strada si impenna nuovamente tanto per cambiare. Usciti dal bosco, ci

attende una discesa a rotta di collo dove però è naturale recuperare molte posizioni se si è ben distribuito lo sforzo. Da qui all’arrivo è un amen.

ghibellino2Per me si è trattto di un ottimo test, in dieci partecipazioni a questa gara penso di aver fatto la mia seconda miglior prestazione, migliorando cronometricamente quella migliore in assoluto ormai di svariati anni fa ma sul vecchio percorso più lungo che richiedeva qualche minuto in più.

Ottimo ritmo specie nel bosco e in discesa, con ancora qualche energia da spendere nel finale; e stavolta l’impennata tra Massa e Cozzile non mi ha stravolto, anzi ho recuperato diverse posizioni, gli allenamenti in salita sono serviti eccome e l’1h36′ finale con il 62° posto è per le mie possibilità un ottimo risultato.

Il Ghibellino resta per me un ottimo esempio, da manuale, di come organizzare una manifestazione podistica. Perchè si riesce ad abbinare, cosa rara, gli aspetti tecnici e le esigenze agonistiche della gara competitiva, un percorso stupendo e affascinante con una organizzazione perfetta anche per i non e i meno competitivi. Gara con moltissimi premi (ho fatto la spesa per una settimana) e un meraviglioso ristoro finale dove non ho potuto mancare come tutti gli anni di bermi il mio bicchier di vino, ingollare le sempre ottime penne al sugo e stavolta pure c’era pure la pizza in quantità massicce.

Che dire, amici del Ghibellino, data la stanchezza che ci prende al traguardo il prossimo anno fateci trovare pure il tiramisu che dopo 21Km di salite continue ne avremmo bisogno!

Esagero?

Anche ieri gara e corsa lunga. Sabato la gara è stata impegnativa ma ormai gare di un’ora anche tirate non mi sfiancano più di tanto. Pensavo di fare un’oretta in mezza in collina, ma poi dalle mie parti si svolgeva una gara collinare di 11KM, praticamente dove sarei andato a passare allenandomi. Quindi deciso: ci arrivo presto, mi iscrivo e faccio un riscaldamento lungo di una mezzoretta, e poi la gara.

Per il riscaldamento mi sono buttato diritto nel folto del bosco, fino ad arrivare in cima a un valico, e poi son tornato indietro. Sentieri deserti, bosco fitto e umido, tranquillità assoluta,

Poi – quasi me ne rammarico – è iniziata la gara, fatta con i compagni di squadra. Siam partiti pure allegri e la salitona finale è stata impegnativa e l’ho tirata al massimo. Ma sto esagerando, non mi è bastata così ne ho rifatta una metà buona in discesa e poi ri-salita per andare a trovare gli altri amici. In tutto 20Km, e 650 metri di dislivello complessivo.

E stasera mi sono massacrato in palestra, direi che sto esagerando.

E dopo il buon anno, la buona Befana

Stamani gara in pianura a Firenze, più di 1000 persone. Non mi è toccato nemmeno il pacco gara

13,6KM in pianura, un buon ritmo tra i 4’5 e i 4’10 (finale 56’20")  nonostante il gran freddo: ohiohi sono invecchiato lo sopporto bene ma le mie gambe lo sentono eccome. Comunque sono andato molto bene e nonostante i tanti lavori di forza (salite, palestre) anche ben agile. Vuol dire che come elasticità sto andando bene.

E domattina un’oretta e mezza tra le colline. Tanto per riposarsi un pò

Elogio del Cross

Sapevo che ne sarei rimasto felice, ma così tanto veramente no.
E' un elogio del cross quel che voglio scrivere, e non solo della gara di
stamani - la prima del genere da me disputata in tanti anni - ma della
competizione in sè.
Gente di ogni età che si riscalda, assiste, corre, chiacchiera, commenta.
Agonismo, partenze folli, curve e controcurve da affrontare con calma e
misura. Concentrazione che non deve mai mancare perchè sennò è facile
cadere, inciampare o anche essere superati. Atmosfera bellissima quindi,
nonostante come ogni cross che si rispetti il clima fosse
freddo-umido-nebbioso.
La gara non si svolgeva in una zona "agricola" come alcuni dalle mie parti
bensì in un parco cittadino. Ovviamente la prima cosa che ho fatto appena
arrivato è andare a studiare il percorso. Molto molto tortuoso,
praticamente tutto pianeggiante, qualche radice o albero cui fare
attenzione, molta erba, molte foglie, poco fango. Quindi sorge il dubbio:
con che scarpe - delle 3 paia portate dietro, ovvio nessuna chiodata -
corro? Inizio quindi con delle vecchie Kayano ancora un pochino
"tassellate" il riscaldamento correndo anche su tratti del percorso.
Onestamente mi pare un fondo morbido e nient'affatto scivoloso per cui alla
fine propendo per le Phantom a fondo liscissimo. Tanto per tranquillizzare
chi legge, dico subito che la scelta è stata azzeccata: la leggerezza ha
garantito più brio mentre nessun problema c'è stato in fase di tenuta, in
curva ecc
La partenza della mia categoria è molto affollata. Tremo all'idea di poter
arrivare tra gli ultimissimi, meno male che in soli 4 giri non è scontato
l'esser doppiato. Nelle curve mi mantengo volutamente all'esterno per poter
essere più fluido, per un maratoneta è veramente duro dover affrontare
tutte queste curve. Nonostante l'essermi trattenuto anche io son partito
forte e 7Km mi spaventano nonostante venga da periodi dove così poco non li
facevo manco nelle sedute rigeneranti. All'ultimo giro le posizioni sono
consolidate e sono certo di non essere doppiato, vorrei provare a aumentare
ma senza saperlo ho preso quel mio ritmo da "resistente" e ora non ho più
la forza di cambiare ritmo. Arrivo in pratica in fondo al gruppone, dietro
non sono tanti ma nemmeno pochi, mi sono difeso onerevolmente e di ciò sono
contento.

Ma quello che più entusiasmato, lo ripeto se non si fosse capito, è il tipo
di competizione. Divertente, molto agonistica, da duri. E soprattutto,
allenantissima. E' un pò una banalità perchè molti lo dicono ma chissà poi
perchè non molti poi praticano questa disciplina. Sbagliando, perchè una
gara del genere è certamente molto più allenante di tante altre. In soli
7Km - e quindi con un traumatismo ridotto dato anche il fondo morbido - si
allena la forza, la potenza aerobica, la resistenza alla potenza aerobica,
le qualità lattacide, la concentrazione, la mente che è messa a dura prova
dall'agonismo esasperato, la sopportazione della stanchezza e dell'acido
lattico, la stabilità dell'appoggio, la sensibilità delle piante dei
piedi...
Me lo confermano le mie gambe, che certo dopo 7000 metri non sono stanche
ma nemmeno così riposate come lo sarebbero se li avessi corsi sull'asfalto.
Avverto quella "stanchezza positiva" chiaro segno di aver svolto una seduta
molto allenante, come se fossi contemporaneamente stato in palestra e a
fare delle ripetute. Eccellente quindi specie nelle fasi iniziali di una
preparazione (per quelli come me dediti in genere ad altre distanze).

Che dire quindi? Andiamo tutti a fare cross, via!